Documenti: 49

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 46
Pergamena · 265 ff. · 34.9 x 22.9 cm · Italia (Firenze) · XVI secolo (ca. 1513-1521)
Cassiodorus, Variae

Elegante codice vergato in scrittura umanistica commissionato da papa Leone X († 1521). Lo stemma dei Medici campeggia al centro dei piatti della legatura originale, nel ricco fregio che decora il frontespizio, e nelle iniziali alle cc. 3v e 134v. La decorazione è attribuita al celebre miniatore fiorentino Attavante degli Attavanti († 1525) o alla sua cerchia. Proviene dalla collezione Major J.R. Abbey. (ber)

Online dal: 22.03.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 65
Pergamena · 77 ff. · 34.8 x 24.8 cm · Francia (?) · seconda metà del XII secolo
Eusebius Caesariensis, Historia ecclesiastica · Rufinus Aquileiensis, Historia ecclesiastica (I-II)

Manoscritto probabilmente di origine francese, contenente la Historia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea nella traduzione di Rufino, ed i libri I-II del supplemento di Rufino stesso. (ber)

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 70
Pergamena · 114 ff. · 19.5 x 13 cm · Inghilterra · XV sec.
Galfredus Monumetensis, Historia regum Britanniae

Il manoscritto, di origine inglese, contiene la Historia Regum Britannie di Geoffrey of Monmouth (ca. 1100-1154). Alla fine del testo (114v) il copista ha trascritto alcune altre notizie riguardanti la Eptarchia anglosassone, una notizia su Edoardo I re d’Inghilterra e sulla sconfitta subita da Edoardo II a Bannockburn. (ber)

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 71
Pergamena · I + 49 + I ff. · 29.1 x 21.5 cm · XV secolo
Gervais du Bus, Roman de Fauvel

Il Roman de Fauvel è un poema francese in versi scritto all’inizio del XIV secolo da vari autori tra cui il chierico Gervais du Bus. Si conserva in non più di 15 manoscritti. Usando la metafora di un asino divenuto signore del suo padrone di casa, viene esercitata una critica alla corruzione della Chiesa e del sistema politico. Il manoscritto, vergato in scrittura bastarda, è rimasto incompiuto nella decorazione. (ber)

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 73
Carta · 154 ff. · 28.5 x 21 cm · Baviera · 1461
Gesta romanorum (ted.)

Contiene la versione in tedesco dei Gesta Romanorum, una collezione di aneddoti e racconti originariamente compilata in latino alla fine del XIII secolo o all'inizio del XIV. Godette di ampia fortuna in tutto il medioevo e fu più volte stampata. Il codice è stato scritto nel 1461 (c. 150vb) in Baviera. (ber)

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 76
Pergamena · II + 166 ff. · 31.3 x 22 cm · Italia · XII sec.
Gregorius Magnus, Homiliae in Ezechielem

Codice di origine italiana contenente le Homiliae in Ezechielem di Gregorio Magno. Sulla c. 1r si legge l'anatema Quicumque eum vendiderit vel alienaverit vel hanc scripturam raserit anathema sit, e un ex-libris parzialmente eraso che menziona un convento di S. Agnese. Acquistato da Martin Bodmer nel 1962, appartenne forse alla chiesa di S. Giorgio Maggiore di Venezia, in seguito all'abate Celotti, alla biblioteca di Thomas Phillips e a sir Sydney Cockerell. (ber)

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 80
Pergamena · I + 43 + I ff. · 18.7 x 14-14.7 cm · Germania (Tegernsee?) · X, XI, XIII secolo
Gunzo Novariensis, Epistula ad Augienses · Lampertus Hersfeldensis, Vita S. Lulli Moguntini · Concilium Lateranense IV, Canones seu Decreta

Manoscritto composito in tre parti. La prima (cc. 1r-20v) contiene la più antica versione della Epistola ad Augienses di Gunzone ed è databile al sec. X. La seconda (cc. 21r-27v), probabilmente il nucleo originale del codice al quale vennero unite le altre due parti, trasmette l'autografo del testo di Lamberto di Hersfeld della Vita s. Lulli episcopi Moguntini e data al sec. XI. Nella terza parte (cc. 28r-43v) del XIII sec. sono trascritte le Constitutiones del Concilio lateranense IV (1215). Il codice proviene dal monastero benedettino di Tegernsee (la prima parte del codice è menzionata nel catalogo della biblioteca del monastero), passò nella collezione dei principi Oettingen-Wallerstein e venne in seguito venduto dagli antiquari Rosenthal, dai quali lo acquistò nel 1948 Martin Bodmer. Le carte di guardia antiche costituiscono dei frammenti di un manoscritto liturgico dall'area della diocesi di Freising. (ber)

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Einsiedeln, Stiftsbibliothek, Codex 79(522)
Pergamena · 109 pp. · 24.5 x 19 cm · Einsiedeln · sec. X
Musica enchiriadis

Questo codice, databile al sec. X, contiene il Musica enchiriadis (2-27), un trattato di teoria musicale risalente al sec. IX nel quale si cerca di elaborare una serie di regole per la composizione in polifonia, e le note di commento Scolica enchiriadis (27-45, 66-102). Per illustrare in modo grafico la musica venne usata la notazione daseiana. A lungo attribuito ad Hucbald, oggi viene considerato di autore anonimo. (ber)

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Einsiedeln, Stiftsbibliothek, Codex 193(66)
Pergamena · II + 218 (220) ff. · 35.3 x 23.7 cm · Svizzera (Einsiedeln?) o Austria · XII secolo
Decretum Gratiani

Manoscritto del sec. XII (1170-1190) copiato probabilmente in Svizzera (Einsiedeln?) o in Austria. Contiene l’Introductio In prima parte agitur (fol. 1r-7ra) ed il Decretum di Graziano [Σ-group, cf. C. Wei, A Discussion and List of Manuscripts Belonging to the Σ-group (S-group)] (fol. 7ra-217va); una additio (a fol. 167vb a C.29: Adrianus papa Eberhardo Salzeburgensi archiepiscopo. ‘Dignum est et a rationis... [JL 10445: 1154-59]); diversi strati di glosse (erasi fino a fol. 21a), ed excerpta dalla Summa di Rufino (cfr. R. Weigand, Die Glossen zum Dekret Gratians. Studien zu den frühen Glossen und Glossenkompositionen, Roma 1991, pp. 737-740); frammenti della Glossa ordinaria di Bartholomaeus Brixiensis (Francia, sec. XIII med.) sono stati copiati su rasura ai fol. 6va-9va. (mur)

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Einsiedeln, Stiftsbibliothek, Codex 250(382)
Pergamena · 426 (428) pp. · 29.6 x 23.6 cm · Einsiedeln · XII secolo
Vitae Sanctorum

Il manoscritto costituisce, insieme ai codd. 247(379), 248(380) e 249(381), l'ultimo di quattro tomi contenenti una collezione di vite di santi e passioni di martiri, distribuite secondo l'anno liturgico. I quattro volumi furono sicuramente in uso ad Einsiedeln, dove probabilmente furono anche allestiti. Ogni vita è introdotta da una grande iniziale rubricata e lungo i margini sono presenti numerose glosse e manine di attenzione di Heinrich von Ligerz. Le antiche carte di guardia, ora staccate, hanno lasciato all'interno delle coperte le tracce di un testo liturgico con notazione neumatica e, in quella posteriore, di un'iniziale miniata. (ber)

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Einsiedeln, Stiftsbibliothek, Codex 298(119)
Pergamena · 146 pp. · 34 x 26.8 cm · Francia/Lotaringia · X secolo
Boetii geometria et musica

Boezio è l'autore dei due trattati tramandati in questo manoscritto del sec. X: De geometria (1-22) e De musica (23-145). I due testi sono corredati da numerosi disegni, e da glosse marginali e interlineari. (ber)

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Einsiedeln, Stiftsbibliothek, Codex 312(541)
Pergamena · 296 ff. · 23.5 x 29.6 cm · Germania meridionale/Svizzera · sec. X/XI
Prudenzio: Praefatio, Cathemerinon, Apotheosis, Hamartigenia, Psychomachia, Contra Symmachum e Peristephanon

Il manoscritto contiene varie opere di Prudenzio, ed è scritto da vari copisti. Il testo è corredato di glosse in gran parte interlineari. La maggior parte di queste è in lingua latina, alcune altre in dialetto alemanno. (ber)

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Einsiedeln, Stiftsbibliothek, Codex 671(655)
Carta · 164 ff. · 21 x 13.5/14 cm · Zurigo, convento delle domenicane di S. Verena · 1449
Vite di santi

Oltre alla Vita di Benedetto secondo i Dialogi di Gregorio, in una traduzione che sembra essere presente unicamente in questo codice (così secondo Werner Williams-Krapp), il manoscritto allestito nel convento delle domenicane di S. Verena di Zurigo nel 1449 contiene la traduzione di tre altre leggende che riguardano santi domenicani del XIII secolo. Anche queste sono attestate unicamente in questo codice, poco studiate, e inedite. Si tratta di una delle tre versioni della traduzione della Vita S. Dominici di Dietrich von Apolda; della traduzione della Legenda maior dell'inquisitore Pietro da Milano ucciso nel 1252 (anche conosciuto come Pietro Martire o Pietro da Verona) redatta da Thomas Agno de Lentino, al quale è aggiunta la bolla di canonizzazione Magnis et Crebris rilasciata nel 1253 da Innocenzo IV. Degno di nota il fatto che anche la traduzione della bolla contiene una leggenda di Pietro, che secondo Regina D. Schiewer è indipendente da quella di Tommaso Agno. Se le traduzioni delle leggende in lingua alemannica contenute nel Cod. 671 dovesse essere state redatte intorno al 1300 (come ritiene Schiewer), allora la versione (abbreviata?) della traduzione della vita di Domenico contenuta nel Cod. 671 costituirebbe la più antica testimonianza della presenza delle Rivelazioni di Mechthild di Magdeburgo nella Germania sudoccidentale, il capitolo finale del quinto libro della vita di Domenico (cfr. ff. 80v-82r) si basa infatti su estratti della traduzione latina del Das Fließende Licht der Gottheit. (nem)

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Luzern, Staatsarchiv, COD 1075
Pergamena · 9 + 103 + 4 pp. · 49.5 x 35 cm · Lucerna · 1739
Copia calligrafica della lettera giurata di Lucerna ("Geschworener Brief")

La lettera giurata ("Geschworener Brief"), redatta per la prima volta nel 1252, è costituita principalmente da regolamenti di diritto penale atti ad assicurare la pace interna. Molto presto assunse l'importanza di un contratto sociale periodicamente rivisto e sul quale l'assemblea della comunità annuale prestò annualmente giuramento. COD 1075 offre l'ultima versione in una forma speciale: il testo fu redatto in maniera molto calligrafica dal cancelliere Josef Corneli Mahler; gli articoli sono introdotti da artistiche iniziali ed accompagnati da figure (che tuttavia non hanno nessun rapporto diretto col testo). La legatura con assi di legno fu ricoperta da un velluto di colore blu-bianco e adornata con rinforzi angolari, ganci di chiusura e borchie a forma di scudo, in argento. (jag)

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Luzern, Staatsarchiv, COD 1080
Pergamena · 256 ff. · 47 x 22 cm · Lucerna · 1433
Silbernes Buch (Libro d'argento)

Il cancelliere cittadino Egloff Etterlin scrisse nel 1433 un cartulario con le trascrizioni dei documenti più importanti per il diritto pubblico della città di Lucerna, e con la traduzione di quelli in latino. Il volume permise al consiglio di accedere velocemente ai testi e serviva quale cartulario per gli originali conservati nel castello d'acqua ("Wasserturm"). Le trascrizioni dei 150 documenti (con 21 traduzioni) non sono in ordine cronologico ma sono suddivise secondo un ordine tematico. Si devono a vari copisti della cancelleria lucernese e si estendono fino al 1492. Il nome del volume è dovuto alla maestosa legatura del 1505 costituita da assi di legno rivestite di velluto e taffettà, decorata con borchie argentate e ganci di chiusura su quali è raffigurato lo stemma di Lucerna. (jag)

Online dal: 22.03.2017

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Luzern, Staatsarchiv, COD 3655
Pergamena · 1 + 71 + 2 ff. · 31 x 23.5 cm · Lucerna · 1357-1479
Registro dei cittadini 1 (1. Bürgerbuch)

Il COD 3655 rappresenta in effetti uno "Stadtbuch" poiché il volume, oltre ad un elenco dei nuovi cittadini fino al 1441 (in realtà il più antico registro della cittadinanza di mano del cancelliere cittadino Werner Hofmeier, fol. 1r-53v), contiene anche statuti, trascrizioni di documenti, annotazioni relative all'amministrazione (tra queste un elenco del tesoro della chiesa della cappella di S. Pietro, fol. 19r, e una istruzione per il nuovo orologio "am Graggenturm", fol. 24r) e annotazioni di cronaca. Tra queste ultime figurano notizie sulla battaglia di Sempach (fol. 22r), Näfels (fol. 22r) e Arbedo (fol. 49r). La legatura, costituita da assi di legno rivestite di pelle di maiale sulla quale è dipinto lo stemma di Lucerna, risale alla seconda metà del XVI secolo. (jag)

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Luzern, Staatsarchiv, COD 3665
Pergamena · 38 + 3 ff. · 40 x 30 cm · Lucerna · 1479-1572
Registro dei cittadini 2 (2. Bürgerbuch)

Il secondo registro della cittadinanza contiene la registrazione dei nuovi cittadini di Lucerna dal 1479 al 1572. Il volume è prezioso per studiare l'immigrazione verso Lucerna poiché le singole iscrizioni presentano non solo i nomi dei nuovi cittadini ma anche la loro esatta origine. D'altra parte testimonia del generale isolamento del patriziato lucernese nel corso del XVI secolo, quando sempre nuovi arrivati ottennero i diritti cittadini. Il rappresentativo volume, rilegato in pelle, contiene, oltre all'originale elenco secondo l'ordine dei nomi di persona, anche un indice dell'archivista cittadino Joseph Schneller († 1879). (jag)

Online dal: 22.03.2017

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Luzern, Staatsarchiv, KA 140
Carta · 129 + 21 ff. · 20 x 16.5 cm · 1718
Claviculus Salomonis

In occasione di un grande processo contro degli evocatori di spiriti e cercatori di tesori nell'anno 1718, le autorità lucernesi sequestrarono questa accurata trascrizione dello Schlüssel Salomos, un libro di magia evidentemente molto diffuso nelle cerchie interessate e che circolava in varie copie. Tramite l'utilizzo del rituale che vi è descritto per la evocazione di spiriti, le persone della cerchia del prete Hans Kaspar Giger, pensavano di potersi avvicinare ai ricchi. Il volume fu etichettato dalle autorità quale "soprannaturale" e rinchiuso sotto sigilli. (jag)

Online dal: 22.03.2017

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Luzern, Staatsarchiv, KF 80
Pergamena · 4 + 67 + 6 ff. · 42 x 28.5 cm · Lucerna · dopo il 1500
Martirologio del convento francescano di Lucerna

Il più antico martirologio del convento francescano di Lucerna non è conservato; KF 80 è il secondo martirologio e riprende parti del primo volume scomparso; le registrazioni vanno fino al 1734. Due importanti famiglie di donatori, particolarmente legate al convento, vi sono specialmente ricordate in una apposita sezione e con gli stemmi della famiglia: i Martin (fol. 17v) e i Sonnenberg (fol. 62-63v). Il volume giunse nell'Archivio di Stato, unitamente all'archivio del convento, dopo la sua secolarizzazione avvenuta nel 1838. (jag)

Online dal: 22.03.2017

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Luzern, Staatsarchiv, KU 4a
Carta · 240 + 13 ff. · 38.5 x 29 cm · Lucerna · ca. 1470
Il «Weissbuch» del monastero di St. Urban

Insieme allo «Schwarzbuch» (KU 4b), questo urbario offre uno sguardo generale sui diritti ed i possedimenti della abbazia cistercense, che aveva raggiunto il suo momento di massima potenza economica nella seconda metà del XV secolo. Trascrizioni di documenti e raccolte di diritti e compiti, ordinati secondo criteri geografici, documentano l'insieme delle proprietà monastiche. Il «Weissbuch» comprende l'ambito centrale della signoria fondiaria di S. Urban intorno a Pfaffnau e Roggliswil e nell'Alta Argovia bernese. Il volume giunse nell'Archivio di Stato con l'archivio del monastero, dopo la sua secolarizzazione avvenuta nel 1838. (jag)

Online dal: 22.03.2017

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Luzern, Staatsarchiv, KU 4b
Carta · 291 ff. · 38.5 x 29 cm · Lucerna · ca. 1470
«Schwarzbuch» del monastero di S. Urban

Insieme al «Weissbuch» (KU 4a) questo urbario offre uno sguardo complessivo sui diritti e le proprietà dell'abbazia cistercense, che aveva raggiunto il suo momento di massima potenza economica nella seconda metà del XV secolo. Trascrizioni di documenti e raccolte di diritti e compiti, ordinati secondo criteri geografici, documentano l'insieme delle proprietà monastiche. Lo «Schwarbuch» contiene le fonti che riguardano i possedimenti nell'ambito della intendenza (Schaffnerei) di Zofingen e Sursee, che si estendeva fino al canton Soletta e nella regione di Basilea. Il volume giunse nell'Archivio di Stato con l'archivio del monastero, dopo la sua secolarizzazione avvenuta nel 1838. (jag)

Online dal: 22.03.2017

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Luzern, Staatsarchiv, KU 626
Pergamena · 78 pp. · 38.5 x 28-29 cm · Lucerna · inizio del XV sec., 1390 e dopo il 1408
Martirologio del monastero di S. Urban

Il più antico martirologio del monastero di S. Urban, che si presenta con una legatura in assi di legno del XVI secolo, è purtroppo conservato solo in maniera frammentaria. La prima parte (fol. 3-14v) consiste nel necrologio del monastero; la seconda parte contiene il Liber anniversariorum benefactorum incompleto (solo 1-12 gennaio, 1 maggio-1 settembre, 4-7 settembre, 22 settembre-31 dicembre), con aggiunte; la terza parte comprende l'Officium defunctorum, una litania e delle aggiunte, con un elenco dei membri della confraternita dei laici del monastero. Il volume giunse nell'Archivio di Stato con l'archivio del monastero, dopo la sua secolarizzazione avvenuta nel 1838. (jag)

Online dal: 22.03.2017

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Luzern, Staatsarchiv, PA 178/508
Carta · 170 ff. · 28 x 21 cm · XV-XVII sec.
Libro di ricette

Lo stato di conservazione precario del volume (mancano la legatura e vari fascicoli, la cucitura si è sciolta, cambiamenti di colore dovuti a varie sostanze) permette di dedurre l'uso intensivo cui fu sottoposto il volume nel corso dei secoli. Le ricette, che coprono vari ambiti (medicina umana e veterinaria, cucina), coprono un arco di tempo dal XV al XVII secolo. Il manoscritto venne depositato nell'Archivio di Stato con l'archivio della famiglia patrizia lucernese dei Balthasar. (jag)

Online dal: 22.03.2017

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Luzern, Staatsarchiv, PA 261
Carta · 99 ff. · 21.5 x 15.5 cm · XV sec.
Schüpfheimer Codex

Non si conosce l'esatta origine di questo manoscritto; scrittura e lingua lasciano supporre un'origine nella regione meridionale alemannica. I contenuti riguardanti l'astrologia, l'innesto di piante, il dissanguamento, consigli per la salute, urologia e ricette, provengono da fonti per la maggior parte conosciute e concordano in buona parte con il Codex 102b della Zentralbibliothek di Zurigo. Il redattore non dovrebbe esser appartenuto ad un ambito accademico ma piuttosto essere stato un "praticante di medicina". In questo modo il volume si caratterizza come un "manuale pratico di medicina popolare", probabilmente il più antico di questo tipo. Costituisce inoltre la più antica fonte per il cosiddetto "Corpus iatromatematico". (jag)

Online dal: 22.03.2017

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Luzern, Staatsarchiv, PA 437/9
Pergamena · 30 ff. · 28 x 17 cm · Svizzera orientale · 1541
Libro di famiglia di Hans von Hinwil

Secondo alcune indicazioni Hans von Hinwil, proprietario del castello di Elgg (1498-1544), redasse il libro di famiglia nel 1541. Ad un'introduzione sulla storia della famiglia, fanno seguito in ordine cronologico gli stemmi degli antenati. In questo modo il manoscritto può essere confrontato con altri famosi libri di famiglia, come quello dei signori di Eptingen, o dei signori di Hallwyl; costituisce però per la Svizzera orientale un esempio isolato della rappresentazione della tradizione nobile in parole e immagini. (jag)

Online dal: 22.03.2017

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Schaffhausen, Stadtbibliothek, Ministerialbibliothek, Min. 53
Pergamena · 168 ff. · 27 x 20 cm · Sciaffusa · 1080-1096
Gregorius I. Papa

Quarte parte di un esemplare in sei volumi, elencato nell'inventario della biblioteca del monastero di Ognissanti del 1100 ca. (Min. 17, c. 306v), dei Moralia in Job di Gregorio Min. 50-55), che contiene i libri da 17 a 22, denominato a c. 1r quale IIII. pars. A piena pagina, accurato manoscritto senza decorazione, tranne una iniziale con tralci vegetali. Nel XV secolo il codice ricevette, come molti altri, una nuova legatura in pelle con borchie di metallo, due ganci di chiusura ed un'etichetta con il titolo (1r). Quali carte di guardia vennero utilizzati, come nei Min. 20, Min. 24, Min. 40 e Min. 55, frammenti di un obituario del monastero di Ognissanti del XIV sec. (c. 169r-v; la carta di guardia anteriore è andata persa). (spe)

Online dal: 22.03.2017

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Schaffhausen, Stadtbibliothek, Ministerialbibliothek, Min. 54
Pergamena · 102 ff. · 27.5 x 20.5 cm · Sciaffusa · 1080-1096
Gregorius I. Papa

Quinta parte di un esemplare in sei volumi, elencato nell'inventario della biblioteca del monastero di Ognissanti del 1100 ca. (Min. 17, c. 306v), dei Moralia in Job di Gregorio Min. 50-55), che contiene i libri da 23 a 27, denominato a c. 3r quale quinta pars. A piena pagina, senza decorazione tranne una iniziale con tralci vegetali a piena pagina non completata nella pagina con l'Incipit (3r). Quali controguardie e carte di guardia della legatura romanica vennero utilizzati dei bifogli da un altro codice, anche proveniente da Sciaffusa, contenente la versione del Libro 23 dei Moralia (c. 1v2v, 100r101v). (spe)

Online dal: 22.03.2017

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Schaffhausen, Stadtbibliothek, Ministerialbibliothek, Min. 55
Pergamena · 187 ff. · 27.5 x 20.5 cm · Sciaffusa · 1080-1096
Gregorius I. Papa

Sesta parte di un esemplare in sei volumi, elencato nell'inventario della biblioteca del monastero di Ognissanti del 1100 ca. (Min. 17, c. 306v), dei Moralia in Job di Gregorio Min. 50-55), che contiene i libri da 28 a 35. A piena pagina, accurato, scritto da vari copisti, con la pagina dell'Incipit decorata (2v), una iniziale con tralci vegetali a piena pagina (3r) ed altre iniziali con tralci all'inizio dei singoli libri. Alla fine (183v-185v) sono stati trascritti quattro documenti degli anni 1090-1122. Nel XV secolo il codice ricevette, come molti altri, una nuova legatura in pelle con borchie di metallo, due ganci di chiusura ed un'etichetta con il titolo (1r). Quali carte di guardia vennero utilizzati, come nei Min. 20, Min. 24, Min. 40 e Min. 53, frammenti di un obituario del monastero di Ognissanti del XIV sec. (1r-v e 186r-v). (spe)

Online dal: 22.03.2017

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Sion/Sitten, Archives de l'Etat du Valais/Staatsarchiv Wallis, S 109
Pergamena · 1 f. · ca. 800 x 47 cm · Francia (Paris?) · fine del XIV-inizio del XV secolo
Sei età del Mondo

Il manoscritto delle Six âges du monde, realizzato in Francia alla fine del XIV o all'inizio del XV secolo, appare dalla fine del medioevo in una delle più importanti biblioteche vallesane, quella della famiglia Supersaxo, oggi conservata nella Médiathèque Valais-Sion e (per quanto riguarda questo manoscritto) negli Archivi di Stato del Vallese a Sion. L'opera è importante per più ragioni. Da una parte, si presenta nella inusuale forma di un rotolo, formato solitamente riservato, tra gli altri, al genere della cronaca universale al quale appartiene. Dall'altro è attraversato, in tutta la sua lunghezza di otto metri, da un complesso albero genealogico che illustra la successione da Adamo alla Natività di Cristo. Accompagnano questo imponente dispositivo grafico numerosi disegni che decorano le colonne ed il cui stile ricorda delle opere parigine. Inoltre questo esemplare non è unico, poiché la Biblioteca di Reims possiede un esemplare analogo (ms. 61), illustrato certamente dalla stessa mano. (rou)

Online dal: 22.03.2017

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St. Gallen, Kantonsbibliothek, Vadianische Sammlung, VadSlg Ms. 69
Carta · 170 ff. · 21.5 x 16 cm · S. Gallo · ultimo quarto del XV sec., prima del 1495
Casus Sancti Galli

Il manoscritto, vergato nel tardo XV secolo, contiene il racconto cronachistico, opera di diversi autori, della storia dell'epoca altomedievale e medievale del monastero di S. Gallo ed alcune Quaestiones teologiche. Precede il racconto la lista degli abati, dall'abate fondatore Otmar fino a Berchtold von Falkenstein (1244-1272); alla fine è stata aggiunta una seconda lista che continua fino al 1503. (gam)

Online dal: 22.03.2017

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St. Gallen, Kantonsbibliothek, Vadianische Sammlung, VadSlg Ms. 70
Carta · 280 ff. · 29 x 20.5 cm · S. Gallo · dopo la metà del XV secolo
Casus Sancti Galli; Vitae sanctorum

Il voluminoso volume composito riunisce il Casus Sancti Galli, la storia del monastero di S. Gallo in epoca altomedievale e medievale, e 50 vite di santi di diversa lunghezza, tra le quali quelle dei santi sangallesi Gallo, Otmar e Wiborada. È stato allestito negli anni '50 del 1400 quando i rapporti tra il monastero e la città di S. Gallo si chiarirono ed il monastero intraprese delle vaste riforme. (gam)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Braginsky Collection, B283
Carta · 11 ff. · 29.2-32.2 x 20-22 cm · Venezia · 1553-1555
Documenti riguardanti la condanna e la distruzione del Talmud

Questa raccolta di undici documenti, riguardanti la condanna e la distruzione del Talmud, è collegata ad uno dei periodi più bui della storia del libro ebraico. La collezione costituisce un resoconto più o meno cronologico degli avvenimenti e fece parte probabilmente degli atti di un inquisitore veneziano. Sono qui riprodotti i regesti di sei lettere papali dal 1518 al 1537, nelle quali Leone X, Clemente VII e Paolo III concedono a Daniel Bomberg di stampare libri in ebraico a Venezia. Vengono inoltre presentati dei documenti con le istruzioni per la ricerca di contenuti eretici nei libri ebraici da parte di ebrei convertiti, copie di importanti decreti pontifici, e rapporti sugli avvenimenti in corso a Roma e Venezia. (red)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Braginsky Collection, B345
Pergamena · 1085 pp. · 49.5 x 36 cm · [Germania] · 1355
Mischne Tora

Nel corso dei più di 650 anni dall'allestimento, questo manoscritto della Mischne Tora, una raccolta di leggi ebraiche di Mosè Maimonide, è passato in molte mani. Diverse annotazioni e citazioni fanno pensare che molti importanti rabbini ashkenaziti abbiano potuto utilizzarlo, come per es. Jakob Weil, un famoso erudito e rabbino del XV secolo attivo a Norimberga, Augusta, Bamberga ed Erfurt. Come si può dedurre da note di possesso più tarde, il manoscritto giunse in regioni anche molto lontane tra loro, come l'impero ottomano, il Kurdistan, l'Inghilterra o Gerusalemme. La pagina 1021 mostra un'immagine a piena pagina con l'architettura di un portale in stile gotico. Due sottili colonne, allungate manieristicamente, reggono un timpano decorato con tralci floreali su fondo blu nel quale si legge il nome del capitolo Sefer schoftim ("Libro dei Giudici") in caratteri dorati. Vi sono anche cinque medaglioni, due dei quali contengono il profilo di due uccelli rapaci in posizione di attacco. (red)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Braginsky Collection, K21
Pergamena · 1 f. · 66.6 x 56.7 cm · Gibilterra · 1822
Ketubah (כתובה), Gibilterra, 4 Tevet 5583 (18 dicembre 1822)

Nell'epoca nella quale venne allestita questa ketubah la maggior parte del commercio al dettaglio di Gibilterra era nelle mani della locale comunità sefardita; molti dei suoi membri provenivano dal vicino Nord Africa. Questo contratto appartiene ad un primo periodo della locale decorazione delle ketubah, nonostante alcuni elementi già facciano intuire lo sviluppo più tardo. Nella parte superiore sono raffigurati, schiena contro schiena, due leoni accovacciati che portano sulle spalle le tavole con i Dieci Comandamenti abbreviati. La composizione ricorda la parte superiore di uno scrigno della Torah, ed è infatti chiuso in alto da una corona, da intendere quale corona della Torah. I leoni accovacciati sono affiancati da vasi di fiori. Nei bordi, al di sotto di tende da teatri e trombe appese a dei nastri, sono dipinte delle urne collocate su delle fantasiose basi di colonne. Molti elementi in questo contratto di matrimonio sono tipiche delle ketubbot di Gibilterra. La prima parola, mercoledì giorno del matrimonio, è come d'uso ingrandita e decorata. Pure tipico è il monogramma eseguito con lettere latine in basso al centro. Le iniziali SJB rimandano ai nomi (Salomone, Giuditta) e ai cognomi (Benoleil) dei due sposi. (red)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Braginsky Collection, K29
Pergamena · 1 f. · 80.8 x 54.3 cm · Ancona · 1789
Ketubah (כתובה), Ancona, 14 Tishri 5550 (4 ottobre 1789)

Questo contratto di matrimonio fu allestito nella città portuale adriatica di Ancona, dove risiedeva una delle più importanti comunità ebraiche italiane, e che era anche uno dei più rinomati centri di produzione di ketubbot. La scena principale al centro in altro raffigura il profeta Elia che sale in cielo con il carro di fuoco, mentre il suo meravigliato allievo Eliseo lo guarda dal basso. La scena prende spunto dal primo nome dello sposo, Elia. Gli altri due episodi biblici sono inseriti in cartigli ai lati. A destra la scena del trionfo di Mordecai, che rimanda al secondo nome dello sposo, e a sinistra la scena con Davide che tiene la testa di Golia, un riferimento al nome dello sposo, David Camerino. (red)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Braginsky Collection, K37
Pergamena · 1 f. · 40.3 x 33.3 cm · Amsterdam · 1668
Ketubah (כתובה), Amstedam, 2 Nisan 5428 (14 marzo 1668)

La tradizione di far allestire dei contratti di matrimonio illustrati venne ripresa all'inizio del XVII secolo ad Amsterdam sotto influsso dei pittori di ketubah italiani. Verso la fine degli anni '60 del XVII secolo il famoso incisore Salom Italia creò una cornice di rame incisa per le ketubbot della comunità spagnola-portoghese, ciò che d'altra parte ispirò un artista locale anonimo ad eseguire questa versione del 1668 modificata. Questa cornice decorò le ketubbot sefardite prodotte ad Amburgo, Bayonne, Londra, New York e Curaçao per più di duecento anni. Il testo calligrafico commemora il matrimonio di un conosciuto medico sefardita, Daniel Zemach Aboab. (red)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Braginsky Collection, K40
Pergamena · 1 f. · 69.2 x 46 cm · Ancona · 1795
Ketubah (כתובה), Ancona, 13 Adar 5555 (4 marzo 1795)

Questa ketubah decorata, così come la K29 della collezione Braginsky prodotta sei anni prima, rappresenta il massimo punto raggiunto dalla produzione di ketubbot illustrate ad Ancona. Il testo è centrato sotto un arco sorretto da due colonne decorate. Mentre negli esemplari più antichi di ketubbot conosciute provenienti dalla località egiziana di Geniza era normale utilizzare degli archi quali elementi della cornice, le lettere dorate iscritte nei pennacchi aggiungono un altro significato. Le sei lettere ebraiche, un acronimo del salmo 118.20: «È questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti», rimandano all'idea che gli sposi simbolicamente entrino in una fase della loro vira attraverso la porta celeste. Nel cartiglio al centro in alto è raffigurato il sacrificio di Isacco, un riferimento al secondo nome dello sposo. La scena, simbolo della fedeltà e della promessa messianica, e che appare in molte ketubbot italiane, nel corso del tempo è diventata uno dei motivi più amati dell'arte ebraica. Non è stata ancora identificata la figura femminile in basso. (red)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Braginsky Collection, K41
Pergamena · 1 f. · 74 x 45.8 cm · Roma · 1798
Ketubah (כתובה), Roma, 22 Sivan 5558 (6 giugno 1798)

L'ornamentazione di questa ketubah, che ricorda l'unione di due importanti famiglie del ghetto romano, i Toscano e i Di Segni, ben rappresenta l'età d'oro della decorazione delle ketubbot a Roma. La cornice decorativa è suddivisa in un bordo interno ed uno esterno. I margini laterali del testo sono decorati da campi con fiori e fondo dorato. Nella cornice esterna, delle iscrizioni micrografiche incrociate realizzano delle superfici a forma di diamante, ciascuna delle quali contiene un grande fiore. L'intero impianto dei bordi interni ed esterni è circondato da piccole lettere quadrate ebraiche, che tutte insieme riproducono il quarto capitolo del libro di Ruth. (red)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Braginsky Collection, S8
Pergamena · 1 f. · 8 x 88 cm · Italia · Rotolo: Italia, XVIII sec. / Custodia: Venezia o Roma, XVII sec.
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester

Oggetti per le cerimonie realizzati in oro, come la custodia per questo Rotolo di Ester, sono eccezionali, poiché gli oggetti per la sinagoga o di uso personale ebrei erano solitamente in argento o in altri materiali preziosi. La custodia cilindrica di questo rotolo è decorata con delle delicate filigrane applicate. Da un vaso collocato al centro fuoriesce un tralcio naturalistico con rami e fiori che si estendono sulla superficie decorata del rotolo. Dei grandi fiori si appoggiano o inquadrano degli oggetti che sono associati al Tempio di Gerusalemme. Nonostante questi motivi si trovino frequentemente in una grande varietà di oggetti di metallo per i riti ebraici italiani, non sono collegati in modo particolare con la storia di Ester. Inoltre le Dieci tavole della legge sono collocate nel largo motivo centrale, una corona composta di forme di piccoli fiori che ricordano dei girasoli. Si conoscono due custodie per rotoli di Ester simili, indubbiamente create dallo stesso artista, che si pensa siano state prodotte a Roma o Venezia nel XVII secolo. Il rotolo di Ester, senza decorazione, risale probabilmente al XVIII secolo. (red)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Braginsky Collection, S12
Pergamena · 1 + 1 f. · 22.2 x 137 cm + 22.8 x 17.4 cm · Italia · ca. 1775
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester

Questa megillah è abbellita da disegni di architettura dipinti a mano che si ripetono. Il testo è collocato tra colonne alternate diritte e a spirale. Gli ebrei italiani associavano le colonne ritorte a quelle del Tempio di Salomone, che essi credevano essere stato portato a Roma da Tito e poi collocato nella basilica di S. Pietro in Vaticano. Per quanto riguarda lo stile, il rotolo ricorda le ketubbot miniate prodotte a Ferrara e Mantova. Allegato vi è un foglio di pergamena contenente, in aggiunta alle benedizioni, un inno liturgico, korei megillah, recitato dagli ebrei italiani. I rabbini non concordavano sul fatto che un rotolo potesse contenere dei testi estranei al Libro di Ester, così che in molte comunità questo portò alla consuetudine di allegare un foglio, staccato, contenente le tre tradizionali benedizioni da recitare prima della lettura della megillah. (red)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Braginsky Collection, S13
Pergamena · 1 f. · 24 x 225 cm · Venezia · 1746
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester

I bordi di questo Rotolo di Ester sono dominati da una arcata barocca suddivisa da quattro distinte colonne con vari motivi. Le arcate sono sormontate da una balaustrata che sostiene dei vasi con fiori, dei medaglioni vuoti, ornamenti floreali e diverse varietà di uccelli, tra i quali un'aquila a due teste coronate ed un pavone. Al di sotto di ognuna delle diciannove colonne di testo sono collocate scene dalla vita di Ester. La cornice incisa del rotolo fu disegnata da Francesco Griselini (1717-1787), studioso, artista ed editore italiano le cui incisioni di bordi divennero molto popolari in Italia nel XVIII secolo. In queste illustrazioni Griselini ha dedicato particolare attenzione all'architettura ed alla prospettiva spaziale. La firma a stampa dell'artista si legge nell'angolo inferiore sinistro di ciascuna pergamena. L'ultima scena, collocata sotto l'arco finale, si trova raramente nei Rotoli di Ester. Raffigura il Messia che cavalca un asino rappresentante il ritorno a Gerusalemme del popolo ebraico in esilio. Il testo del rotolo fu scritto dall'abile artista-copista Aryeh Leib ben Daniel. Nella sua iscrizione finale, al termine delle benedizioni conclusive, egli informa il lettore di aver scritto il codice a Venezia nell'inverno 1746. (red)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Braginsky Collection, S17
Pergamena · 1 f. · 27.6 x 227 cm · Amsterdam · intorno al 1675
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester

Questo rotolo olandese, riccamente illustrato, si distingue per le sue 38 delicate illustrazioni disegnate con inchiostro di seppia. La decorazione del rotolo inizia con un arco trionfale che ricorda gli archi di trionfo romani costruiti per i festeggiamenti imperiali in tutta Europa nel corso del XV fino al XIX secolo. Il rotolo contiene inoltre alcune rappresentazioni inusuali. Una è quella di Mordecai che si trova in un locale davanti ad una parete riempita di libri. Egli è raffigurato come uno studioso, e riflette forse la tradizione rabbinica che ci informa della sua notevole conoscenza di settanta lingue, ciò che lo aiutò a smascherare il complotto contro Assuero. Un'altra inusuale illustrazione è la raffigurazione di due nani che danzano e suonano per manifestare la loro gioia per la salvezza degli ebrei dalla distruzione. (red)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Braginsky Collection, S24
Pergamena · 1 f. · 22.2 x 176 cm · Germania del Nord · intorno al 1750
Megillah Esther (מגילת אסתר) / Rotolo di Ester

Questa megillah del XVIII secolo fu realizzata nella Bassa Sassonia e rimanda, con questo tipo di arte decorativa popolare, di decorazione e di scelta di colori, ad altre megillot provenienti da questa regione. L'immagine più distintiva nel rotolo è quella nella quale è dipinta l'impiccagione di Aman, legato in catene e sospeso al patibolo. Un serpente velenoso, simbolo del male, si arrotola sul supporto. Al di sotto, un leone con due code - allegoria del popolo ebraico – regge tra le zampe uno scudo e assiste all'esecuzione. La megillah della collezione Braginsky è una di tre rotoli simili tedeschi che contengono delle speciali immagini dell'impiccagione di Aman. Delle iscrizioni sui pannelli di apertura e di chiusura di questo rotolo indicano che era posseduto da Berel, figli di Abraham Neumark di Amburgo. (red)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 26117
Pergamena · 314 ff. · 49 x 34.5 cm · St. Katharinenthal e Hochrhein · intorno al 1312
Graduale da St. Katharinenthal (Turgovia)

Il graduale proveniente dal convento delle domenicane di Katharinental rappresenta una delle più importanti opere d'arte di epoca gotica della Svizzera. Allestito intorno al 1312 nel convento stesso, venne probabilmente decorato nell'area del lago di Costanza. Contiene più di 80 iniziali filigranate, più di 60 iniziali miniate istoriate e 5 iniziali I il cui corpo è costituito da vari medaglioni istoriati. Di ulteriori due iniziali I, i cui medaglioni sono stati ritagliati e venduti separatamente, si conoscono alcuni elementi ora dispersi in vari musei e biblioteche. Accanto alle iniziali, o nei fregi vegetali, sono raffigurate numerose domenicane inginocchiate e oranti, o altri donatori laici (per es. 3v, 18v, 90r, 159v, 161r etc.). Fino al XIX secolo in uso nel convento, intorno al 1820 venne ceduto ad un antiquario di Costanza, Franz Joseph Aloys Castell (1796-1844). Dopo il 1860 appartenne ai collezionisti inglesi Sir William Amherst of Hackney e Sir Charles Dyson Perrins (1864-1958). Alla morte di quest'ultimo la sua raccolta libraria venne messa in vendita da Sotheby e il manoscritto acquistato dalla Confederazione svizzera con il contributo della Fondazione Gottfried Keller e del Canton Turgovia. (ber)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 29329.1
Pergamena · 1 f. · 14 x 16.7 cm · St. Katharinenthal e Hochrhein · intorno al 1312
Frammento con Cristo e Giovanni evangelista dal graduale St. Katharinenthal (Turgovia)

Frammento proveniente dal f. 158a verso del graduale di St. Katharinenthal, sottratto nel XIX secolo e le cui miniature furono vendute separatamente. Nella iniziale A è rappresentato Cristo benedicente e Giovanni evangelista che gli appoggia la testa nel grembo; ai loro piedi è inginocchiato un domenicano orante, e nel fregio laterale una domenicana. Al di sotto dell'iniziale vi era un riquadro (ora Zurigo, Museo nazionale svizzero, LM 29329.2) nel quale è dipinta la Madonna dell'Apocalisse accompagnata da Giovanni evangelista, mentre in due arcate sottostanti pregano inginocchiate due domenicane. Originariamente sullo stesso foglio figurava inoltre una iniziale V (ora Vienna, Graphische Sammlung Albertina, Inv. Nr. 32434) con una complessa rappresentazione della Maiestas Domini e il Giudizio universale. Il frammento appartiene alla Confederazione svizzera, alla Fondazione Gottfried Keller e al Canton Turgovia.  (ber)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 29329.2
Pergamena · 1 f. · 11 x 8.5 cm · St. Katharinenthal e Hochrhein · intorno al 1312
Frammento con Madonna dell'Apocalisse e Giovanni evangelista dal graduale St. Katharinenthal (Turgovia)

Frammento proveniente dal f. 158a verso del graduale di St. Katharinenthal, sottratto nel XIX secolo e le cui miniature furono vendute separatamente. Vi è dipinta la Madonna dell'Apocalisse accompagnata da Giovanni evangelista, mentre in due arcate sottostanti pregano inginocchiate due domenicane. Il riquadro era collocato al di sotto di una iniziale A (ora Zurigo, Museo nazionale svizzero, LM 29329.1) nella quale è rappresentato Cristo benedicente e Giovanni evangelista che gli appoggia la testa nel grembo; ai loro piedi è inginocchiato un domenicano orante e nel fregio laterale una domenicana. Originariamente sullo stesso foglio figurava inoltre una iniziale V (ora Vienna, Graphische Sammlung Albertina, Inv. Nr. 32434) con una complessa rappresentazione della Maiestas Domini e il Giudizio universale. Il frammento appartiene alla Confederazione svizzera, alla Fondazione Gottfried Keller e al Canton Turgovia.  (ber)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 45751
Pergamena · 1 f. · ∅ 15 cm · St. Katharinenthal e Hochrhein · intorno al 1312
Frammento con Crocifissione dal graduale St. Katharinenthal (Turgovia)

Frammento con la raffigurazione della Crocifissione proveniente da una iniziale I, composta da vari medaglioni, che decorava il f. 87a del graduale di St. Katharinenthal. Nel XIX secolo il foglio fu sottratto dal graduale e i medaglioni venduti separatamente. Dei 9 o 10 medaglioni che originariamente costituivano il corpo della lettera si conoscono oggi, oltre a questo, uno con l'Ultima Cena (Zurigo, Museo nazionale svizzero, Inv. LM 71410), la Cattura di Cristo (Norimberga, Germanisches Nationalmuseum Museum, Inv. Mm. 34 kl), Cristo davanti a Pilato (Zurigo, Museo nazionale svizzero, LM 55087), la Coronazione di spine (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 15932), il Trasporto della croce (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 14312) e la Deposizione di Gesù (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 15933). Il frammento appartiene alla Confederazione svizzera, alla Fondazione Gottfried Keller e al Canton Turgovia.  (ber)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 55087
Pergamena · 1 f. · 7 x 7.4 cm · St. Katharinenthal e Hochrhein · intorno al 1312
Frammento con Cristo davanti a Pilato dal graduale St. Katharinenthal (Turgovia)

Frammento con la raffigurazione di Cristo davanti a Pilato proveniente da una iniziale I, composta da vari medaglioni, che decorava il f. 87a del graduale di St. Katharinenthal. Nel XIX secolo il foglio fu sottratto dal graduale e i medaglioni venduti separatamente. Dei 9 o 10 medaglioni che originariamente costituivano il corpo della lettera si conoscono oggi, oltre a questo, uno con l'Ultima Cena (Zurigo, Museo nazionale svizzero, LM 71410), la Cattura di Cristo (Norimberga, Germanisches Nationalmuseum Museum, Inv. Mm. 34 kl), la Coronazione di spine (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 15932), il Trasporto della croce (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 14312), la Crocifissione (Zurigo, Museo nazionale svizzero, LM 45751) e la Deposizione di Gesù (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 15933). Il frammento appartiene alla Confederazione svizzera, alla Fondazione Gottfried Keller e al Canton Turgovia.  (ber)

Online dal: 22.03.2017

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Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 71410
Pergamena · 1 f. · 7 x 7.4 cm · St. Katharinenthal e Hochrhein · intorno al 1312
Frammento con l'Ultima Cena dal graduale St. Katharinenthal (Turgovia)

Frammento con la raffigurazione dell'Ultima cena proveniente da una iniziale I, composta da vari medaglioni, che decorava il f. 87a del graduale di St. Katharinenthal. Nel XIX secolo il foglio fu sottratto dal graduale e i medaglioni venduti separatamente. Dei 9 o 10 medaglioni che originariamente costituivano il corpo della lettera si conoscono oggi, oltre a questo, uno con la Cattura di Cristo (Norimberga, Germanisches Nationalmuseum Museum, Inv. Mm. 34 kl), Cristo davanti a Pilato (Zurigo, Museo nazionale svizzero, LM 55087), la Coronazione di spine (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 15932), il Trasporto della croce (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 14312), la Crocifissione (Zurigo, Museo nazionale svizzero, LM 45751) e la Deposizione di Gesù (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 15933). Il frammento appartiene alla Confederazione svizzera, alla Fondazione Gottfried Keller e al Canton Turgovia.  (ber)

Online dal: 22.03.2017

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