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Basel, Pharmazie-Historisches Museum der Universität Basel, Cod. H87
Carta · 453 pp. · 21 x 32 cm · XVIII secolo
Copia manoscritta del libro di farmacopea di Burkart von Hallwyl (1535-1598)

La copia della farmacopea di Burkart von Hallwyl (1535-1598) costituisce una raccolta di farmaci e ricette per il trattamento di problemi quotidiani. La lunghezza delle ricette varia da alcune frasi fino a testi molto completi. Tra questi si trovano istruzioni per la preparazione e liste degli ingredienti. Il manoscritto è organizzato tramite un indice alfabetico. Dopo l'indice si trovano altre registrazioni. (wan)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Pharmazie-Historisches Museum der Universität Basel, Cod. H98
Carta · 64 ff. · 18 x 22.5 cm · 1571
Arzeney Buoch

Il manoscritto contiene una farmacopea e un libro di ricette. Vi si trovano molte ricette contro la «pistilienz» e altre malattie. Frasi e intere parti delle istruzioni per i medicamenti sono cancellate. Le pagine del volume non sono numerate e alla fine non presenta un indice. (wan)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Pharmazie-Historisches Museum der Universität Basel, Cod. H137
Carta · 34 pp. · 17 x 21 cm · 1694
«Mägte Büchlin Maria Iselin» nel plico «Collectanea Rezepte»

Nel «Mägte Büchlin» Maria Iselin ha raccolto delle ricette di cucina. Contiene la prima ricetta conosciuta dei «läckerli» di Basilea. La pasta di panpepato ebbe per molto tempo anche un carattere medicinale. (wan)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Pharmazie-Historisches Museum der Universität Basel, Cod. V258
Pergamena · 129 ff. · 9.5 x 15 cm · Parigi · 1629-1639
Libro genealogico del farmacista basileese Hans Friedrich Eglinger (1608-1675)

Il libro genealogico del farmacista basileese Hans Friedrich Eglinger (1608-1675) permette di gettare uno sguardo nell'ordinamento farmaceutico del XVII secolo e sui suoi contatti. Vi si trovano per la maggior parte detti in tedesco, francese e latino di diversi autori che si rivolgono a Eglinger. In parte sono sfarzosamente illustrati. A c. 53r uno di questi, illustrato, di Jacobus Mozes, mostra al centro un enorme mortaio. La pagina col titolo è abbellita da una pittura barocca a tempera. (wan)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Pharmazie-Historisches Museum der Universität Basel, Cod. V1895
Carta · 263 ff. · 11 x 16 cm · ca. 1612-1630
Libro genealogico Ryhiner

Il libro genealogico del farmacista basileese Emmanuel Ryhiner (1592-1635) permette di lanciare uno sguardo nell'ordinamento farmaceutico del XVII secolo e nelle relazioni del farmacista. Vi si trovano soprattutto detti in ebraico, greco antico, francese e latino di vari autori che si rivolgono a Ryhiner. In parte sono sfarzosamente illustrati. Il foglio del libro genealogico dedicatogli dal suo commilitone Matthaeus Colomanus nel 1612, risale ancora all'epoca degli studi di Ryhiner. L'immagine (242v) di un negozio di farmacista ideale, aperto verso la strada, è stato realizzato dal miniaturista Johann Sixt Ringle. Mostra un farmacista in piedi davanti ad uno scaffale pieno di barattoli colorati che consegna dei medicinali ad una dama. (wan)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, A IX 7
Carta · 212 ff. · 20.5 x 14 cm · seconda metà del XV secolo
Iodocus Gartner

Il volume con le Questioni del teologo viennese Iodocus Gartner (attestato tra il 1424 e il 1452) era in possesso di Albertus Loeffler (metà del XV sec.) ed era parte della biblioteca catenata del convento domenicano di Basilea. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, A IX 22
Pergamena · 181 ff. · 20-20.5 x 12.5 cm · inizio del XIII sec.
Monastica et canonistica

Il manoscritto, di origine sconosciuta e risalente all'inizio del XIII secolo, contiene scritti monastici e canonistici, tra i quali per esempio la regola per il monastero che Benedetto da Norcia aveva emanato nel 529 per il suo monastero a Montecassino, la Regula pastoralis di Gregorio Magno sull'ideale del pastore delle anime (laico) del tardo sec. VI, o la versione breve di una parte del Decretum Gratiani del sec. XII. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, A IX 23a
Carta · 14 ff. · 16.5 x 11.5 cm · Basilea · intorno al 1475
Ars moriendi, ted.

I 14 fogli furono estratti verso la fine del XIX secolo da un manoscritto composito della certosa di Basilea. Le 11 xilografie colorate, con il rispettivo testo manoscritto, tramandano una Ars moriendi in tedesco, un tipo di testo sull'arte di morire molto diffuso nel tardo medioevo. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, A IX 49
Carta · 21 ff. · 21.5 x 15 cm · Parigi · 1397
Corrado di Geilenhusen, Epistula concordiae

I 21 fogli della Epistula concordiae di Corrado di Gelnhausen erano in origine parte di un manoscritto composito a contenuto teologico proveniente dal convento domenicano di Basilea. Il testo fu vergato nel 1397 da Heinrich Jäger di Ulm a Parigi. Per quanto riguarda il contenuto, si tratta della rielaborazione di una proposta atta a risanare il Grande scisma del 1378, formulata su richiesta del re Carlo V di Francia; Corrado di Gelnhausen propone di convocare un concilio generale. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, A V 41
Pergamena e carta · 94 ff. · 28.5 x 19.5 cm · Basilea (?) · intorno al 1370
Vitaspatrum, lingua alemannica

Il manoscritto è stato allestito intorno al 1370 nell'area linguistica meridionale alemannica e trasmette il corpus di exempla della «Alemannische Vitaspatrum», una delle più importanti opere di raccolta agiografiche, nella sua forma originaria. Alla fine è stato ricopiato un trattato di mistica compilato, nel quale tra le altre è stata inserita la glossa «Von dem überschalle». L'origine del manoscritto è sconosciuta. (stu)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, A VI 19
Carta · 347 ff. · 30 x 21 cm · Basilea · 1460
Epistolae Pauli

Il manoscritto, databile intorno al 1460 e vergato dal notaio e cancelliere di Basilea Jodocus Seyler (1454-1501), contiene le lettere di Paolo nella sequenza canonica, così come la lettera ai Laodicensi apocrifa. La Lettera ai Romani è riccamente glossata, nella prima lettera ai Corinzi si trovano ancora alcune glosse interlineari e poi il processo di commento si interrompe. Delle molte iniziali certamente presenti in origine è rimasta unicamente una figurata. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, A VII 30
Pergamena e carta · 240 ff. · 21 x 14.5 cm · Basilea · seconda metà del XV secolo
Manoscritto composito (Henricus Arnoldi)

Il manoscritto composito, proveniente dalla certosa di Basilea, contiene - in parte manoscritti ed in parte a stampa - principalmente testi a contenuto devozionale e spirituale. Compilatore (e nella prima parte del codice anche copista) è per la maggior parte Heinrich Arnoldi, priore della certosa dal 1449 al 1480. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, A VIII 36
Carta · 235 ff. · 21 x 14.5 cm · prima metà del XV secolo
Iordanus de Quedlinburgo, Sermones de sanctis

Il manoscritto composito in lingua tedesca proviene dal convento riformato nel 1423 delle domenicane di S. Maria Maddalena «an den Steinen» di Basilea, dove fu probabilmente per la maggior parte trascritto. Oltre a due prediche, un trattato e un miracolo di Maria, trasmette in particolare delle leggende: di Elisabetta di Turingia, Gerolamo, Francesco, Vincenzo, Ignazio, Giuliano e Basilissa, Paolo di Tebe e Antonio. (stu)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, A VIII 37
Carta · 132 ff. · 21 x 14.5 cm · XV secolo
Devotionalia

Volume a carattere devozionale del sec. XV, scritto per la maggior parte dal certosino Johannes Gipsmüller ed in possesso della certosa di Basilea. Sul verso di un foglio pergamenaceo, inserito quale f. 57 nel codice cartaceo, è raffigurata a piena pagina una Crocifissione con Maria e Giovanni. Rappresenta inoltre una rarità una raccolta in latino di citazioni bibliche e di detti in tedesco di Petrus Wolfer che dovevano essere raffigurati attorno ad una rappresentazione della Crocifissione su di una parete della certosa. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, A VIII 51
Carta · 167 ff. · 14.5 x 10.5 cm · seconda metà del XV secolo
Libro di meditazione e preghiera di Margret Zschampi

Il libro di meditazione e preghiera tardomedievale deve il suo nome alla sua prima proprietaria, Margret Zschampi, domenicana nel convento basileese di Klingental. Si tratta di un tipico manoscritto di edificazione in lingua tedesca, come fu d'uso scrivere ed utilizzare alla fine del medioevo soprattutto in conventi femminili e in comunità laiche per la meditazione privata. Fu regalato da Margret Zschampi alla certosa di Basilea, dove trovò posto nella biblioteca destinata ai fratelli laici. Nel 1590 giunse nella biblioteca universitaria di Basilea quale parte della biblioteca della certosa. Si tratta dell'unico manoscritto integro conosciuto rimasto proveniente dal convento delle domenicane di Klingental. (stu)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, A X 72
Carta · 277 ff. · 21-21.5 x 14.5 cm · Cologna · 1488
Petrus Siber, Lectura super Petri Lombardi libros 1 et 2 sententiarum

Lezioni di Peter Siber sui primi due libri delle Sentenze di Pietro Lombardo, la cui esposizione sistematica dell'intera teologia fu spesso commentata fin dal sec. XIII tramite delle citazioni scelte attentamente dal Padri della Chiesa e Dottori della Chiesa. Il volume fu copiato nel 1488 dal domenicano di Basilea Wernher von Selden nel corso del suo soggiorno di studio a Cologna. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, A XI 36
Carta · 154 ff. · 29 x 21 cm · 1429-1431
Robertus Holcoth OP, Quaestiones super quattuor libros sententiarum

Commento alle sentenze del teologo domenicano Robertus Holcot (ca. 1290-1349), che dibatte criticamente i problemi di carattere teologico incontrati da Pietro Lombardo. Robetus Holcot tenne delle lezioni di teorica biblica ad Oxford e fu tenuto in grande considerazione dai suoi contemporanei. Il volume, originariamente catenatus e proveniente dalla biblioteca del convento dei domenicani, è stato vergato tra il 1429 e il 1431. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, AN VIII 45
Pergamena · 127 ff. · 16.5 x 12 cm · Italia · terzo quarto del XV secolo
Libro d'ore

Lo sfarzoso Libro d'Ore fu probabilmente allestito nel terzo quarto del XV secolo nell'Italia del Nord. Lo stile delle miniature e la scelta dei santi da venerare rimandano alla regione intorno a Modena, Este, Ferrara. Nel calendario le iniziali con storie illustrano i dodici mesi, all'inizio degli Uffici ci sono delle pagine decorate con rappresentazioni principalmente della vita di Cristo. Le miniature e le iniziali sono realizzate con pittura a tempera e oro. Il manoscritto giunse nel sec. XX nella biblioteca universitaria dal Kunstmuseum di Basilea.  (stu)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, B I 11
Pergamena · 299 ff. · 36.5 x 27 cm · Basilea (?) · intorno al 1460
Missale Basiliense

Messale per la diocesi di Basilea, realizzato intorno al 1460. Il volume, riccamente illustrato, era parte di una donazione della vedova Margaretha Brand († 1474) alla certosa di Basilea. Fu utilizzato presso l'altare della santa Vergine nel piccolo chiostro della certosa. Dal punto di vista storico artistico il manoscritto può essere attribuito al cosiddetto «Vullenhoe-Gruppe». (stu)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, B I 12
Pergamena · 200 ff. · 35.5 x 30 cm · XI/XII e XIII secolo
Gregorius, Moralia in Iob, libri 1 fino a 16

Primo di un'edizione in due volumi dei Moralia in Iob di Gregorio. Proviene dalla certosa di Basilea, fu acquistato durante il concilio di Basilea. La parte principale del manoscritto fu scritta nel periodo di passaggio dall'XI al XII secolo; la Tabula che si trova all'inizio e alla fine del volume fu aggiunta nel sec. XIII. Incerta la provenienza originaria del manoscritto, ma sembra essere vicina a quella del secondo volume (B I 13a). (stu)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, B I 13a
Pergamena · 252 ff. · 33-33.5 x 24 cm · parzialmente Basilea · fine del XII secolo e 1463
Gregorius, Moralia in Iob, libri 17 fino a 35

Secondo di una edizione in due volumi dei Moralia in Iob di Gregorio. Il volume della fine del XII secolo, decorato con ricche iniziali, fu acquisito durante il concilio di Basilea e completato dal copista Heinriche von Vullenhoe nella certosa. L'origine del volume non è chiara. Una nota di possesso erasa di un monastero di S. Maria in Insula potrebbe indicare il monastero premonstratense di Marienwerd in Goldern o il monastero cistercense Notre Dame de l'Ile-de-Ré presso La Rochelle. Il primo volume (B I 12) ha probabilmente la stessa origine.  (stu)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, B IX 20
Pergamena · 216 ff. · 18 x 13.5 cm · Basilea (?) · terzo quarto del XIV secolo
«Alemannische Vitaspatrum»

Questo manoscritto pergamenaceo, forse prodotto a Basilea, trasmette le descrizioni delle vite cosiddette «Alemannische Vitaspatrum» nella disposizione di un non identificato Peter der Mul. Il manoscritto, risalente al terzo quarto del XIV secolo, appartenne alla biblioteca dei fratelli laici della certosa di Basilea; la datazione alta ne esclude la realizzazione nella certosa. (stu)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, B IX 36
Pergamena · 290 ff. · 16.5 x 11-11.5 cm · Basilea · 1479
Statuti certosini

Il manoscritto, terminato nel 1479 da Johannes Gipsmüller, contiene le Consuetudines Ordinis Cartusiensis raccolte ed approvate da papa Innocenzo, gli «usi» dei monaci certosini, così come le decisione e le prescrizioni degli Statuta antiqua e degli Statuta nova approvate in seguito dal capitolo generale. All'inizio del volume è rilegata una raffigurazione del martirio di s. Barbara. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, B V 14
Pergamena · 64 ff. · 28.5 x 24 cm · Lorsch · IX secolo
Iohannes Cassianus: Collationes Patrum, pars II

Così come il B V 13, con il quale costituisce un unico volume, fu prodotto a Lorsch nel sec. IX e giunse più tardi nella certosa di Basilea. Contiene la seconda parte delle Collationes Patrum di Giovanni Cassiano (360/365-432/435), i dialoghi di Cassiano con i Padri del deserto. Rispetto al B V 13 vi si trovano relativamente poche correzioni e annotazioni. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, B X 1
Pergamena · 103 ff. · 17.5-18 x 13 cm · prima metà del XIII secolo
Thomas de Chabham: Summa poenitentialis

Il manoscritto, che presenta in numerosi punti delle cuciture decorative con filo di seta, giunse nel XV secolo nella certosa di Basilea quale dono di Johannes Obrest, cappellano di S. Martino di Basilea. Contiene, oltre ad alcuni brevi testi per la cura delle anime, e a carattere medico, la Summa poenitentialis del teologo inglese e decano di Salisbury Thomas de Chabham (ca. 1160-1233/36). (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, C I 1
Pergamena · 343 ff. · 44 x 27 cm · Bologna · seconda metà del XIII secolo
Digestum vetus cum glossa

Manoscritto giuridico originariamente in possesso del giureconsulto basileese Arnold Zum Luft (1453-1517). Il manoscritto fu allestito nella seconda metà del XIII sec. a Bologna e contiene il Digestum vetus, la prima parte della tradizione tardoantica del diritto in vigore, con le glosse di spiegazione di Francesco Accursio. Il manoscritto presenta, accanto alla numerazione araba, una romana, talvolta vigesimale. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, C I 2
Pergamena · 300 ff. · 44-44.5 x 27.5 cm · Bologna · seconda metà del XIV secolo
Digestum novum cum glossa

Analogamente al C I 1, anche questo manoscritto giuridico bolognese del XIV secolo appartenne a Arnold Zum Luft (1453-1517). Contiene il Digestum novum con le glosse di Accursio, cioè la quarta e ultima parte del corpus del Digesto, con la letteratura giuridica romana. Il manoscritto è riccamente decorato, con una miniatura iniziale e iniziali figurate. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, C I 16
Pergamena · 96 ff. · 38.5 x 26 cm · XIV secolo
Iohannes Andreae, Super librum sextum decretalium

Il manoscritto pergamenaceo, del XIV secolo, contiene i commenti del giureconsulto e canonista Giovanni d'Andrea (ca. 1270-1348) al Liber Sextus Decretalium Bonifacii, che costituisce la terza parte del Corpus iuris canonici. Il volume entrò in possesso della certosa di Basilea durante il concilio (1431-1449). (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, C I 21
Carta · 355 ff. · 40-41 x 28.5-29 cm · 1439
Dominicus de S. Geminiano, Lectura super VI, pars 1

Manoscritto canonistico contenente la Lectura super librum sextum Decretalium di Domenico da S. Geminiano. Il volume fu vergato nel 1439 da Johannes Berwenstein per Peter Zum Luft, docente presso l'Università del concilio, che più tardi legò la sua vasta raccolta libraria al nipote Arnold Zum Luft. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, C II 1
Carta · 309 ff. · 41 x 28.5 cm · secondo quarto del XV secolo
Iohannes de Imola, Lectura super Clementinas

Questo manoscritto del secondo quarto del XV secolo contiene la Lectura super Clementinas di Giovanni da Imola e proviene dalla vasta biblioteca del giurista di Basilea Arnold Zum Luft (1453-1517). Il volume, in origine catenatus, contiene delle iniziali della stessa mano che operò anche nel manoscritto C I 21. (flr)

Online dal: 26.09.2017

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Basel, Universitätsbibliothek, F VI 28
Carta · 306 ff. · 21 x 14.5 cm · prima metà del sec. XV
Aristotelica

Il volume contiene due commentari ai Libri physicorum di Aristotele i cui autori sono Friedrich von Nürnberg e Johannes Buridanus. Albrecht Löffler di Rheinfelden li copiò nel 1439, in occasione del suo soggiorno di studio presso l'università di Heidelberg. Più tardi entrò nell'ordine dei domenicani e lasciò il manoscritto al convento domenicano di Basilea, dove venne collocato nella biblioteca "incatenata“. (gam/flr)

Online dal: 26.09.2017

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Bern, Burgerbibliothek, Cod. AA 91
Carta · 181 ff. · 31 x 21.5 cm · 1467
Wolfram von Eschenbach: Parzival, ted.

Il cosiddetto «Berner Parzival» costituisce l'ultimo testimone manoscritto datato del poema cavalleresco sul Sacro Graal redatto tra il 1200 e il 1210 da Wolfram von Eschenbach, e per giunta corredato di illustrazioni. Il manoscritto venne probabilmente commissionato nel 1467 dal commerciante bernese Jörg Friburger al copista Johann Stemhein di Costanza. Questi modernizzò dal punto di vista stilistico e redazionale il testo del suo modello adattandolo ai gusti di un pubblico cittadino tardomedievale. Inoltre fornì delle indicazioni per le illustrazioni, che poco più tardi un pittore seguì, realizzando 20 disegni a penna colorati. Le successive vicende che coinvolsero il manoscritto, che oggi conta 180 fogli, rimangono sconosciute; tuttavia nei primi anni del XIX secolo dovette giungere nella biblioteca di Berna, nel cui possesso è attestato al più tardi dal 1816. (mit)

Online dal: 26.09.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 37
Carta · 112 ff. · 29 x 20 cm · XIV secolo (1360-1370)
Giovanni Boccaccio, Comedia delle ninfe fiorentine (Ameto)

Opera giovanile di Boccaccio (intorno al 1341), la Comedia delle ninfe fiorentine, o Ameto, narra la trasformazione del rozzo pastore Ameto in uomo virtuoso, dopo aver ascoltato i racconti di sette ninfe, allegorie delle virtù. L'opera adotta la forma del prosimetro - alternanza di prosa e versi - come l'impaginazione su di una colonna del codice rivela immediatamente. Copiato su carta, senza filigrana, questo manoscritto si apre con un'unica iniziale dipinta ad acquarello che racchiude lo stemma della famiglia Almerici (f. 2r), proprietaria e probabile committente di questa copia. (rou)

Online dal: 26.09.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 95
Pergamena · I + 118 + I ff. · 22.5 x 14.5 cm · fine del XIII – inizio del XIV sec.
Jean de Thuin, Roman de Jules César

Questo manoscritto costituisce uno di quattro testimoni conosciuti (senza contare un frammento) del Roman de Jules César attribuito a Jean de Thuin, un poema di circa 9'500 alessandrini, che costituisce un adattamento del poema epico della Pharsalia di Lucano. L'inizio e la fine del testo del Roman mancano nel manoscritto, dove le principali suddivisioni del poema sono segnalate da iniziali alternativamente blu e rosse, collocate all'inizio di ogni strofa, e accompagnate da filigrane realizzate nel colore opposto. (rou)

Online dal: 26.09.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 97
Pergamena · 83 ff. · 21.5 x 15 cm · Italia (forse Bologna) · XIII sec.
Giovanni Damasceno, De fide orthodoxa (tradotto in latino da Burgundio Pisano)

Questo manoscritto di origine italiana, risalente al XIII secolo, contiene i primi quattro libri dell'opera De fide orthodoxa redatta in greco da Giovanni Damasceno. Come ricorda il titolo del manoscritto (f. 1r), questo testo è stato tradotto in latino, su richiesta del papa Eugenio III (1145-1153), dal giurista pisano e prolifico traduttore Burgundio di Pisa (Burgundius Pisanus). Il testo è disseminato di numerose glosse marginali, per la maggior parte contemporanee alla trascrizione del manoscritto (rou)

Online dal: 26.09.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 120
Pergamena · 36 ff. · 25.4 x 14.5 cm · Sicilia · XI o XI-XII secolo
Origene, Commentarii in Canticum Canticorum (tradotto in latino da Rufino Aquileiense)

Questo manoscritto, copiato nella Sicilia normanna, contiene il Commento al Cantico dei Cantici di Origene, nella versione tradotta dal greco in latino da Rufino di Aquileia (versi 345-verso 411) comprendente i primi quattro libri sugli iniziali dieci che il testo di Origene doveva contare. É preceduto da un prologo di s. Gerolamo e seguito da una breve preghiera di Gregorio di Nazianzio, anch'essa tradotta in latino da Rufino di Aquileia. Il commento di Origene, che incarna lo Sposo nel Cristo e la Sposa nella Chiesa, ma anche l'anima individuale, ha influenzato per secoli le interpretazioni spirituali del Cantico dei Cantici. (rou)

Online dal: 26.09.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 728-3
Carta · 1 f. · 6.5 x 17.6 cm · nord-ovest dell'India · XIX secolo
Śrīyogarāja, Guhyaṣoḍhā

Questo testo, intitolato Guhyaṣoḍhā , scritto da Śrīyogarāja (il cui nome significa «Glorioso re dello yoga», e che costituisce un titolo onorifico piuttosto che un vero nome), si basa in parte su di un testo tantrico molto antico chiamato Rudrayāmal. Guhya[kālī]ṣoḍhā / Guhyaṣoḍha significa un tipo di testo contenente una sequenza di mantras che un tāntrika deve recitare per 'purificarsi' e il mantra che precede la recitazione del «mantra di base» (root-mantra) della divinità. Questo testo si colloca nel punto di incontro tra induismo e buddismo. (ser)

Online dal: 26.09.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, B-29.8
Carta · 4 pp. · 24 x 31.1 cm · c. 1818
Ludwig van Beethoven, Missa solemnis op. 123, Gloria (schizzo). Partizione autografa

A detta di Beethoven, si tratta della sua «œuvre la plus accomplie». Celebra l'intronizzazione, nel 1818, al seggio arcivescovile di Olmütz dell'arciduca Rodolfo, suo allievo e suo protettore. La Messa fu iniziata nel 1818 e terminata tre anni dopo la cerimonia e inviata al cardinale-arciduca il 19 marzo 1823. La Messe en ré intende esprimere e comunicare uno stato d'animo, una Stimmung religiosa, secondo le parole del compositore stesso. Scritta per una grande orchestra, comprende cinque ritmi (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei). Le divisioni del Gloria, imposte dal contenuto del testo, formano una sonata e una parte: allegro in re, Gratias in si bemolle, ritorno all'allegro; poi il larghetto e, come terzo movimento, l’allegro, Quoniam, la fuga, In gloria Dei Patris, con ritorno ciclico al tema del Gloria nel tono principale. La musica commenta il testo: acclamazione reale, gratitudine commossa, onnipotenza divina; poi, con contrasto: preghiera, piani e mormorio dei supplicanti di questo mondo (misere nobis). Comperato da Sotheby's, Londra, 4 febbraio 1952. (bib)

Online dal: 26.09.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, H-71.2
Carta · 1 f. · 28.6 x 26.4 cm · non datato
Victor Hugo, Oh ! N'insultez jamais une femme qui tombe, autografo firmato

Questo celebre poema, verosimilmente composto il 6 settembre 1835, è incluso nella raccolta Les chants du crépuscule apparso nello stesso anno. Hugo vi denuncia la condizione delle prostitute utilizzando un registro patetico: in effetti ci invita a compatire, piuttosto che a disprezzare, quelle cadute nel ‘fango’. Questo lessico simbolico cui è stato tolto quel senso di colpa che abitualmente designa la sporcizia morale, è usato per esprimere il coraggio di quelle che hanno lungamente lottato contro la fatalità del ‘fardello’ della miseria, prima di soccombervi. Lontano da un certo manicheismo moralizzatore, Hugo divide la colpa popolarmente attribuita a queste donne di «à toi, riche ! à ton or», sia puntando il dito contro l’ingiustizia del sistema sociale che manca di ripartizione delle ricchezze, che «à nous», a ogni cittadino, il cui sguardo non si nutre a sufficienza di carità. Il manoscritto contiene una piccola variante rispetto al testo a stampa poichè vi si legge: «s’y retenir longtemps de leurs mains épuisées», invece che «s’y cramponner longtemps». (giv)

Online dal: 26.09.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, H-71.4
Carta · 4 pp. · 28.2 x 21.8 cm · non datato
Victor Hugo, Ô madame! pourquoi ce chagrin qui vous suit, autografo firmato

I sedici versi che compongono questo passaggio costituiscono la sesta e ultima parte del poema «Dans l’église de ***», inclusa nella raccolta Les chants du crépuscule del 1835. Ricca di molti argomenti che si intrecciano, il poema oppone la probità di una donna in preghiera nel cuore di una chiesa abbandonata agli amanti della citta, nichilisti che corrono «d'ivresses en ivresses». Hugo sorprende questa anima casta in piena sfortuna, intenta ad implorare l’aiuto del Signore che la salvi da una tristezza invadente. In quest’ultima parte (VI) lo scrittore arricchisce il suo sostegno cristiano (Votre âme qui bientôt fuira peut-être ailleurs / Vers les régions pures, / Et vous emportera plus loin que nos douleurs, Plus loin que nos murmures !) di un’ultima quartina angelica e serena: Soyez comme l'oiseau, posé pour un instant / Sur des rameaux trop frêles, / Qui sent ployer la branche et qui chante pourtant, / Sachant qu'il a des ailes ! (giv)

Online dal: 26.09.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, L-37.1
Carta · 4 pp. · 25 x 19.9 cm · Washington · 10 luglio 1848
Abraham Lincoln, Lettera al suo socio e discepolo William H. Herndon, manoscritto autografo firmato

In questa lettera al suo giovane socio William H. Herndon (1818-1891), rimasto a capo del loro studio di avvocati di Chicago, il deputato whig Abraham Lincoln, sul punto di perdere il suo mandato al Congresso, tiene una lezione di filosofia politica. Affaticato da mesi di battaglie politiche contro la «guerra messicana», ferito dalle proposte di «exceedingly painful» tenute dal suo amico (che egli descrive come «a labourious, studious young man», il futuro presidente americano rilascia i suoi insegnamenti «so Lincolnian/così lincolniano»: «The way for a young man to rise is to improve himself every way he can, never supecting that every body wishes to hinder him». (duc)

Online dal: 26.09.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, M-5.1
Carta · 4 pp. · 20 x 30.5 cm · Parigi · 21 gennaio 1628
François de Malherbe, Lettera al suo cugino François de Malherbe, manoscritto autografo firmato

Quando il cardinale Richelieu, dal settembre 1627, inizò l'assedio a La Rochelle per terra e per mare, il poeta François de Malherbe, molto vicino al potere, riferì a suo cugino normanno le decisioni e gli orientamenti del consiglio reale per poter placare le sue inquietudini. Ai suoi occhi, non occorre preoccuparsi: il re d'Inghilterra non è che un monarca di secondo rango, incapace di misurarsi militarmente con la Francia per sostenere gli Ugonotti a La Rochelle. Quanto al pericolo della Riforma, egli viveva le sue ultime ore, poiché Malherbe stimava «que la Huguenoterie court fortune par toute l’Europe d’estre voisine de sa fin». (duc)

Online dal: 26.09.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, R-28.3
Carta · 2 pp. · 20 x 15 cm · non datato
Arthur Rimbaud, Jeunesse II-IV, manoscritto autografo

Questo manoscritto autografo di Arthur Rimbaud (1854-1891) contiene un frammento di un poema. Scritto sul recto di un foglio, tre sezioni sono numerate in cifre romane, dal nr. II al IV, alle quali è stato attribuito un titolo, ad eccezione dell'ultima (IV). Nonostante l'insieme sia redatto in prosa, la denominazione «sonetto» (II) potrebbe provenire dalla forma dell'estratto in questione, presentato su quattordici righe. Il primo paragrafo comprende il segno +, difficile da interpretare e che fa pensare che Rimbaud volesse rilavorarci. La numerazione lascia supporre che queste tre parti formino un tutto omogeneo con la sezione Dimanche (I, manoscritto della BNF), costituendo così il poema Jeunesse. Sono visibili delle iscrizioni allografe posteriori al 1886: nell'angolo superiore sinistro figura la nota Illuminations che testimonia della volontà di ricollegare questi passaggi alla raccolta poetica eponima, la cui edizione originale porta la data 1886. Il poema Jeunesse, che contiene le quattro sezioni, fu pubblicato per la prima volta da Vanier nel 1895, a seguito delle Poésies complètes, come complemento alle Illuminations. (exq)

Online dal: 26.09.2017

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Genève, Bibliothèque de Genève, Comites Latentes 173
Carta · VI + 173 + VI ff. · 21.7-21.9 x 15-15.5 cm · Velletri · tra il 1565 e il 1599
Sefer Ḥokhmat Nashim

Il manoscritto di tipo giuridico intitolato Sefer Ḥokhmat Nashim appartiene ad un genere della letteratura vernacolare indirizzata alle donne, molto diffusa nelle comunità ashkenazite e italiane dal Rinascimento. Questo manuale di prescrizioni in giudaico-italiano sarebbe stato ricopiato dal celebra cabalista e predicatore italiano Mordekhai ben Judah. Datato nel corso della seconda metà del XVI secolo. (iss)

Online dal: 26.09.2017

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Genève, Bibliothèque de Genève, Comites Latentes 278
Carta · III + 1 + II f. · 25.7 x 17-18 cm · XII secolo
Kitab al-Hidaya ila Faraiḍ al-Qulub

Questo raro frammento giudaico-arabo è tratto dal Kitab al-Hidaya ila Faraiḍ al-Qulub o Libro dell'orientamento ai doveri del cuore di Baḥya ben Joseph Ibn Paquda (seconda metà dell'XI secolo). L'opera è di un'importanza fondamentale perché stabilisce il primo sistema di etica ebraica. La tradizione manoscritta di quest'opera in giudaico-arabo è molto lacunosa poiché sono pochi i testimoni che sono sopravvissuti fino ai giorni nostri. (iss)

Online dal: 26.09.2017

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Genève, Bibliothèque de Genève, Ms. fr. 2
Pergamena · (I-III) + 474 + (IV-V) ff. · 39 x 29 cm · ca. 1330
Guyart des Moulins, Bible Historiale

La Bible Historiale è la bibbia tradotta in francese e in prosa da Guyart des Moulins alla fine del XIII secolo. Presentata sotto forma di una Storia santa, essa sposa la Vulgata di Gerolamo e la Historia Scholastica di Pietro Comestore. Fu rapidamente completata dal secondo tomo della Bible du XIIIe siècle . Largamente diffusa nei secoli XIV e XV, attualmente se ne conoscono 144 esemplari completi o frammentari. (hoc)

Online dal: 26.09.2017

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Genève, Bibliothèque de Genève, Ms. fr. 168
Pergamena · I + 165 + I ff. · 41 x 28.5 cm · fine del sec. XV
Livres du roy Modus et de la royne Ratio

Quest'opera contiene due trattati: il Livre des deduis, un manuale di caccia e il Songe de Pestilence, un racconto allegorico che riporta il combattimento delle Virtù e dei Vizi. L'esemplare ginevrino è attribuito al miniatore conosciuto con il nome di Maestro di Robert Gaguin. (hoc)

Online dal: 26.09.2017

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Mariastein, Benediktinerkloster, ehem. zbs S 429
Pergamena · I + 321 + I ff. · 9 x 6 cm · sec. XV (dopo il 1461)
Horae Diurnae [Ad Usum Monialium Ordinis Praedicatorum]

Il libricino, scritto da una sola mano intorno alla metà del XV secolo, fu in uso presso il convento delle domenicane di Schönsteinbach nell'Alta Alsazia per la recitazione delle ore minori. Contiene testi del Proprium de tempore e del Commune Sanctorum. Nell'ultima parte si trova, incompleto, l'Ordinarium. L'abate di S. Pietro nello Schwarzwald, Philipp Jakob Steyrer, acquistò il volume nel 1781; per il suo tramite giunse nel monastero di Mariastein. (sck)

Online dal: 26.09.2017

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Mariastein, Benediktinerkloster, ehem. zbs S 508
Pergamena · 50 ff. · 16 x 12 cm · XV sec. (prima metà)
Obsequiale [Ad Usum Monialium Ordinis Praedicatorum]

Il libricino, con notazione musicale e adorno di tre iniziali, contiene i testi per l'Ufficio dei morti, i sette salmi penitenziali e le orazioni per le domenicane defunte, probabilmente nel convento di Colmar. A giudicare dalla scrittura, risale alla prima metà del XV secolo. Il volume appartenne a suor Martha Gosslerin. Nel 1781 fu acquistato da Philipp Jakob Steyrer, abate di S. Pietro nello Schwarzwald; tramite lui giunse nel monastero di Mariastein. (sck)

Online dal: 26.09.2017

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Mariastein, Benediktinerkloster, ehem. zbs S I 177
Carta · 243 + III ff. · 29,5 / 21,2 cm · XV secolo (I: dopo la metà; II: 1465/66)
Florilegium Sacrum et Profanum

Questo raccolta di scritti della metà del XV secolo proviene dal convento degli eremiti agostiniani di Basilea. Dal 1470 alcuni fratelli si occuparono del luogo di pellegrinaggio di Mariastein. Il volume venne probabilmente dimenticato lì e ritrovato dai monaci di Beinwil quando questi, nel 1636, ripresero la custodia del luogo di pellegrinaggio. Contiene scritti a carattere religioso (S. Bonaventura), profano (Cicerone, Sallustio), storico (papa Pio II Piccolomini) e retorico (Lorenzo di Aquileia). La seconda parte del volume, contenente la Rhetorica, fu copiato nel 1465/66 dall'agostiniano Matthias Glaser di Breisach a Basilea. All'interno della coperta anteriore vi è un frammento di pergamena con indicazioni riguardanti il contenuto. (sck)

Online dal: 26.09.2017

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