Documenti: 43

Tutte le biblioteche e collezioni

Preview Page
Aarau, Aargauer Kantonsbibliothek, MsBN 49
Pergamena · 184 ff. · 12.5 x 8.5 cm · Boemia · fine XIV / inizio XV secolo
Libro di preghiere

Il manoscritto contiene una raccolta di preghiere in lingua boema; otto preghiere sono attribuite a Johannes di Neumarkt (intorno al 1310-1380), uno dei primi rappresentanti dell'umanesimo boemo. Il codice è decorato con alcune iniziali in rosso e blu; a c. 39r era originariamente incollata un'immagine dell'Arma Christi , di cui ora non sono rimaste che delle tracce di colla. (sau)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Aarau, Aargauer Kantonsbibliothek, MsWettF 9
Pergamena · 260 ff. · 30.5 x 21 cm · Basilea (?) · secondo quarto del XIV sec.
Petrus Comestor; Alexander de Villa Dei; Petrus Pictaviensis

Manoscritto composito della seconda metà del XIV sec. La parte principale contiene la Historia scholastica di Pietro Comestore (1r-235v), completata da vari testi riguardanti la Genealogia di Cristo. Il manoscritto contiene numerose raffigurazioni grafiche e delle iniziali miniate che fanno pensare ad un'origine a Basilea. I molti fori della pergamena sono stati rammendati in maniera artistica con dei ricami. Il codice proviene dal monastero cistercense Maris Stella di Wettingen. (sau)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Bern, Burgerbibliothek, Cod. 306
Pergamena · 8 ff. · 28.5 x 23-23.5 cm · Francia: Fleury · primo terzo dell'XI secolo
Abbo Floriacensis: Computus; Annales Floriacenses breves

Il manoscritto consiste in un singolo quaderno che prima era rilegato con l'attuale Cod. 250 della Burgerbibliothek di Berna. Nel fascicolo si legge la continuazione del contenuto computistico di quest'ultimo con le tavole per il calcolo della Pasqua, i cui margini ospitano gli Annales Floriacenses. Sull'ultima pagina è trascritto il testo della seconda lettera di Abbone a Giraldo e Vitale. (all)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 133
Pergamena · 124 ff. · 17 x 12 cm · Germania (Treviri?) · fine del XII sec.
Ps. Philo, Liber antiquitatum biblicarum . Hildebertus Cenomannensis, Carmina (estratti)

Contiene tra altri il Liber antiquitatum biblicarum che narra la storia biblica iniziando da Adamo fino al re Saul (dalla Genesi alla fine del primo libro di Samuele), attribuito pseudoepigrafiamente al filosofo ellenistico di cultura ebraica Filone di Alessandria (I sec. d.C.) e estratti dai Carmina del poeta e vescovo di Tours Ildeberto di Lavardin (1056-1133). Fu probabilmente scritto nell'abbazia benedettina di S. Eucario-S.Mattia di Treviri, cui sicuramente appertenne, come si legge nell'ex-libris di c. 1r. (ber)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 141
Pergamena · I + 80 + 1 ff. · 23.7 x 15 cm · Firenze · 1466
Propertius, Elegiae

Contiene le Elegie di Properzio ed è stato scritto nel 1466 a Firenze da Gian Pietro da Spoleto in una elegante scrittura umanistica. Il manoscritto appartenne ad Antonello Petrucci d'Aversa (+ 1487) attivo presso la cancelleria aragonese, e confluì poi nella biblioteca dei re aragonesi di Napoli. Le iniziali che introducono i vari libri ed il frontespizio sono decorati a bianchi girari; lo stemma che doveva figurare nella corona di lauro a c. 1r non è stato eseguito. (ber)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 150
Pergamena · III + 88 + III ff. · 23.4 x 16.5 cm · Germania sudoccidentale · fine XIII/inizio XIV sec.
Schwabenspiegel

Lo Schwabenspiegel (Specchio svevo) contiene una raccolta di leggi nazionali e feudali in uso nel tardo medieovo nella Germania meridionale ma diffuso anche in Boemia e nella Svizzera fino al confine linguistico franco-tedesco. Il manoscritto è stato redatto nella seconda metà del XIII sec. ed appartiene ai più antichi testimoni di questo testo, di cui si sono conservati ca. 350 manoscritti. (ber)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Engelberg, Stiftsbibliothek, Cod. 142
Pergamena · 255 ff. · 16.4 x 12.4 cm · Reichenau · seconda metà del sec. IX
Expositio Basilii episcopi et abbatis super regulam S. Benedicti abbatis

Si tratta di un testimone della cosiddetta versione di Basilio del commento alla regola di s. Benedetto attribuito a Ildemaro di Corbie (morto intorno all'850). Secondo le ricerche di Hafner il manoscritto è stato realizzato nella seconda metà del sec. IX a Reichenau. (keg)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Engelberg, Stiftsbibliothek, Cod. 153
Pergamena · 146 ff. · 12 x 8.2 cm · seconda metà del XIV sec.
Enrico Susone OP, Büchlein der ewigen Weisheit

Con il breve "Büchlein der ewigen Weisheit" il domenicano Enrico Susone (1295-1366) ha creato un'opera che ebbe vasta diffusione nel tardo medioevo. Il codice 153 appartiene al fondo di manoscritti del monastero femminile di S. Andrea di Engelberg e rappresenta, con il cod. 141, un antico testimone del testo. (keg)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Engelberg, Stiftsbibliothek, Cod. 340
Pergamena · 210 ff. · 21.1 x 14 cm · XV secolo
Enrico Susone OP, Büchlein der ewigen Weisheit

L'origine di questo Büchlein der ewigen Weisheit attribuito ad Enrico Susone (1295-1366) è sconosciuta; potrebbe provenire da un ambiente francescano dalla regione alemannica occidentale. Il testo dovrebbe risalire al secolo successivo ai più antichi testimoni contenuti nei codd. 141 e 153. (keg)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Estavayer-le-Lac , Paroisse catholique Saint-Laurent, Volume I
Pergamena · 373 ff. · 57.5-58 x 39-39.5 cm · Berna, S. Vincenzo · intorno al 1485/1490
Antiphonarium lausannense, pars hiemalis (vol. I)

Fa parte di un gruppo di tre antifonari realizzato in doppia copia per la liturgia del capitolo collegiale di San Vincenzo della città di Berna, fondato nel 1484/85. Contiene l'intera parte invernale del Temporale e Santorale e del comune dei santi secondo la liturgia della diocesi di Losanna. La decorazione, costituita da varie iniziali miniate, è attribuita al Maestro del Breviario di Silenen, un miniatore itinerante che operò a Friburgo, Berna, Sion e in seguito Ivrea e Aosta, e che deve il suo nome al breviario in due tomi realizzato intorno al 1493 per il vescovo di Sion Jost von Silenen (1482-1496). In seguito all'introduzione della Riforma nel 1528, e alla conseguente secolarizzazione del capitolo, nel 1530 l'intero gruppo di antifonari venne disperso: quattro furono venduti alla cittadina di Estavayer-le-Lac che li utilizzò per la liturgia della collegiata di S. Lorenzo, mentre altri due - tra cui il pendant di questo - giunsero in circostanze non ancora chiarite a Vevey e si conservano tuttora nel Museo storico. (ber)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Estavayer-le-Lac , Paroisse catholique Saint-Laurent, Volume II
Pergamena · 315 ff. · 58.5 x 41-41.5 cm · Berna, S. Vincenzo · intorno al 1485/1490
Antiphonarium lausannense, pars aestiva, de Sanctis (vol. II)

Fa parte di un gruppo di tre antifonari realizzati in doppia copia per la liturgia del capitolo collegiale di San Vincenzo della città di Berna, fondato nel 1484/85. Contiene il Proprium de sanctis ed il Commune de sanctis per la parte estiva (25 marzo-25 novembre) secondo la liturgia della diocesi di Losanna. La decorazione, analoga a quella del volume I, è attribuibile ad un altro miniatore anonimo e di minor qualità. In seguito all'introduzione della Riforma nel 1528, e alla conseguente secolarizzazione del capitolo, nel 1530 l'intero gruppo di antifonari venne disperso: quattro furono venduti alla cittadina di Estavayer-le-Lac che li utilizzò per la liturgia della collegiata di S. Lorenzo, mentre altri due - tra cui il pendant di questo - giunsero in circostanze non ancora chiarite a Vevey e si conservano tuttora nel Museo storico. (ber)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Estavayer-le-Lac , Paroisse catholique Saint-Laurent, Volume III
Pergamena · 120 ff. · 59 x 39.5-40 cm · Berna, S. Vincenzo · intorno al 1485/1490
Antiphonarium lausannense, pars aestiva, de Tempore (vol. III)

Fa parte di un set di tre antifonari realizzato in doppia copia per la liturgia del capitolo collegiale di San Vincenzo della città di Berna, fondato nel 1484/85. Contiene la parte estiva del De Tempore (il pendant è costituito dal vol. IV) secondo la liturgia della diocesi di Losanna. La decorazione è costituita da cinque iniziali miniate, filigranate e cadelle, dello stesso artista che ha decorato il vol. I. In seguito all'introduzione della Riforma nel 1528, e alla conseguente secolarizzazione del capitolo, nel 1530 l'intero gruppo di antifonari fu disperso: quattro furono venduti alla cittadina di Estavayer-le-Lac che li utilizzò per la liturgia della collegiata di S. Lorenzo, mentre altri due giunsero in circostanze non ancora chiarite a Vevey e si conservano ora nel tuttora nel Museo storico. (ber)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Estavayer-le-Lac , Paroisse catholique Saint-Laurent, Volume IV
Pergamena · 116 ff. · 58.5-59 x 41 cm · Berna, S. Vincenzo · intorno al 1485/1490
Antiphonarium lausannense, pars aestiva, de Tempore (vol. IV)

Fa parte di un set di tre antifonari realizzato in doppia copia per la liturgia del capitolo collegiale di San Vincenzo della città di Berna, fondato nel 1484/85. Contiene la parte estiva del De Tempore (il pendant è costituito dal vol. III) secondo la liturgia della diocesi di Losanna. La decorazione è costituita da cadelle, iniziali filigranate e da una unica iniziale miniata con bordura a c. 1r di un miniatore anonimo. In seguito all'introduzione della Riforma nel 1528, e alla conseguente secolarizzazione del capitolo, nel 1530 l'intero gruppo di antifonari venne disperso: quattro furono venduti alla cittadina di Estavayer-le-Lac che li utilizzò per la liturgia della collegiata di S. Lorenzo, mentre altri due giunsero in circostanze non ancora chiarite a Vevey e si conservano ora nel tuttora nel Museo storico. (ber)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Genève, Bibliothèque de Genève, Ms. fr. 5
Pergamena · 182 ff. · 27.8 x 20.5 cm · intorno al 1460
François Ximenes, Livre des anges (El Llibre dels àngels)

In quest'opera, composta alla fine del sec. XIV a Valenzia, l'autore descrive l'universo angelico ispirandosi al De triplici gerarchia di Dionigi Areopagita. Largamente diffuso nella seconda metà del sec. XV, il testo è tradotto in francese e venne stampato per la prima volta a Ginevra nel 1478. Miniato dal Maestro del Boccaccio di Ginevra, il Ms. fr. 5 presenta lo stemma di Jeanne de Laval, seconda moglie del re Renato d'Anjou. (hoc)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Genève, Bibliothèque de Genève, Ms. lat. 34
Pergamena · 126 ff. · 16.5 x 10.8 cm · atelier dell'abbazia di S. Martino di Tours (Francia, Indre e Loira) (cf. F. Huot) · seconda metà del XV secolo (cf. Huot)
Libro d'ore ad uso dell'abbazia di S. Martino di Tours

Questo manoscritto della seconda metà del XV secolo è un libro d’ore ad uso dell’abbazia di S. Martino di Tours. Contiene sei grandi miniature, due relative alla vita di Cristo, due consacrate all’Annunciazione, una a s. Giuseppe e l’altra a s. Barbara. Il calendario segnala i tredici giorni nefasti (dies eger) dell’anno. Con la sua legatura antica in velluto cremisi, la decorazione dipinta e la scrittura accurata, prima di giungere a Ginevra questo manoscritto arricchiva la collezione della famiglia Petau. (jeg)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Genève, Bibliothèque de Genève, Ms. lat. 91
Pergamena · 327 ff. · 20.5 x 14.2 cm · Francia · fine del XV sec. (cf. A. Dufour) oppure verso il 1460 (cf. B. Gagnebin)
Policraticus (Il governo dello stato), di Giovanni di Salisbury

Dotato di una bella legatura alla “Du Seuil”, questo manoscritto del XV secolo contiene il Policraticus (Il governo della città), un’opera di riflessione sulle vanità dei cortigiani, redatta da Giovanni di Salisbury (1115/1120-1180). Copiato con una scrittura accurata, il testo è ornato da una grande miniatura raffigurante un autore che legge il suo testo al cospetto del re di Francia. (jeg)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Genève, Bibliothèque de Genève, Ms. lat. 99
Pergamena · 314 pp. · 20.7 x 14.1 cm · Firenze · fine del sec. XV (cf. H. Aubert et A. Dufour) o verso il 1478-1480 (cf. B. Gagnebin)
Amyris. Poema in onore del sultano Mehmet II, di Gian Mario Filelfo

Gian Maria Filelfo avrebbe composto l’Amyris negli anni 1471-1476 su richiesta dell’amico Othman Lillo Ferducci di Ancona. Con questo lungo poema latino si intendeva ringraziare il sultano Mehemt II per aver liberato il cognato di Ferducci, fatto prigioniero dai Turchi in occasione della presa di Costantinipoli nel 1453. Gian Mario Filelfo avrebbe fatto decorare il manoscritto a Firenze con una decorazione a „bianchi girari“, l’avrebbe fatto rilegare ad Urbino con una bella legatura rinascimentale italiana ed in seguito l’avrebbe offerto al duca di Urbino Federico da Montefeltro, presso la cui corte soggiornò dal 1477 al 1478. (jeg)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Luzern, Zentral- und Hochschulbibliothek, P 6 4°
Pergamena · 279 ff. · 14.5 x 11 cm · Parigi, ad uso della diocesi di Bamberga · fine del XV secolo
Libro d'ore

Il Libro d'ore apparteneva al cancelliere cittadino e membro del consiglio di Soletta Franz Haffner (1609-1671). E' ad uso della diocesi di Bamberga ed è scritto in bavarese settentrionale, ma appartiene ad un gruppo di libri di devozione realizzati a Parigi ed in seguito esportati a Norimberga per essere venduti. (kam)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Luzern, Zentral- und Hochschulbibliothek, P 33 4°
Pergamena · 81 ff. · 24 x 16.5-17 cm · intorno al 1200
Berno di Reichenau; Valafrido Strabone

Il manoscritto contiene la vita di Ulrico di Berno di Reichenau e le vite di Gallo e di Otmaro di Valafrido Strabone, così come la copia di un atto riguardante la storia più antica del convento di S. Urbano. Appartiene ai più antichi manoscritti conservatisi dalla biblioteca di S. Urbano. (kam)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Luzern, Zentral- und Hochschulbibliothek, P 34 4°
Pergamena · 114 ff. · 22 x 15.5 cm · fine del XII secolo
Isidorus Hispalensis

Il manoscritto contiene le Sententiae ed un estratto dalle Etymologiae di Isidoro di Siviglia, inoltre, quali aggiunte, scongiuri, una antica notizia riguardante la storia economica del convento di S. Urbano e la benedizione dei tre angeli. (kam)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Luzern, Zentral- und Hochschulbibliothek, P 37 4°
Pergamena · 124 ff. · 28.5 x 20.5 cm · inizio del XIII secolo
Odalricus Virdunensis

Il manoscritto contiene il finora unico testimone conosciuto del Breviloquium sententiarum artis theologicae, una revisione delle Sentenze di Pietro Lombardo fatta dal canonico Udalrico di Verdun. (kam)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Mulhouse, Bibliothèque municipale, AW 1
Pergamena · 144 ff. · 23.5 x 15.5 cm · S. Gallo · X secolo
Evangeliario di Erchenbaldus

Questo manoscritto latino del X secolo è stato prodotto nello scriptorium di S. Gallo. E' appartenuto al vescovo di Strasburgo Erchenbaldus (965-991) ed è stato conservato nella cattedrale di Strasburgo. L'umanista Wimpheling ricorda di averlo consultato a Strasburgo nei primi anni del XVI secolo. Figura nel catalogo di vendita della collezione Ambroise Frimin-Didot, è stato acquistato dal magistrato di Mulhouse Armand Weiss (1821-1892) che alla sua morte lo ha lasciato alla Société Industrielle di Mulhouse. L'evangeliario carolingio è scritto su pergamena e presenta 300 iniziali ornate in oro e argento. All'inizio e alla fine del manoscritto vi sono delle annotazioni storiche. La legatura originale non si è conservata ed è stata sostituita da una legatura contemporanea al momento del restauro, avvenuto intorno al 1970 presso la Bibliothèque Nationale. (lit)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 725
Carta · 362 pp. · 29 x 21 cm · Germania sudoccidentale · terzo quarto del XV sec.
Schwabenspiegel preceduto da una Cronaca universale

Cronaca universale da Saturno di Creta fino al leggendario Brenno, duca di Svevia (col. 3a-17a). Segue lo Schwabenspiegel (Specchio svevo), con il diritto territoriale secondo la prima sistematica sistemazione in 79 capitoli fino all'articolo 343 (col. 17a-264b), e il diritto feudale fino all'articolo 158 (col. 264b-347a). Alla fine si trova un indice dell'intero contenuto del manoscritto (p. 350-361). (dor)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 726
Carta · 7-286 pp. · 29.5 x 21.5 cm · Germania sudoccidentale · fine del XIV / prima metà del XV sec.
Schwabenspiegel

Schwabenspiegel (Specchio svevo), diritto territoriale, articoli 1-86 (col. 7a-58a), articoli 155-219 (col. 59a-100b), e articoli 220-377 (col. 101a-187b), dopo l'articolo 40 è inserito il diritto territoriale, articolo 40§1 (col. 33a) del Deutschenspiegel, al diritto territoriale fa seguito il diritto feudale, articoli 1-120 e 122-154 (col. 187b-284a) e l'articolo 159 (col. 284a-285a). (dor)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 745
Pergamena · 88 ff. · 39 x 24.5–25 (Teil I) cm; 42.5–43 x 29 (Teil II) cm · Italia · metà del XIII / inizio del XIV sec. (parte I), XIV sec. (parte II)
Johannes de Deo: Liber iudicum · Bonus Johannes: Ordo iudiciarius · Manfredus de Arriago: Tabula decretalium · Dinus de Mugello: Super regulis iuris Libri Sexti

Il manoscritto in due parti è stato scritto in Italia nel periodo compreso tra la metà del XIII secolo e l'inizio del XIV secolo. Tramanda da una parte scritti a carattere procedurale, tra i quali il poco conosciuto Ordo iudiciarius Quoniam ut ait apostolus, e dall'altra repertori e opere generali sul diritto decretale. Il manoscritto venne probabilmente in possesso, del cittadino di S. Gallo Johannes Widembach († 1456) tramite un canonico zurighese, prima di giungere in possesso della biblioteca abbaziale di S. Gallo nel XVI secolo. (len)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 746
Pergamena · 576 pp. · 28.5 x 24 cm · Italia · metà del XIII / inizio del XIV sec. (parte I), XIV sec. (parte II)
Codex Justinianus

Il manoscritto, ornato da iniziali filigranate e da alcuni disegni a penna, fu scritto in Italia nella seconda metà del XIII secolo o al più tardi all'inizio del XIV sec. Trasmette il Codex Justinianus (Libri 1–9), il relativo apparato di glosse di Accursius e un gran numero di altre glosse nei margini. Il manoscritto giunse alla biblioteca di S. Gallo al più tardi nel XVI secolo, tramite i due cittadini di S. Gallo Conrad Särri e Johannes Widembach († intorno al 1456). (len)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 749
Pergamena · 137 pp. · 39 x 24.5–25 (Teil I) cm; 42.5–43 x 29 (Teil II) cm · Italia e Francia (?) · seconda metà del XIII secolo - prima metà del XV secolo
Tres Libri Codicis cum glossis anteaccursianis et glossa ordinaria · Libri feudorum · Glossa ordinaria in libros feudorum

Il manoscritto, composto di quattro parti, fu scritto principalmente nella seconda metà del XIII secolo, rispettivamente nella prima metà del XIV secolo in Italia e forse in parte in Francia. Trasmette i Tres libri Codicis (i Libri 10–12 del Codex Justinianus) con le glosse, il Libri feudorum, la rispettiva Glossa ordinaria e altri brevi scritti. Particolarmente preziose sono le glosse preaccursiane, che in parte si conservano nella forma originale ai Tres libri Codicis. Il manoscritto giunse alla biblioteca di S. Gallo al più tardi nel XVI secolo, tramite il cittadino di S. Gallo Johannes Widembach († intorno al 1456). (len)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B28
Pergamena · 43 ff. · 10.6 x 7.6 cm · Amsterdam, Baruch ben Schemaria · 1795
Sefirat ha-Omer (conteggio dell'Omer) e altre preghiere

Il conteggio dell'Omer nell'Ebraismo è una benedizione con la quale si contano i 49 giorni che intercorrono tra la seconda sera di Pesach e la festività di Shavuot. Nel manoscritto questi giorni, con le rispettive cifre, sono inscritti in 49 quadrifogli. A c. 18r è raffigurata la Menora con il testo del salmo 67. Il copista lituano Baruch ben Schemaria, da Brest-Litovsk, ha realizzato il codice nel 1795 ad Amsterdam per Aaron ben Abraham Prinz, di Alkmaar in Olanda, come viene ricordato nella pagina del titolo. Il disegno a c. 1r, eseguito con dei calligrammi, raffigura Sansone nelle sembianze di un atlante, secondo la tradizione rabbinica che lo vuole dotato di una forza sovrumana. (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B52
Pergamena · 20 ff. · 11.5 x 8 cm · Amburgo, Uri Feiwesch ben Isaak Segal · 1750
Tikkun ha-mohel (Preghiere per la cerimonia della circoncisione)

Il codice contiene delle preghiere da recitare in occasione della cerimonia della circoncisione. Questa cerimonia è raffigurata a c. 10r, mentre si svolge all'interno di una sinagoga dove il profeta Elia, il quale annuncia la venuta del Messia, è considerato presente. A c. 18r è illustrato il rito della benedizione del vino. Le illustrazioni sono opera di Uri Feiwesch ben Isaak Segal, importante rappresentante della scuola miniaturistica di Amburgo-Altona del XVIII secolo che ha confezionato, oltre a questo, almeno altri cinque manoscritti. Nella pagina del titolo figura il nome del proprietario, Joseph ben Samuel, ed uno stemma non identificato con l'Ordine dell'Elefante, uno dei più prestigiosi ordini cavallereschi danesi. (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B67
Pergamena · 60 ff. · 14.2 x 9.5 cm · Corfù · intorno al 1720
Miscellanea Harrison

In questo codice sono trascritte preghiere, benedizioni e racconti da recitare in occasione della cerimonia del matrimonio, secondo il rito in uso presso gli ebrei di Corfù, e altri poemi occasionali. La preziosità del manoscritto è data dal ciclo di 60 illustrazioni a piena pagina a guazzo, corredate da versetti tratti dal libro della Genesi. Si tratta dell'opera di un artista probabilmente formatosi a Venezia, che inserisce il suo monogramma, sotto varie forme (MC, M.C. o MF), in quasi tutte le illustrazioni. Nelle pagine a fronte, senza legame diretto con le illustrazioni, sono trascritte le benedizioni e le preghiere. Poiché il libro va letto da sinistra a destra, si deve presumere che dapprima siano state realizzate le illustrazioni da parte di un artista cristiano, e che in un secondo tempo siano stati inseriti i testi in ebraico. E' stato prodotto nell'isola di Corfù nella prima metà del XVIII sec. e costituisce probabilmente un regalo di matrimonio di un membro della prominente famiglia locale dei de Mordo, famiglia che svolse un importante ruolo nell'isola all'epoca del regime veneziano contro gli attacchi ottomani. (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B125
Carta · 111 ff. · 18.8 x 13.3 cm · Italia · ca. 1470
Ippocrate, Aforismi

Contiene la traduzione in ebraico dei sette capitoli degli aforismi di medicina di Ippocrate di Hillel ben Samuel di Verona (ca. 1220-ca. 1295) che, al contrario di altre traduzioni esistenti, si basa sulla versione latina di Costantino Africano (ca. 1020-1087) piuttosto che sulle traduzioni arabe dell'originale greco. Il testo è accompagnato dal commento di Moses ben Isaac di Rieti (1388-dopo il 1460), caporabbino di Roma e poeta. Il suo commento si basa in larga misura su quello di Mosé Maimonide (1138-1240) e su Galeno di Pergamo (II d.c.). Questo codice tramanda la prima versione - delle due che si conoscono - del commento di Mosé da Rieti. La datazione si basa sull'identificazione delle filigrane della carta. (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B217
Pergamena · 24 ff. · 9.5 x 5.2 cm · Deutschkreutz · 1751
Birkat ha-mason (Benedizione del nutrimento e altre preghiere e benedizioni)

Il manoscritto della metà del XVIII secolo contiene, oltre al Seder birkat ha-mason („Ordine delle preghiere della benedizione del nutrimento“), la Birchot ha-nehenin („Benedizioni prima del consumo di cose“), die Schalosch mizwot naschim („Tre precetti per donne“) e la Seder keri’at schema al ha-mitta („Disposizione dello schema delle preghiere per la note e prima di addormentarsi" Le parti relative ai tre precetti per le donne permettono di dedurre che il volume venne concepito come un regalo di matrimonio. Accanto all'illustrazione sulla pagina iniziale sono inoltre presenti nel volume 22 piccole illustrazioni a colori. Una formulazione ebrea sulla pagina del titolo rimanda a Deutschkreutz in Burgenland (Austria) quale luogo di origine del manoscritto. Le caratteristiche della scrittura e della decorazione permettono di attribuire il manoscritti al copista ed illustratore Aaron Wolf Herlingen. (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B250
Pergamena · 247 ff. · 27 x 19 cm · Italia · tardo XIII o inizio del XIV secolo
Zedekia ben Abraham, Schibbole ha-leket (Spigolature)

Il testo halakhico Schibbole ha-leket („Spigolature“), di Zedekia ben Abraham Anaw di Roma (ca. 1225-1297), contiene uno dei primi tentativi di codificare le leggi religiose ebraiche in Italia e di crearne un primo panorama sistematico. Dal punto di vista del contenuto il testo, suddiviso in 12 grandi capitoli con in totale 372 paragrafi, si occupa delle prescrizioni relative all'ordine delle preghiere e delle regole per il Shabbat, i giorni festivi e feriali, accanto a vari altri testi con tematiche halakhiche, che stanno in una dichiarata prospettiva aschenazita. Il manoscritto non è datato. Fu scritto dai copisti Moses e Samuel sia ancora nel periodo di vita o poco dopo la morte dell'autore, e costituisce così una delle prime copie che si conservano di questo testo. (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B251
Pergamena · 81 ff. · 18.7 x 13.7 cm · Italia · XIV/XV secolo
Abraham Abulafia, Chajje ha-olam ha-ba ("La vita nel mondo dell'Al di là")

Il cabbalista spagnolo Abramo Abulafia (1240- dopo il 1291) sostiene un concetto della cabbala che poco o niente ha a che fare con quella che era prevalentemente nota. Egli non la interpretava né come una forma della gnosi né come una specie di filosofia teosofica, che si concentrasse sulle Sefirot, emanazioni del divino. Al contrario cercò di raggiungere uno stato di estasi profetico-mistico, partendo dalla sua convinzione che l'esperienza dei profeti deve essere stata di natura estatica e che tutti i veri mistici debbano essere stati dei profeti. Quest'opera era particolarmente popolare e diffusa sotto i titoli Chajje ha-olam („La vita nel mondo dell'Al di là“) oppure Sefer ha-Schem („Libro del nome divino “) oppure Sefer ha-iggulim („Libro dei cerchi“), ma in questo manoscritto viene nominato Sefer ha-Schem ha-meforasch („Libro del nome che non si può nominare"). Il codice contiene dieci iscrizioni raffigurate in cerchi concentrici in inchiostro nero e rosso, così come 128 solo in inchiostro nero. Queste contengono delle dettagliate istruzioni per la meditazione mistica. Contemplando questi cerchi si dovrebbe recitare il nome di Dio - racchiuso in 72 lettere - originato dalla combinazione dei valori numerici delle lettere nei nomi nelle dodici tribù di Israele, dei patriarchi e delle nove lettere delle parola Schiwte Jisra’el) („Tribù di Israele“). Il lettore dovrebbe "entrare" in ognuno dei tre cerchi rosso-neri partendo dall' "ingresso" indicato al poso, che è indicato, per così dire, da un piccolo tratto di penna. (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B252
Pergamena · 54 ff. · 19 x 13.5 cm · [Norditalia] · ultimo terzo del XV secolo
Minhagim (Riti liturgici)

L'opera Minhagim („Riti liturgici“) viene attribuita a Samuel di Ulm, anche se la paternità non è definita in modo chiaro. Dal punto di vista del contenuto contiene numerosi insegnamenti che si basano sulle opinioni di Jakob Moellin (1360-1427). Viene considerato una grande autorità spirituale del mondo aschkenazita. Probabilmente il manoscritto fu redatto nell'ultimo terzo del sec. XV in Italia poiché i disegni a penna si collocano nella tradizione dell'Italia del nord di quest'epoca. Molti dei motivi decorativi, per es. una testa con un naso pronunciato e pesanti palpebre che si sviluppano da un ornamento, o un lungo muro di città con torri rotonde, sono considerati tipici per Joël ben Simeon, importante rappresentante della tradizione illustrativa norditaliana. (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B253
Pergamena · 118 ff. · 13.5 x 9.4 cm · probabilmente Renania (Germania) · circa 1400
Libro di preghiere secondo il rito aschkenazita

Il volume, sicuramente molto utilizzato, si presenta in buone condizioni di conservazione ed è vergato in una elegante scrittura quadrata e semicorsiva. Contiene preghiere quotidiane e piyyutim per i giorni festivi, ma anche varie altre da recitare in occasioni speciali, e l'intero testo della Haggadah per la festa ebraica, un testo solitamente trascritto separatamente. Il manoscritto presenta un interessante caso di censura: lo spazio per la preghiera Alenu le-shabbeah, che si riteneva contenere un implicito insulto ai cristiani, è stato lasciato vuoto (19r-v). L'intero codice è stato sottoposto a censura a Mantova da parte di Dominico Irosolimitano, uno dei più attivi censori attivo in Italia a partire dalla seconda metà del XVI secolo. Questi non ha espunto nessun passaggio ma si è limitato ad apporre la sua firma sull'ultima pagina (f. 112v), a riprova dell'avvenuto controllo. (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B257
Pergamena · 23 ff. · 9.3 x 7 cm · Vienna · 1719
Perek shira (Capitolo del Canto) e Kiddusch-le-jom tow (Santificazione [del vino] nei giorni festivi)

L'anonimo inno al Creatore Perek schira è tramandato in più di cento manoscritti. I più importanti illustratori di libri ebraici del sec. XVIII hanno decorato questo inno. Questo codice fu scritto per Hertz ben Leib Darmstadt di Francoforte sul Meno e contiene delle illustrazioni a penna di Meschullam Simmel ben Moses di Polna in Boemia, il quale però probabilmente ha confezionato il codice a Vienna. (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B259
Pergamena · 60 ff. · 13.5 x 10 cm · Italia · ultimo terzo del XV secolo
Miscellanea sul ciclo di vita ebraico

Questa miscellanea sul ciclo di vita ebraico, databile all'ultimo terzo del secolo XV, rappresenta probabilmente un regalo di nozze. Fu copiata da Leon ben Joschua de Rossi di Cesena. Contiene delle preghiere per la cerimonia della circoncisione, il formulario per una contratto di matrimonio da Correggio del 1452 (senza nomi), testi relativi al rito delle nozze, tra i quali un inno con l'acrostico El’asar; il contratto per un matrimonio stipulato a Parma nel 1420 tra Juda, figlio di Elchanan di Ascoli Piceno e Stella, figlia di Solomon di Mantova. Inoltre contiene preghiere per il cimitero con una apposita da recitare durante il banchetto del funerale; un rituale per evitare cattivi sogni; Ka’arat kesef, un poema etico del poeta provenzale Jehoseph ben Hanan ben Nathan Ezobi del sec. XIII e infine - aggiunto da altra mano - una preghiera personale di Moses Latif per Joab Immanuel Finzi. Immediatamente alla fine del contratto si trova la raffigurazione della coppia di sposi (f. 10v). L'acconciatura, i vestiti e il velo della sposa rimandano alla contemporanea moda ferrarese, ciò che confermerebbe che il manoscritto è di origine italiana, forse della stessa Ferrara. (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B262
Pergamena · 23 ff. · 32 x 20.4 cm · Europa centrale o del nord · 1730
Haggadah di Nathan ben Simson di Mezeritsch

Questa Pesach Haggada con la traduzione ebraica dell'inno Had Gadya (f. 23r) fu copiata ed illustrata da Nathan ben Simon di Mezeritsch (oggi Velke Mezirici, Cechia). Contiene tra l'altro una pagina iniziale decorata, un ciclo di illustrazioni della cerimonia della sera del Seder della festa ebraica della Pesach, nove illustrazioni al testo ed un ciclo per l'inno conclusivo Had Gadya (f. 23r). (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B282
Carta · 13 ff. · 13.3 x 8.5 cm · Amsterdam · 1752
Kalonymus ben Kalonymus, Massekhet Purim

Il manoscritto contiene il testo del Massekhet Purim, una parodia del Purim dell'autore e traduttore provenzale Kalonymus ben Kalonymus (Arles 1240- dopo il 1291). Nato ad Arles nel 1286 scrisse la sua opera a Roma all'inizio degli anni 20’ del XIV secolo - egli imita con umorismo il testo e lo stile del Talmud, trattando del mangiare, bere e ubriacarsi durante questa festa. Le illustrazioni includono figure di arlecchini, un musicista di strada e sette carte da gioco distribuite a formare un trompe l'œil, genere solitamente molto raro nei mss. ebraici. Il codice è stato realizzato ad Amsterdam nel 1752, in un'epoca nella quale questo testo godette di grande interesse presso la comunità ebraica aschkenazita. (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B284
Pergamena · 22 ff. · 26.8 x 16.2 cm · Vienna · 1725
Haggadadi Herlingen, con istruzioni e traduzioni in yiddish

Il manoscritto costituisce un capolavoro del miniatore Aaron Wolf Herlingen, un artista nato a Gewitsch in Moravia intorno al 1700, che ha operato tra gli altri a Pressburg (oggi Bratislava) e Vienna, e di cui oggi sono conosciuti più di quaranta manoscritti da lui firmati. La decorazione consiste in 60 illustrazioni a colori e tre iniziali decorate. Nella pagina iniziale il testo del titolo è affiancato dalle figure di Mosé e Aaron, e nella parte inferiore è raffigurato l'episodio della marcia nel deserto e della caduta della manna in presenza di Mosé, Aaron e della sorella di questi Miriam. L'inusuale presenza della figura di Miriam lascia supporre che il manoscritto fosse destinato ad una donna. Alla fine del testo sono trascritti i due canti - uno ebraico, l'altro aramaico Echad mi-jodea e Chad gadja - con la rispettiva traduzione in lingua yiddish. (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Braginsky collection, B288
Pergamena · 8 ff. · 17 x 10.6 cm · Nitra · 1816
Tefillot u-wirchot ha-mohel (Disposizioni per le preghiere e le benedizioni per la cerimonia della circoncisione)

Questo libricino di poche pagine contiene il Mohel: il cerimoniale per il rito della circoncisione. Una nota sulla pagina iniziale spiega trattarsi di un regalo di Mendel Rosenbaum per il cognato Joseph Elsas di Nitra, oggi cittadina nella repubblica Slovacca ma in passato ungherese. E' firmato da Leib Sahr Sofer e presenta nella decorazione analogie con varie opere eseguite dal più importante calligrafo ed illustratore operante a Nitra all'inizio del XIX secolo, Mordechai ben Josel, conosciuto anche col nome di Marcus Donath. La pagina finale presenta un calligramma con la figura di Mosé che in una mano regge le tavole delle leggi e con l'altra mostra il Pentateuco. (red)

Online dal: 18.12.2014

Preview Page
Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, AG 2760
Pergamena · 1 ff. · 12 x 400 cm · regione del lago di Costanza · intorno al 1330-1345
Armoriale di Zurigo

L’armoriale di Zurigo in pergamena è uno dei più eccezionali ed importanti documenti dell’eraldica medievale. Consiste oggi in quattro parti di diversa lunghezza, che possono essere riuniti in un rotolo lungo quattro metri. Vi sono riprodotti su entrambi i lati 559 blasoni - ognuno sormontato da un cimiero - dell'alta e bassa aristocrazia in prevalenza del nord della Svizzera, della Germania meridionale e dell'Austria occidentale, il cui nome è iscritto a lato dello scudo. Vi sono aggiunte 28 bandiere di vescovadi e di abbazie tedesche. La sequenza delle quattro parti rimaste, costituite a loro volta da 13 strisce di pergamena cucite insieme, è la seguente: la parte nr. 1 (36.5 cm) contiene sul verso gli stemmi dei vescovadi e delle abbazie (numerazione Merz-Hägi: I-XXVIII; la numerazione nell'originale risale al XVI-XVII secolo) e sul recto 22 blasoni di nobili. Le parti nr. 2 e nr. 3 (255.5 cm) erano ancora cucite assieme nel 1930. La parte nr. 2, costituita da quattro fogli di pergamena, contiene sul recto i blasoni 23-104 e 108-114 e sul verso i blasoni 214-220, 224-308. La parte nr. 3, costituita da tre fogli di pergamena cuciti, contiene sul recto gli stemmi 105-107, 115-162 e sul verso gli stemmi 163-213, 221-223. La quarta parte (109 cm) – cinque pergamene cucite assieme – contiene sul recto gli stemmi 309-378 e sul verso gli stemmi 379-450. L’armoriale è incompleto. La quarta parte mancante doveva contenere altri 109 blasoni oggi conosciuti attraverso una copia della fine del XVIII secolo. Fu probabilmente realizzato a Zurigo o nella regione del lago di Costanza e la sua datazione viene collocata tra il 1330 e il 1345. Lo stile di esecuzione è molto vicino a quello del Codex Manesse, una raccolta di poesie cortesi in lingua tedesca accompagnate da 137 miniature, dipinto a Zurigo e di poco anteriore. Prima di essere depositato presso il Museo Nazionale Svizzero dalla Società antiquaria della città, fu in possesso dello storico e naturalista zurighese Jacob Scheuchzer (1672-1733). (ber)

Online dal: 18.12.2014