Orselina, Convento della Madonna del Sasso, Codice I
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Descrizione di Marina Bernasconi Reusser, 2011.

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Manuscript title: Graduale Fratrum Minorum
Place of origin: Italia settentrionale
Date of origin: XIV sec. (primi decenni)
Support: Pergamena
Extent: I + 177 + II-III (carte di guardia moderne, applicate durante l’ultimo restauro)
Format: 528 x 375 (c. 11)
Foliation:
Collation: (IV-1) 8 + IV 16 + (IV-2) 24 + 12 IV 120 + V 130 + IV 138 + (IV-1) 145 + (IV-1) 154 + 3 IV 178 + I 180 + (II-2) 182 .
I fascicoli iniziano con il lato carne, la regola di Gregory (alternanza tra lato pelo e lato carne della pergamena) è rispettata.
Condition:
Page layout: a piena pagina, 9 righe di testo e 9 tetragrammi.
Nel margine superiore e inferiore visibili i fori per le linee verticali, nel margine esterno quelli per la rigatura; non ci sono i fori per i righi della notazione musicale (per la tecnica di esecuzione della foratura v. Giovannini, Rapporto di restauro, p. 3).
Rigatura per il testo eseguita ad inchiostro, le linee per la musica ad inchiostro rosso; specchio di scrittura 397 x 246 (c. 11).
Le righe verticali sono doppie, così come quelle che definiscono lo spazio che deve contenere la scrittura.
In un prolungamento di queste linee per la scrittura è tracciata anche la numerazione in cifre romane nel margine esterno.
Writing and hands: scrittura gotica corale.
Musical notation: Notazione musicale quadrata a inchiostro nero su tetragramma a inchiostro rosso.
Decoration:
Additions: Aggiunte posteriori:
Binding: 550 x 385 x 85.
Legatura in piena pelle marrone su piatti di legno con recupero della pelle originale recante una decorazione a secco costituita dallo stesso ferro (con trigramma di Cristo) ripetuto a disegnare una croce che si sviluppa dalla borchia centrale. La pelle del dorso è stata rinnovata. La coperta è rinforzata sui quattro lati da lamine di ottone ritagliate e decorate lungo il bordo con punzoni (Trigramma di Cristo, rosette a sei petali, fiori, Agnus Dei in due formati, Madonna col Bambino in trono in due formati). Sugli angoli sono fissati con borchie di ottone dei cantonali a forma di quercia stilizzata decorati lungo i bordi a punzoni alternati a rosetta e a stella. La piastra metallica al centro ed i cantonali sono rinforzati da una borchia (originali solo 3 sulla coperta anteriore e 2 sulla posteriore). La chiusura attuale è costituita da due bindelle di pelle con asola in metallo, che si agganciano ai due tenoni applicati sulla coperta posteriore (in origine, v. Giovannini, Rapporto di restauro, p. 8, vi erano anche due fermagli in senso verticale, sul taglio di testa e su quello di piede). Lungo i labbri di ciascun piatto sono applicati dei chiodi. Sulla coperta posteriore è incollata un’etichetta cartacea (5 x 17 cm), originale, con il titolo Graduale de adventu per totum annum in dominicis diebus.
Questa tipologia di legatura si inserisce in un gruppo di altre legature simili per decoro e composizione prodotte in Lombardia - per es. Cremona, Busseto, Lodi e Parma - nell'ultimo ventennio del sec. XV. Ricorrente è l'uso dei punzoni di rinforzo per i bordi, della stessa tipologia di borchie e cantonali e soprattutto del tipo di punzone usato per decorare le lamine metalliche (si veda per es. G. Zanichelli, Luminatum et ligatum fuit de manu mea. Codici miniati padani: scriptoria e committenza. Catalogo della mostra, Parma 1994, 54-45 con bibl. prec., oppure V. Orlandi Balzari, I Libri corali di S. Maria degli Angeli a Lugano, in "Archivio Storico Ticinese" 37 (2005), 33-40.
La legatura attuale è frutto dell’ultimo restauro; per una ricostruzione della situazione precedente e delle manomissioni subite nel corso dei secoli v. Giovannini, Rapporto di restauro, pp. 5-9.
Contents:
Contiene i canti antifonali e responsoriali delle messe dall’Avvento alla domenica XXIII dopo la Pentecoste.
  • 2r-178v Proprium de Tempore
    [Dominica prima de adventu. L’inizio manca] 2r ... misericordiam tuam et salutare tuum da nobis. Offertorium. Ad te domine levavi animam meam …–… >Dominica secunda de adventu. Introitus.< Populus Syon …–… 178v Dominica XXIIII post pentecosten officium resumitur de dominica preterita. Dicit dominus ego cogito et cetera.
    [mancano le cc. 20-21 con una parte dell’Ufficio per S. Stefano e l’intero ufficio per S. Giovanni Battista]
    Il testo segue l'Ordo Breviarii di Aimone da Faversham, ed. S. P. J. Van Dijk, Sources of the modern liturgy, The Ordinals by Haymo of Faversham and Related Documents, Leiden, II (1963), 207-270.
    • 123v-128r Litanie, da notare Francesco Antonio, Domenico, Clara. A c. 125v nel margine superiore aggiunti in un secondo momento i nomi di S. Abbondio e di S. Ludovico.
  • 178v-180r Messa festiva „De sancta Trinitate“
    >De sancta Trinitate. Introitus< Benedicta sit sancta trinitas …–… nobis secum misericordiam suam.
    Cf. S. P. J. Van Dijk, Sources of the modern liturgy, The Ordinals by Haymo of Faversham and Related Documents, Leiden, II (1963), 270. Questa festa è stata autorizzata dall'ordine in occasione del Capitolo generale di Parigi del 1266, cf. Van Dijk, 440.
  • 180v bianco ma numerato. Nel margine inferiore il richiamo In vigilia sancti Andree apostoli
  • 181r Praefatio seu [Statutum pro libris choralibus scribendis]
    In primis iniungitur fratribus ut de cetero tam in gradualibus quam antiphonarijs nocturnis …–… que scribunt vel notant corrumpunt.
    Questo testo, tramandato in pochi esemplari, era solitamente collocato all’inizio del graduale, cosa che non si può escludere nemmeno per questo manoscritto visto che lo stesso è stato più volte scucito e rilegato, che il testo è scritto su di un bifoglio cui sono state tagliate le prime due carte, che la cartulazione originale non continua su queste due carte (v. Giovannini, Rapporto di restauro p. 5).
    Cf. B. Bughetti, Statutum saeculi XIII pro scribendis libris choralibus cum notis quadratis ad usum Fratrum Minorum, in „Archivum Franciscanum Historicum“ 21 (1928) 406-412 e S. P. J. Van Dijk, Sources of the modern liturgy, The Ordinals by Haymo of Faversham and Related Documents I (1962), 110-120, una nuova edizione del testo in Idem, vol. II (1963), 361-362.
  • 181r-v Segue la rubrica:
    Item notandum quod quandocumque cantor vel cantores …–… et pentecosten tantum.
  • 181v -182r altra rubrica:
    In omnibus dominicis per annum finita tertia a sacerdote celebraturo missam …–… aspergantur fratres. Hec rubrica ponatur in principio antiphonarij. Antiphona. Asperges me domine... Sicut erat in principio... Et reperitur antiphona „Asperges me“... - ... Vidi aquam egredientem cum versu suo et Gloria patri.
  • Aggiunte
    • (182v) Documenti riguardanti il convento dei francescani di Locarno trascritti nel manoscritto da frate Giacomo di Rastelli Orelli:
      • 1. 1316 Memoria riguardante la costruzione degli armadi della biblioteca del convento di S. Francesco a Locarno.
        Millesimo. ccco. xvio. Ego frater Jacobus domini Rastelli de Orello feci fieri armarium librorum ecclesie sancti Francisci de Locarno de elemosinis mihi assignatis a domino Tazo de Magoria, eapropter [...]nento ipse dominus T. debet esse recomandatus orationibus omnium fratrum. Amen.
        Ed. Ticinensia, 306.
      • 2. 1316 Lettera di consacrazione del cimitero e di due altari rilasciata dal vescovo titolare di Como Giacomo de Subripa.

        Hec est littera consecrationis cimiteriorum... Et mihi fratri Jacobo domini Rastelli de Orello lectori conventus minorum in Locarno ... tradidit personaliter fideliter ad perpetuam rei transcripsi. Et in hoc conventuali libro quem mo ccco xvo una cum fratre Johanne de Raymondis cum multa solicitudinem fieri procuravimus notavi diligenter atque conscripsi.
        "Universis Christi fidelibus presentibus et futuris frater Jacobus Dei et Apostolice sedis gratia episcopus... Serie presentium universitas vestra noscat quod die veneris XVI januarii benedicendo consecravimus universum cimiterium ecclesie sancti Francisci de Locarno
        …–… Datum et actum Locarni anno domini mo. ccco. xvjo die xviiio prefati mensis."
        Ed. Ticinensia, 306-307.
      • 3. 1315 Memoria riguardante la donazione di un tale Ugo di Marco di Giornico per la costruzione di un pulpito e l’acquisto di un messale e vari paramenti.
        Millesimo ccco. xv. anno dominice incarnationis dominus Ugo domini Marchi de Zornigo valles Leventine in ecclesia sancti Franciscii fratrum minorum de Locarno ad expenssas proprias fecit fieri totum pulpitum seum bargum cum duobus altaribus scilicet sancti Johannes Baptiste et sancte Marie Magdalene sed et altare sancti Johannis Baptiste dotavit de pulchro missali et calice …–… pro tanto et tali beneficio exibito.
        Ed. Ticinensia, 307.
Origin of the manuscript: Si tratta probabilmente del primo di due volumi: il secondo avrebbe dovuto contenere il Proprium de sanctis, come fa pensare la presenza del richiamo a c. 180v In vigilia Santi Andree apostoli, ed il Commune sanctorum. Il testo segue lo schema del Libro ordinario di Aimone di Faversham (ed. S. P. J. Van Dijk, Sources of the modern liturgy, The Ordinals by Haymo of Faversham and Related Documents (1243-1307), Leiden, vol. II (1963).
Gli elementi utili per la datazione del manoscritto ai primi decenni del XIV secolo sono:
Provenance of the manuscript: Il graduale è sicuramente stato eseguito per un convento francescano e destinato poi al convento di S. Francesco di Locarno, come attesterebbe l'aggiunta nelle litanie del nome di S. Abbondio vescovo di Como, diocesi cui apparteneva all'epoca Locarno e cui il manoscritto era destinato, e l'annotazione del sec. XIX nel margine inferiore di c. 181r: Iste liber choralis iuris est conventus Sancti Francisci fratrum minorum conventualium de Locarno in tanta rerum vicissitudine aduc superstitis. Anno 1817.
Non ha invece nessun valore l’ipotesi, più volte formulata dagli studiosi sulla base dello Statutum pro libris choralibus scribendis trascritto a c. 181, che il graduale sia stato prodotto in uno scriptorium di Locarno (Hudig-Frey, 300-301, Gilardoni 228; Speroni 2000/3, 18). Si tratta infatti di prescrizioni databili intorno alla metà del XIII sec. che i copisti avrebbero dovuto anteporre all'inizio del testo vero e proprio del graduale. L’editore van Dijk (vol. I, p. 120) ha reperito nove manoscritti, tutti di area italiana, che presentano questo testo all'inizio.
Potrebbe invece essere verosimile l'ipotesi secondo la quale, come si legge a c. 182v, frate Giacomo di Rastelli Orelli, lettore del convento, e frate Giovanni Raimondi, si siano procurati il graduale -e probabilmente anche gli antifonari (codici II, III, IV) - per il convento nel 1315, in occasione di una nuova consacrazione della chiesa di S. Francesco, avvenuta nel 1316: ... Et mihi fratri Jacobo domini Rastelli de Orello lectori conventus minorum in Locarno ... tradidit personaliter fideliter ad perpetuam rei transcripsi. Et in hoc conventuali libro quem mo ccco xvo una cum fratre Johanne de Raymondis cum multa solicitudinem fieri procuravimus notavi diligenter atque conscripsi.
Suffragherebbero questa ipotesi anche le trascrizioni (c. 182v) alla fine del codice della memoria concernente la costruzione di un armadio per la biblioteca del convento, della lettera di consacrazione del cimitero e di due altari avvenuta nel 1316, e della memoria di una donazione del 1315 per la costruzione di un pulpito e l'acquisto di un messale e di vari paramenti.
Acquisition of the manuscript: A seguito della soppressione del convento di S. Francesco di Locarno, avvenuta nel 1848, il graduale (unitamente agli antifonari II, III e IV) fu probabilmente trasportato presso il convento della Madonna del Sasso di Orselina - affidato ai cappuccini - dove ricevette la segnatura „25-235 I“ (etichetta cartacea moderna originariamente applicata sull’asse anteriore, dopo il restauro conservata separatamente). Qui è presente sicuramente nel 1903, quando il Monti (Monti, 17) lo vide già privato di alcune miniature. A detta del Respini (Respini, 87) le prime manomissioni risalirebbero a prima del 1876, subito dopo la soppressione del convento. Successive asportazioni di miniature avvennero dopo il 1943 e dopo il 1967.
Attualmente il graduale e gli antifonari II, III, IV appartiene allo Stato del Canton Ticino e si trovano in deposito presso il convento dei cappuccini della Madonna del Sasso di Orselina.
Bibliography:
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