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Aarau, Staatsarchiv Aargau, AA/4533
Pergamena · 56 ff. · 39 x 28 cm · area tedesca sud-occidentale · 1441
Martirologio del monastero di Hermetschwil

Calendario nel quale sono trascritte le fondazioni annuali del monastero delle benedettine di Hermetschwil (Argovia), datato 1441, rinvenuto nel 1884 nella prefettura di Bremgarten. Contiene inoltre alcune notizie di cronaca sulla fondazione del monastero, sulla costruzione del nuovo edificio della chiesa del 1603-1605 e 1624/1625, così come sulla fondazione di messe in seguito a apparizioni divine 1636-1692. All'inizio è inserita una lettera del 12 luglio 1693. (hug)

Online dal: 23.06.2016

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Bern, Burgerbibliothek, Cod. 258
Pergamena · 192 ff. · 27.5 x 19.5-20 cm · Francia · seconda metà del sec. IX
Glossae biblicae; Glossaria latina, lat.

Manoscritto costituito da due parti indipendenti, probabilmente prodotto a Fleury: la prima parte (f. 1-47) raccoglie tre commentari al Vecchio e al Nuovo Testamento; la seconda parte (f. 48-192) consiste in 14 glossari, che contengono in totale 25'000 lemmi. La particolarità del manoscritto consiste nel fatto che vi si trovano accostate varie fasi di sviluppo dei glossari: la prima parte rappresenta una fase precoce, e contiene spiegazioni delle parole nella sequenza delle fonti, che contengono inoltre glosse in inglese antico e in alto tedesco antico. Nella seconda parte si trovano già i glossari in una fase più avanzata, con le voci su singoli autori o determinati temi ordinate alfabeticamente. (mit)

Online dal: 23.06.2016

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Bern, Burgerbibliothek, Cod. 312
Pergamena · 159 ff. · 24.5-25.5 x 17-18 cm · primo quarto del sec. IX
Isidor von Sevilla: Sententiae, lat.

Manoscritto contenente una versione molto interessante, completamente redatta e corretta dei tre libri delle Sententiae di Isidoro di Siviglia. Rispetto alla tradizione principale, la disposizione del testo è sostanzialmente diversa e contiene numerose spostamenti ed aggiunte. Il codice è stato scritto nell'abbazia di Saint Mesmin de Micy, come si deduce dai segni di possesso (ex libris) scritti intorno allo specchio di scrittura in ogni fascicolo. Nel mezzo si trova un binione, aggiunto in un secondo momento, proveniente da un altro manoscritto (XI sec.) che contiene tra l'altro parti dei Sermones di Fulberto di Chartres. (mit)

Online dal: 23.06.2016

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Bern, Burgerbibliothek, Cod. 366
Pergamena · II + 159 ff. · 22.5-23.5 x 20.5-21 cm · secondo terzo del sec. IX
Valerius Maximus: Facta et dicta memorabilia

Uno dei più antichi e famosi manoscritti contenente il testo tramandatoci di Valerio Massimo, la cui importanza risiede nella rielaborazione autentica di Lupo di Ferrières. Lupo ha scritto di proprio pugno sia gli Exempla che le annotazioni presenti nelle antiche 'carte di guardia' (f. II-III), più volte collazionato il testo principale e aggiunto elementi dalla tradizione parallela di Giulio Paride (adbreviator di Valerio Massimo) e anche il suo testo di accompagnamento (Gaius Titius Probus: De praenominibus; f. 158va-159r). Nel corso della descrizione del codice è stato scoperto sull'ultima carta un testo di tipo epistolare o documentario finora non conosciuto (f. 159v). (all/mit)

Online dal: 23.06.2016

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Bern, Burgerbibliothek, Cod. 756.84
Pergamena · 2 ff. · 37 x 24.5 cm; 34.5 x 25 cm · XV secolo
Plenarium (frammento)

I due frammenti provengono dalla precedente legatura del Cod. 125‬‬‬‬‬‬‬‬, dalla quale vennero staccati al momento del restauro; contengono probabilmente parti di un plenarium con note musicali. (mit)

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Chironico, Archivio parrocchiale, n. 66
Pergamena · I + 63 ff. · 33-34 x 24 cm · Chironico · intorno alla metà del XV sec.
Martirologio-calendario della chiesa di S. Ambrogio di Chironico (Ticino)

Martirologio-calendario della chiesa di S. Ambrogio di Chironico (Ticino), scritto dal prete Ambrogio Rossi di Chironico che ricopia un martirologio più antico, probabilmente rovinato o senza più spazio. Nel calendario, di tipo ambrosiano, sono riportate le fondazioni per messe annuali od anniversari e le solennità, le indulgenze e le menzioni di voto per la parrocchia e per tutta la valle. Il 28 dicembre, giorno dei ss. Innocenti, è registrata la memoria della battaglia dei Sassi Grossi di Giornico (1479). (ber)

Online dal: 23.06.2016

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 600a
Pergamena · 74 pp. · 31.6 x 20.4 cm · Giappone · 1596-1615
La Vita del Buddha, primo libro (Shaka no Honji, jō)

Il libro appartiene alla categoria del nara ehon, un tipo di narrazioni illustrate policrome pubblicate a partire dal periodo Muromachi attraverso tutto la prima metà del periodo Edo. Il termine nara ehon è stato comunemente applicato a tutti i libri illustrati di questo periodo fino all'era Meiji, ma la sua origine non è chiara. Il formato dei nara ehon differisce a seconda del periodo. I più antichi esemplari a partire dal periodo Momoyama fino agli inizi del periodo Edo sono alti, misurano circa 30 cm di altezza, ed hanno un formato simile all'europeo in-quarto. Gli esempi prodotti a partire dall'era Kanei entro la prima metà del periodo Edo avevano delle proporzioni più vicine all'orizzontale. In generale si basavano sul genere dell'otogizōshi, brevi storie che appaiono a partire dal periodo Kamakura, e dei quali la maggior parte si concentrano nel periodo Muromachi. Nel corso della seconda metà del secolo XVII il tema si sposta verso storie riguardanti l'aristocrazia o la ricca classe mercantile, prima che la popolarità del nara ehon inizi a declinare. Questo esempio può essere datato all'era Keichō (1596-1615). (stn)

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 600b
Pergamena · 78 pp. · 31.5 x 20.5 cm · Giappone · 1596-1615
La Vita del Buddha, secondo libro (Shaka no Honji, ge)

Il libro appartiene alla categoria del nara ehon, un tipo di narrazioni illustrate policrome pubblicate a partire dal periodo Muromachi attraverso tutto la prima metà del periodo Edo. Il termine nara ehon è stato comunemente applicato a tutti i libri illustrati di questo periodo fino all'era Meiji, ma la sua origine non è chiara. Il formato dei nara ehon differisce a seconda del periodo. I più antichi esemplari a partire dal periodo Momoyama fino agli inizi del periodo Edo sono alti, misurano circa 30 cm di altezza, ed hanno un formato simile all'europeo in-quarto. Gli esempi prodotti a partire dall'era Kanei entro la prima metà del periodo Edo avevano delle proporzioni più vicine all'orizzontale. In generale si basavano sul genere dell'otogizōshi, brevi storie che appaiono a partire dal periodo Kamakura, e dei quali la maggior parte si concentrano nel periodo Muromachi. Nel corso della seconda metà del secolo XVII il tema si sposta verso storie riguardanti l'aristocrazia o la ricca classe mercantile, prima che la popolarità del nara ehon inizi a declinare. Questo esempio può essere datato all'era Keichō (1596-1615). (stn)

Online dal: 23.06.2016

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 601a
Pergamena · 57 ff. · 24.1 x 18 cm · XVII sec.
I Racconti di Ise, primo libro (Ise Monogatari, jō)

I Racconti di Ise è uno dei più antichi e più conosciuti esempi di uta monogatari, un sottogenere del monogatari, che si focalizza sulla poesia waka, accompagnata da narrazioni esplicative. L'autore e l'esatta data di composizione rimangono sconosciuti, ma oggi vengono datati al primo periodo Heian. Sono anche conosciuti con il titolo di "Zaigo chūjō nikki", o Diari del Principe Ariwara no Narihira. Il personaggio principale dei Racconti di Ise è ritenuto essere il principe e poeta vissuto storicamente Ariwara no Narihira (IX secolo), il cui waka (poesia giapponese) appare nel racconto. Tuttavia data l'esistenza di narrazioni che chiaramente datano ad un periodo più tardo, Narihira stesso non può essere considerate l'autore. Il racconto si occupa in generale dell'affetto umano di vari tipi, dagli affari amorosi all'amore dei genitori. Mentre molti capitoli hanno una connotazione fortemente aristocratica, non si limita al mondo della nobiltà ma include anche i destini dei comuni, così come il capitolo 23 Tsutsuizutsu. I personaggi spesso rimangono anonimi a si riferiscono solo a 'la ragazza' o 'l'uomo'. In questo modo, il racconto è interpretabile come uno sforzo in generale di indirizzare il tema verso le relazioni umane e gli affetti. Questo esemplare, rilegato in seta, è adorno di illustrazioni eseguite in inchiostro, policromia e oro. (stn)

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 601b
Pergamena · 48 ff. · 24 x 18 cm · XVII secolo
I Racconti di Ise, secondo libro (Ise Monogatari, ge)

I Racconti di Ise è uno dei più antichi e più conosciuti esempi di uta monogatari, un sottogenere del monogatari, che si focalizza sulla poesia waka, accompagnata da narrazioni esplicative. L'autore e l'esatta data di composizione rimangono sconosciuti, ma oggi vengono datati al primo periodo Heian. Sono anche conosciuti con il titolo di "Zaigo chūjō nikki", o Diari del Principe Ariwara no Narihira. Il personaggio principale dei Racconti di Ise è ritenuto essere il principe e poeta vissuto storicamente Ariwara no Narihira (IX secolo), il cui waka (poesia giapponese) appare nel racconto. Tuttavia data l'esistenza di narrazioni che chiaramente datano ad un periodo più tardo, Narihira stesso non può essere considerate l'autore. Il racconto si occupa in generale dell'affetto umano di vari tipi, dagli affari amorosi all'amore dei genitori. Mentre molti capitoli hanno una connotazione fortemente aristocratica, non si limita al mondo della nobiltà ma include anche i destini dei comuni, così come il capitolo 23 Tsutsuizutsu. I personaggi spesso rimangono anonimi a si riferiscono solo a 'la ragazza' o 'l'uomo'. In questo modo, il racconto è interpretabile come uno sforzo in generale di indirizzare il tema verso le relazioni umane e gli affetti. Questo esemplare, rilegato in seta, è adorno di illustrazioni eseguite in inchiostro, policromia e oro. (stn)

Online dal: 23.06.2016

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 603
Carta · 1 f. · 23.6 x 883 cm · molto probabilmente sec. XII
Daihannya-haramitta-kyō, kan gohyaku-yonjū (Sutra della Grande Saggezza, capitolo 540)

Il rotolo del Daihannya-haramitta-kyō, il sutra della Grande Saggezza, capitolo 540, consiste in un semplice foglio di carta senza montaggio. La versione completa del sutra comprende seicento capitoli. Venne introdotto in Cina dall'India dal monaco, studioso e traduttore Xuanzang, che tradusse il sutra in cinese nel VII secolo prima che venisse importato in Giappone. Il sutra è scritto in inchiostro nero su una carta di ottima qualità, molto probabilmente kōzo-shi, che è prodotta usando le fibre della Broussonetia papyrifera, o pianta del gelso, specialmente apprezzata ed usato per documenti importanti nel corso del primo periodo della storia giapponese, quale il periodo Nara e Heian. Sopra le prime quattro line del testo è collocato un sigillo rosso circolare, nel quale si dichiara: “Yakushi-ji-in” (sigillo del tempio Yakushi-ji). Il sutra venne scritto in Giappone nell'ambito dei riti religiosi atti a riprodurre la sacra scrittura per giovare al karma. (stn)

Online dal: 23.06.2016

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, R-49.2
Carta · 38 pp. · 27.5 x 18.5 cm · dicembre 1740
Rousseau, Mémoire présenté à M. de Mably sur l’éducation de M. son fils

Il testo Mémoire présenté à M. de Mably sur l’éducation de M. son fils costituisce il primo scritto di Rousseau inerente la sua esperienza di educatore. Nel 1740 a Lione egli fu incaricato di un difficile incarico da precettore presso la famiglia del notabile Jean Bonnot de Mably, prevosto generale della polizia militare di Lione. Questo incarico terminò bruscamente già dopo un anno. Gli furono affidati due bambini poco inclini agli studi: François-Paul-Marie Bonnot de Mably, soprannominato M. de Sainte-Marie, di cinque anni e mezzo, e Jean-Antoine Bonnot de Mably, soprannominato M. de Condillac, di quattro anni e mezzo. Il lungo testo del Mémoire, consacrata al primo, mette in rilievo una "commande éducative" e una esperienza di educazione applicata: si presenta come un progetto ed una sintesi, e la sua redazione viene collocata intorno al dicembre del 1740. Il giovane precettore si rivolge a M. de Mably annunciandogli il piano e l'ordine di una educazione per il figlio atta a "formare il cuore, il giudizio e lo spirito". Non si tratta dell'educazione naturale che venne più tardi preconizzata nell'Émile. Rousseau ha veramente consegnato questo Mémoire a M. de Mably? Si sa solamente che egli offrì questo manoscritto col testo Mémoire a Mme Dupin, sua datrice di lavoro nel 1743, e che da quel momento si conservò tra le "carte di Mme Dupin". Fu pubblicato per la prima volta nel 1884 a Parigi da G.de Villeneuve-Guibert ne Le portefeuille de Madame Dupin. Il manoscritto della Fondazione Bodmer è il solo esistente. Un Projet d’éducation molto più breve, di costruzione più chiara e di data sconosciuta, era stato dapprima trovato nelle carte di Rousseau al momento della sua morte (questo manoscritto oggi perduto era stato pubblicato a Ginevra nel 1782). E' molto vicino al Mémoire e sembra essere più tardo (non vi è tuttavia alcuna certezza in quanto all'ordine di successione cronologica dei due testi). (brc)

Online dal: 23.06.2016

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Frauenfeld, Katholisches Pfarrarchiv Frauenfeld, KPfAF III Bg 3
Pergamena · 3 ff. · 170 x 114 cm · intorno al 1250
Frammento da Frauenfeld del "Flore und Blanscheflur" di Konrad Fleck

Intorno al 1250 Konrad Fleck tradusse in dialetto alemanno il romanzo d'amore "Flore et Blancheflor", scritto da un anonimo poeta provenzale intorno al 1160. L'intera opera comprende circa 8'000 versi. Alcuni frammenti di una copia precoce della traduzione di Fleck si sono conservati nell'archivio parrocchiale di Frauenfeld. I pezzi di pergamena erano stati utilizzati quali copertina di un registro tributario della prebenda di s. Michele. (hux)

Online dal: 23.06.2016

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Genève, Bibliothèque de Genève, Ms. l.e. 206
Pergamena · I + 123 + II ff. · 12.2 x 8 cm · Valli valdesi del Piemonte (Pellice, Germanasca, Chisone), Italia (?) · XV secolo
Raccolta di trattati e sermoni valdesi

Questo manoscritto fu probabilmente composto nelle valli valdesi del Piemonte (Italia) nel corso del XV secolo. Come buona parte dei restanti codici valdesi, oggi dispersi in varie biblioteche europee, esso è una raccolta miscellanea di trattati, sermoni e testi dottrinali o edificanti. Il manoscritto giunse a Ginevra probabilmente nel 1662, portatovi dal pastore valdese Jean Léger insieme ad altri codici. Classificato tra i mss. spagnoli da Jean Senebier nel 1779, esso verrà riconosciuto come valdese soltanto a partire dalla metà del XIX secolo. (gir)

Online dal: 23.06.2016

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Mairengo, Archivio parrocchiale, s. n.
Pergamena · A + 61 + B ff. · 38 x 26.4 cm · Mairengo · 1563
Martirologio-calendario della chiesa di S. Siro di Mairengo

Martirologio-calendario della chiesa di S. Siro di Mairengo (Ticino), scritto dal prete Ambrogio Rossi di Chironico che ricopia un martirologio più antico, probabilmente rovinato o senza più spazio. Nel calendario, di tipo ambrosiano, sono riportate le fondazioni per messe annuali od anniversari e le solennità, le indulgenze e le menzioni di voto per la parrocchia e per tutta la valle. Il 28 dicembre, giorno dei ss. Innocenti, è registrata la memoria della battaglia dei Sassi Grossi di Giornico (1479). (ber)

Online dal: 23.06.2016

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Porrentruy, Bibliothèque cantonale jurassienne, A2597
Carta · VI + 548 pp. · 34 x 21 cm · 1588-1773
Annales sive historia collegii Bruntrutiani ab anno…

Cronache redatte in latino da novantasei mani che si sono succedute fino alla soppressione della Compagnia di Gesù nel 1773, gli Annali presentano in maniera pragmatica e su una lunga durata l'applicazione dei principi dei gesuiti e inoltre forniscono delle informazioni interessanti concernenti le persone. (rer)

Online dal: 23.06.2016

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Porrentruy, Bibliothèque cantonale jurassienne, A2598
Carta · 110 + 63 + 73 pp. · 34 x 21 cm · XVIII secolo
Annali del monastero delle annunziatine …

Diviso in tre parti, il manoscritto riporta anno per anno tutti gli avvenimenti importanti aventi a che fare con il convento Il documento contiene le professioni, i decessi delle suore, gli elogi funebri, tutti elementi di grande interesse per la storia religiosa dell'epoca di Porrentruy. (rer)

Online dal: 23.06.2016

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Porrentruy, Bibliothèque cantonale jurassienne, MP 41
Carta · II + 149 pp. · 13 x 18 cm · 1898
Canti popolari del Pays d'Ajoie

Libro dei canti popolari della Ajoie raccolti da Antoine Biétrix. (rer)

Online dal: 23.06.2016

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Porrentruy, Bibliothèque cantonale jurassienne, MP 42 / A6054
Carta · IV + 78 pp. · 28 x 22 cm · 1880
Lai latre de Bonfô, qui contient les plus belles hichetoires…

Manoscritto autografo di Antoine Biétrix, contenente delle storielle in dialetto raccolte messe per iscritto da Antoine Biétrix. I brevi racconti attribuiscono alla gente di Bonfol una reputazione meschina. Nonostante il fatto che le storie non concernano direttamente la gente di Bonfol, le sono state attribuite, certamente a causa del nome del villaggio che a ciò si presta. (rer)

Online dal: 23.06.2016

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Porrentruy, Bibliothèque cantonale jurassienne, MP 43 / A6086
Carta · 680 + 11 pp. · 18 x 12 cm · intorno al 1820
Dialetto (patois) dell'Ajoie

Manoscritto autografo (?) di François-Joseph Guélat proveniente da Adrien Kohler. L'opera è una vera enciclopedia del dialetto, la cui parte essenziale è costituita dai due grandi dizionari francese-patois e patois-francese. Per redigere il manoscritto F.-J. Guélat, originario di Ajoie, si basa sul dialetto della sua regione. (rer)

Online dal: 23.06.2016

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Porrentruy, Bibliothèque cantonale jurassienne, MP 45 / A6095
Carta · 99 pp. · 20 x 16 cm · 1814
Dictionnaire ou explication en français, quelques fois en Latin et en allemand, des termes patois les plus singuliers en usage dans la vallée de Delémont et dans le païs d’Ajoye…

Manoscritto di Jean-Jacques Quiquerez, che fa da complemento al Dictionnaire patois de Ferdinand Raspieler, e comprendente alcune modifiche. Il dizionario contiene delle traduzioni in latino e in tedesco, più rare verso la fine. L'opera è stata utilizzata per l'edizione dei Paniers di Xavier Kohler e Ferdinand Feusier nel 1849. (rer)

Online dal: 23.06.2016

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Quinto, Archivio parrocchiale, s. n.
Pergamena · I + 62 + II ff. · 33.7 x 24 cm · Quinto · 1547
Martirologio-calendario della chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Quinto

Martirologio-calendario della chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Quinto, scritto dal prete Ambrogio Rossi di Chironico che ricopia un martirologio più antico, probabilmente rovinato o senza più spazio. Nel calendario, di tipo ambrosiano, sono riportate le fondazioni per messe annuali od anniversari e le solennità, le indulgenze e le menzioni di voto per la parrocchia e per tutta la valle. Il 28 dicembre, giorno dei ss. Innocenti, è registrata la memoria della battaglia dei Sassi Grossi di Giornico (1479). (ber)

Online dal: 23.06.2016

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Schaffhausen, Stadtbibliothek, Ministerialbibliothek, Min. 20
Pergamena · 103 ff. · 33.5 x 23.5 cm · Sciaffusa, Ognissanti · 1080-1096
Augustinus

Accurato esemplare a piena pagine contenente il De trinitate di Agostino, con una pagina di apertura e una pagina con un'iniziale decorata, così come diverse iniziali a tralci vegetali all'inizio dei singoli libri di varie grandezze. Il manoscritto figura nell'inventario della biblioteca del monastero di Ognissanti del 1100 ca. (Min. 17, f. 306v). Nel XV secolo il codice, come molti altri, ricevette una nuova legatura in pelle con borchie in metallo e due fermagli; quali controguardie e carte di guardia vennero usati, così come per il Min. 24‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬ e Min. 40‬‬‬‬‬‬‬‬‬, frammenti di un obituario del monastero di Ognissanti del XIV secolo. (spe)

Online dal: 23.06.2016

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Schaffhausen, Stadtbibliothek, Ministerialbibliothek, Min. 39
Pergamena · 126 ff. · 27 x 21 cm · Sciaffusa, Ognissanti · 1080-1096
Augustinus

Manoscritto a piena pagina, senza decorazione tranne una iniziale in una pagina ornata, contenente il De Genesi ad literam di Agostino. Il manoscritto figura nell'inventario della biblioteca del monastero di Ognissanti del 1100 ca. (Min. 17, f. 306v). Nel XV secolo il codice, come molti altri, ricevette una nuova legatura in pelle con borchie in metallo e due fermagli. Quale foglio di guardia anteriore venne usato, così come nel Min. 44‬‬‬‬‬‬‬‬‬, il frammento di un manoscritto del XIII secolo; all'inizio vi si trova inoltre rilegato un bifoglio da Cassiodors Historia ecclesiastica. (spe)

Online dal: 23.06.2016

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Schaffhausen, Stadtbibliothek, Ministerialbibliothek, Min. 40
Pergamena · 97 ff. · 24.5 x 17 cm · Sciaffusa, Ognissanti · 1080-1096
Ambrosius, Augustinus

Come attesta l'inventario della biblioteca del monastero di Ognissanti del 1100 ca. (Min. 17, f. 306v), nel sec. XI le due parti che costituiscono questo manoscritto erano già unite. Mentre la prima parte (Ambrosius, De excessu fratrum) non presenta decorazione, la seconda parte, che contiene cinque testi di Agostino, inizia con una pagina d'apertura che nello stesso tempo funge da indice del contenuto. Nel XV secolo il codice, come molti altri, ricevette una nuova legatura in pelle con borchie in metallo e due fermagli. Quali carte di guardia vennero usati, così come per il Min. 20‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬ e il Min. 24‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬, frammenti di un obituario del monastero di Ognissanti del XIV secolo. (spe)

Online dal: 23.06.2016

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Schaffhausen, Stadtbibliothek, Ministerialbibliothek, Min. 44
Pergamena · 193 ff. · 24.5 x 17.5 cm · Sciaffusa, Ognissanti · 1080-1096
Hilarius

Accurato esemplare a piena pagina del De fide sive de trinitate di Ilario con una ‬pagina iniziale‬‬‬‬‬‬‬‬‬ decorata. Il manoscritto figura nell'inventario della biblioteca del monastero di Ognissanti del 1100 ca. (Min. 17, f. 306v). Nel XV secolo il codice, come molti altri, ricevette una nuova ‬‬‬legatura‬‬ in pelle con borchie in metallo e due fermagli. Così come nel Min. 39‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬, quali ‬carte di guardia vennero usati frammenti da un manoscritto del XIII sec. Inoltre vi venne rilegato all'inizio un ‬‬bifoglio‬‬‬‬‬‬ da una manoscritto con preghiere. (spe)

Online dal: 23.06.2016

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Schaffhausen, Stadtbibliothek, Ministerialbibliothek, Min. 46
Pergamena · 112 ff. · 24 x 16.5 cm · Sciaffusa, Ognissanti · 1080-1096
Gregorius I. Papa

Esemplare a piena pagina, per la gran parte senza decorazione, del secondo libro di Gregorio Homeliae in Ezechielem. Il manoscritto figura nell'inventario della biblioteca del monastero di Ognissanti del 1100 ca. (Min. 17, f. 306v). Sul verso del primo foglio e sul recto dell'ultimo, forse inizialmente pensati come carte di guardia, vennero più tardi copiati dei documenti del sec. XII. Nel XV secolo il codice, come molti altri, ricevette una nuova legatura in pelle con borchie in metallo e due fermagli. (spe)

Online dal: 23.06.2016

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Schaffhausen, Stadtbibliothek, Ministerialbibliothek, Min. 75
Pergamena · 97 ff. · 25 x 17 cm · XI secolo
Julianus Toletanus, Liber Baruch, Capitularia, Theganus

Manoscritto incompleto, scritto in minuscola carolina da varie mani. Contiene tra gli altri i libri 2 e 3 dell'opera Prognosticum futuri seculi (1r-25v) di Giuliano di Toledo (642-690), la Collectio Capitularium - documenti di diritto civile ed ecclesiastico - di Ansegiso di Fontenelle (32r-86v), i Capitularia Hludovici (86v-91r) e soprattutto la vita di Ludovico il Pio di Theganus (91r-97v). Due glossa interlineari contemporanee a c. 96v, in corrispondenza della narrazione del battesimo di Harald (Harald Klak) di Danimarca e del suo conferimento della Frisia nell'826, fanno pensare ad un'origine nordica del manoscritto. (ber)

Online dal: 23.06.2016

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Sion/Sitten, Archives du Chapitre/Kapitelsarchiv, Ms. 83
Pergamena · 528 pp. · 37.3 x 26 cm · Italia o sud della Francia · XIII secolo, primo quarto (pp. 228b-230a XIV secolo)
Miscellanea giuridica

Miscellanea contenente testi di giuristi principalmente d’età preaccursiana (prima metà del XIII sec.): le Dissensiones e gli Insolubilia di Ugolino dei Presbiteri; Quaestiones di Pillio da Medicina, di Azzone, di Roffredo da Benevento e altre di autore incerto; il Libellus de iure civili, il Tractatus de bonorum possessione e il raro Tractatus de pugna di Roffredo da Benevento; il Tractatus de reprobatione instrumentorum e la Summa arboris actionum di Ponzio da Ilerda; alcune lecturae a titoli e frammenti del Digestum Novum; i Brocarda di Azzone; la Summula de testibus di Alberico da Porta Ravennate; un anonimo Tractatus de testibus; il Libellus disputatorius di Pillio da Medicina; frammenti di Notabilia sul Decretum di Graziano e sul Corpus iuris civilis; l’ordo iudiciorum ‘Olim’; parte del Catalogus praescriptionum un tempo attribuito a Rogerio e l’ordo iudiciorum ‘Quicumque vult’ di Giovanni Bassiano. (mas/mur)

Online dal: 23.06.2016

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Sion/Sitten, Archives du Chapitre/Kapitelsarchiv, Ms. 89
Pergamena · I + 227 ff. · 36 x 27.5 cm · Francia (Parigi ?) · prima metà del XIII secolo
Decretum Gratiani

Decretum di Graziano copia di un archetipo contenente un testo ‘arcaico’, appartenente al Σ-group e con un ridotto numero di paleae nel testo, parzialmente integrate in epoca successiva. Il codice è stato in uso in più scuole in Italia e nel sud della Francia. Nel primo strato di glosse è stata copiata la Glossa ordinaria di Iohannes Teutonicus (pubblicata nel 1215/16), negli strati successivi, di più mani, sono state copiate additiones di Bartolomeo da Brescia alla Glossa ordinaria e glosse di canonisti prevalentemente dei secoli XIII e XIV. (mur)

Online dal: 23.06.2016

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St. Gallen, Kantonsbibliothek, Vadianische Sammlung, VadSlg Ms. 312
Pergamena · 158 ff. · 21.5 x 16 cm · Franconia (?) · X secolo
Quintus Horatius Flaccus, Opera

Il manoscritto del sec. X contiene le opere di Orazio. E' organizzato in modo tale che accanto ai racconti rimanga molto spazio per le glosse marginali. Queste sono - per la maggior parte insieme a delle glosse interlineari - inserite con un altro inchiostro rispetto a quello del testo principale, da vari mani. La localizzazione del manoscritto è incerta. L'unica glossa in tedesco antico dovrebbe essere stata aggiunta in Franconia. La presenza del manoscritto è attestata a S. Gallo per la prima volta nella metà del XVII secolo. (gam)

Online dal: 23.06.2016

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St. Gallen, Kantonsbibliothek, Vadianische Sammlung, VadSlg Ms. 352/1-2
Carta · 55 ff. · 28.5-30 x 20.5 cm · intorno al 1440
Speculum humanae salvationis (ted.)

Lo Speculum humanae salvations è un'opera costituita da testo e illustrazioni a contenuto biblico. Ogni doppia pagina del libro aperto mostra quattro immagini nelle quali di norma vengono rappresentate una scena dalla Vita di Cristo e di fronte tre prefigurazioni dal Vecchio Testamento. In questo manoscritto questo schema delle immagini non viene seguito in modo coerente. Il modello del testo latino è stato trasposto in versi in tedesco. Questi vennero in origine falsamente attribuiti a Konrad von Helmsdorf. Lo Speculum è conservato in un volume miscellaneo costituito da manoscritti e da opera a stampa; all'inizio mancano alcune pagine. (gam)

Online dal: 23.06.2016

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 3
Pergamena · 254 pp. · 28 x 20.6 cm · S. Gallo · XII secolo
Bibbia (Gn, Ex, Lv, Nm, Dt, Ios, Idc, Rt)

Il manoscritto, su due colonne, contiene la copia dei primi otto libri del Vecchio Testamento (Pentateuco, Josué, Giudici, Ruth) trascritta nel monastero di S. Gallo nel XII secolo. All’inizio (p. 1) e alla fine (p. 254) si trova, accanto ad alcune prove di scrittura e a qualche osservazione in lingua latina e tedesca, la trascrizione di due inni con neumi (Veni redemptor gentium di Ambrogio e Jesu redemptor omnium). (smu)

Online dal: 23.06.2016

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 4
Pergamena · 136 pp. · 29.2 × 20.2 cm · S. Gallo · XII secolo
Isidoro di Siviglia, Commento ai libri veterotestamentari Ex, Dt, Ios, Idc; copia del Levitico (Lv) con commento interlineare

Il manoscritto contiene nella prima parte i commenti di Isidoro di Siviglia ai libri veterotestamentari Esodo (p. 144), Deuteronomio (p. 4453), Giosué (p. 5362) e Giudici (p. 6271). Questi commenti costituiscono una parte dell’opera Mysticorum expositiones sacramentorum seu quaestiones in vetus testamentum. Nella seconda parte, vergata da un'altra mano più accurata (p. 73135), trova posto la trascrizione del Levitico con un esteso commento interlineare, previsto sin dall’inizio. Tra le due parti (p. 72) si trova il timbro della biblioteca utilizzato tra il 1553 e il 1564, all'epoca dell’abbaziato del vescovo-principe Diethelm Blarer. (smu)

Online dal: 23.06.2016

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 5
Pergamena · 240 pp. · 30.5 x 20 cm · S. Gallo · XI/XII secolo
Bibbia (I-II Par, I-II Mcc)

Copia dei libri veterotestamentari, costituita da due codici: pp. 3105 con il primo e secondo libro delle Cronache (Paralipomeni), XII secolo; pp. 107239 con il primo e secondo libro apocrifo dei Maccabei con due prologhi, XI secolo. La decorazione è costituita da una iniziale rossa contornata, con tralci vegetali, a p. 107. (sno)

Online dal: 23.06.2016

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 525
Pergamena e carta · 395 (394) pp. · 30 x 21 cm · XIII/XIV secolo
Manoscritto composito con tra gli altri un commento all'innario, un Vocabularius ex quo, Speculum humanae salvationis

Manoscritto composito contenente prevalentemente dei testi a carattere teologico così come, quale parte preponderante, il Vocabularius Ex quo (pp. 61212). I rimanenti testi sono un commento all'innario nel quale si alternano la strofa di un inno e la rispettiva spiegazione (pp. 156), il breve trattato De humani cordis instabilitate (pp. 5760), Prediche (pp. 212229, 240268 e 268273), la Vita di Alberto Siculo (pp. 230239), lo Speculum humanae salvationis (pp. 274335), un breve trattato sui vizi e le virtù chiamato Etymachia o Lumen animae (pp. 335345), estratti da Gerolamo, Agostino e altri (pp. 346368), così come lo Speculum ecclesiae di Ugo di S. Caro (pp. 370391). L'ultimo testo è scritto su pergamena palinsesta, la cui scriptio inferior è una rotunda. Sono rimaste quattro iniziali filigranate in rosso e blu nell'ultimo testo (pp. 372, 373 e 375). Sulle ultime pagine responsori per Natale (Descendit de celis deus verus), la festa di s. Marco (Beatissimus Marcus discipulus) e Commune plurimum martyrum (Viri gloriosi sanguinem fuderunt), poi il tropo pasquale (Quem queritis), con melodie e notazione quadrata su quattro linee (pp. 392394). Il manoscritto è costituito di pergamena e carta, mescolati talvolta addirittura all'interno di un fascicolo. Il codice si trova al più tardi dal 1553/64 nel monastero di S. Gallo (timbro della biblioteca p. 60). (sno)

Online dal: 23.06.2016

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 533
Pergamena · 136 pp. · 28 x 20 cm · S. Gallo · prima/intorno al 1520
Directorium perpetuum del monastero di S. Gallo, serie prima, Regulae 1-2

Il Directorium perpetuum del monastero di S. Gallo, commissionato dall'abate Franz von Gaisberg (1504-1529), comprende sette volumi (Cod. Sang. 533-539). In un totale di 36 regulae è contenuto il regolamento liturgico della liturgia delle ore per tutti i calendari annuali, in base ai giorni variabili della Pasqua. Ogni regola inizia con l'epifania; le regole per le feste del tempo del Natale fino alla vigilia dell'Epifania (che non dipendono dalla data in cui cade la Pasqua) sono riunite nel Cod. Sang. 539. Il Cod. Sang. 533 contiene la prima e la seconda regola, per la Pasqua che cade il 22 o il 23 marzo (data di riferimento nel codice: Septuagesima, 18/19 gennaio). La decorazione del codice è opera di Nikolaus Bertschi di Rorschach; a p. 6 vi è una miniatura a piena pagina (sopra il compianto del Cristo con il committente, sotto Gallo e Otmaro che reggono lo scudo), alle pp. 7 e 65 iniziali su fondo dorato e bordi riccamente decorati. Al contrario dei volumi successivi, questo non è scritto da Fridolin Sicher. (sno)

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 580
Pergamena · 194 pp. · 27 x 19 cm · area della Germania sudoccidentale · fine XII/inizio XIII secolo
Bendetto di Peterborough, Miracula sancti Thomae Cantuariensis

Il codice contiene i miracoli di s. Tommaso di Canterbury, che il monaco benedettino Benedetto di Peterborough iniziò a raccogliere dopo la sua uccisione avvenuta il 29 dicembre 1170. Il manoscritto, che contiene una bella iniziale con tralci a p. 12, è stato vergato da due mani verso la fine del XII o l'inizio del XIII secolo in area tedesca sudoccidentale. La raccolta di miracoli è suddivisa in quattro libri, anche se gli ultimi nove capitoli (IV.95-96, V.1-4, VI.1-3 dell'edizione) e la lettera del vescovo di Durham, Hugh du Puiset posta alla fine, non sono più numerati. Il manoscritto è menzionato nel catalogo della biblioteca del monastero di S. Gallo del 1461. (len)

Online dal: 23.06.2016

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 581
Pergamena · II + 312 ff. · 24 x 16.5 cm · provenienza sconosciuta · XIV secolo
Jacobus de Voragine, Legenda aurea (Legendae sanctorum / Historia Lombardica) con l’appendice latina detta Provincia

Il manoscritto, la cui rilegatura presenta delle grosse borchie metalliche, contiene, dopo un indice alfabetico dei santi redatto nel XV secolo (f. IvIIv), dapprima la Legenda aurea di Giacomo da Varazze († 1298; f. 4r262v) e alla fine l’appendice, anche in latino, cosiddetta Provincia (f. 263r301r), nella quale si trovano anche delle brevi descrizioni della vita dei santi sangallesi Gallo e Otmaro. Seguono delle aggiunte più tarde tra le quali delle benedizioni e delle riflessioni (f. 302v304v). Un anonimo copista trascrive al f. 302v i versi: Qui me scribebat, R nomen habebat. Finito libro sit laus et gloria Christo… La decorazione del manoscritto, vergato da varie (tre?) mani, è costituita da lombarde che si estendono su tre righe. La decorazione termina al f. 210v; tuttavia era stato previsto lo spazio per ulteriori iniziali. (smu)

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 582
Pergamena · 699 pp. · 21.5 × 15.5 cm · area del lago bodanico (?) · XIV secolo
Jacobus de Voragine, Legenda aurea (Legenda sanctorum / Historia Lombardica)

Il manoscritto, probabilmente eseguito nell’area del lago bodanico nel XIV secolo, contiene una copia della parte principale della Legenda Aurea di Giacomo da Varazze (p. 5691), così come delle brevi parti della appendice cosiddetta Provincia (p. 691701). Sulle ultime tre pagine è stata aggiunta una predica per la festa dei ss. Pietro e Paolo (29 giugno). A un’origine nella regione del lago bodanico rimandano da una parte i resti di un documento incollato all’interno della coperta anteriore e posteriore (forse parti della scritta “Konstanz”), e dall’altra, a p. 704 si legge una nota di possesso databile al tardo XV-inizio del XVI secolo di una comunità religiosa femminile dei dintorni di Stammheim (Vnnser frouwen ze niderstamhem ist das …). Ciò farebbe pensare alla comunità di beghine di Haslen, nel comune di Adlikon nella regione del Weinlad zurighese, secolarizzata durante la Riforma. Il volume si trova al più tardi dalla metà del XVIII secolo nella biblioteca del monastero di S. Gallo. (smu)

Online dal: 23.06.2016

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 583
Pergamena · 226 pp. · 18–18.5 x 12.5–13 cm · XIV secolo
Mechthild von Hackeborn, Liber specialis gratiae

Il codice contiene i primi cinque libri del Liber specialis gratiae di Mechthild von Hackeborn, i libri sei e sette mancano. A p. 3 inoltre vi è un frammento della Epistola de Ihesu Christo dello Ps.-Lentulo Romano di Giudea. Le note a p. 224, nelle quali vengono nominati quali precedenti possessori Johannes Tauler e Konrad (nel codice: Johannes) di Prussia, rimandano ad un'origine in ambiente domenicano. Nel XV secolo il manoscritto appartenne a Ulrich Varnbühler (fratello di Angela Varnbühler, che nel 1476-1509 era priora del convento delle domenicane a S. Caterina di S. Gallo; borgomastro/balivo imperiale di S. Gallo 1481-1490). (sno)

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 628
Carta · A-B + 940 + Y-Z pp. · 33 x 23 cm · forse Baviera del nord · seconda metà del XV secolo
Versione abbreviata della Cronaca universale di Platterberger/Truchseß; Jean de Mandeville, Viaggio in India

La parte principale di questo voluminoso manoscritto è costituita da una versione abbreviata della Cronaca universale redatta nel 1459 da Johannes Platterberger e Dietrich Truchseß (p. 3796), che nella tradizione bibliografica viene anche chiamata “St. Galler Weltchronik”. All’interno di questa cronaca si trovano anche il cosiddetto St. Galler Cato (p. 259260; Disticha Catonis; Von Catho dem weysen und seinen spruchen), una traduzione parziale dell’opera De officiis di Marco Tullio Cicerone (p. 263265) così come altre citazioni da varie opere di Cicerone (p. 265271). Fa seguito una versione in lingua tedesca dello scambio di epistole fittivo del Meister Wichwolt tra Alessandro Magno e Dindimo, capo dei Bramani (p. 809815; Cronica Allexandri des grossen konigs), la versione tedesca della “Dreikönigslegende” (Historia trium regum) di Johannes von Hildesheim (p. 816854) e il resoconto del viaggio in India di Jean de Mandeville nella versione in tedesco di Otto von Diemeringen (p. 854917). Alla fine (p. 918940) il volume contiene in versione completa il libro di viaggio del bavarese Johannes Schiltberger (1380-dopo il 1427), caduto prigioniero degli Osmani. La decorazione è costituita da numerose lombarde rosse e blu. Nel 1570 il volume si trovava in possesso di Luzius Rinck von Baldenstein (p. 940), cognato del principe-vescovo Diethelm Barer (1530-1564) di S. Gallo e, al più tardi nel XVII secolo, venne integrato nei fondi della biblioteca dell’abbazia di S. Gallo (p. 3: Liber Monasterii S. Galli). (smu)

Online dal: 23.06.2016

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 657
Carta · 230 pp. · 31 x 22 cm · Felix Hemmerli (?) · seconda metà del XV secolo
Cronaca di Costanz; Cronache zurighesi; Cronaca del Concilio di Costanza secondo Ulrich von Richental

Il manoscritto, vergato nella seconda metà del XV secolo, probabilmente appena dopo il 1450, contiene all’inizio (p. 146) la Cronaca di Costanza della fine del XIV secolo. Fanno seguito la Cronaca di Zurigo dagli inizi fino ai primi decenni del XV secolo (p. 47121), una continuazione della Cronaca di Zurigo relativa agli anni 1420/21, 1436 e 1443−1450 (p. 121132), così come una redazione abbreviata della Cronaca di Concilio di Ulrich von Richental (p. 132228). Sulla base di confronti calligrafici nella bibliografia più antica si ritiene che il copista possa essere l’umanista zurighese Felix Hemmerli (1388/89-1454). Il manoscritto era in possesso dell’erudito svizzero Egidio Tschudi (1505-1572) e venne venduto dalla sua famiglia al monastero di S. Gallo nel febbraio 1768. Tschudi apportò ai tesi varie annotazioni marginali e correzioni. (smu)

Online dal: 23.06.2016

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 1115
Carta · 272 + 8 pp. · 20 x 14 cm · Parigi, Collegio gesuitico Clermont · 1570
Testi per l'insegnamento universitario dal collegio gesuitico di Parigi

Raccolta di appunti del conventuale di S. Gallo Maurizio Enk (1538-1575) delle lezioni sulle Sacre Scritture (Isagoge in sacram scripturam) tenute dal gesuita spagnolo Johannes Marianus (Juan de Mariana, 1536–1624). Questo testo si trova alle pp. 33269. Il volume contiene anche estratti da Agostino (pp. 1921 dalla Lettera 28 a Gerolamo, con un indice alfabetico alle pp. 112; alle pp. 2728 dalle Confessiones) così come un breve trattato sulla confessione prima della Eucarestia Num confessio necessaria sit ante sumptionem Eucharistiae (pp. 270271, non scritto da Enk). (sno)

Online dal: 23.06.2016

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 1116
Carta · 436 + 76 pp. · 20.5 x 15.5 cm · Parigi, Collège des Cholets di Parigi · 1566
Testi per l'insegnamento universitario dal Collège des Cholets di Parigi

Raccolta di appunti del conventuale di S. Gallo Maurizio Enk (1538-1575) delle lezioni sul terzo e quarto libro del Libri magistri sententiarum (delle Sentenze di Pietro Lombardo) di Hubertus Morus (Hubert Meurier, 1535-1602). La lezione sul terzo libro (pp. 7109) si svolse dal 22 aprile al 27 giugno 1566, quella sul quarto libro (pp. 199433) dal 7 maggio al 14 (19?) agosto 1566. Gli appunti delle lezioni sono rilegati in una legatura di pelle di vitello parigina che porta una nota di possesso impressa in oro. (sno)

Online dal: 23.06.2016

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 1118
Carta · 464 pp. · 20 x 15.5 cm · Parigi, Collège des Cholets · 1565/1566
Testi per l'insegnamento universitario dal Collège des Cholets di Parigi

Raccolta di appunti del conventuale di S. Gallo Maurizio Enk (1538-1575) delle lezioni sul primo e secondo libro del Libri magistri sententiarum (delle Sentenze di Pietro Lombardo) di Hubertus Morus (Hubert Meurier, 1535-1602). La lezione sul primo libro (pp. 7178) si svolse dal 15 ottobre (?) 1565 al 31 gennaio 1566, quella sul secondo libro (pp. 279401) dal 4 febbraio al 10 aprile 1566. Tra questi (pp. 181189) si trova un breve testo De Unione Hypostatica Verbi, pp. 181183, non scritto dall'Enk (la sua mano ricomincia dalle ultime tre parole a p. 183). Gli appunti delle lezioni sono rilegati in una legatura di pelle di vitello parigina che porta una nota di possesso impressa in oro. (sno)

Online dal: 23.06.2016

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Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 51690.1
Pergamena · 1 f. · 17.5 x 11.5 cm · Francia · seconda metà del XV secolo
Frammento da un Libro d'Ore

Uno di sei fogli in pergamena provenienti da un Libro d'Ore, scritto in bastarda e databile alla seconda metà del XV secolo. Presenta delle iniziali miniate in oro su campo blu o rosa alternato, da cui si diparte nel margine un racemo a penna con fogliette trilobate. Uno dei frammenti (nr. 5‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬‬) contiene una parte delle litanie dei santi. (ber)

Online dal: 23.06.2016

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Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 51690.2
Pergamena · 1 f. · 17.5 x 11.9 cm · Francia · seconda metà del XV secolo
Frammento da un Libro d'Ore

Uno di sei fogli in pergamena provenienti da un Libro d'Ore, scritto in bastarda e databile alla seconda metà del XV secolo. Presenta delle iniziali miniate in oro su campo blu o rosa alternato, da cui si diparte nel margine un racemo a penna con fogliette trilobate. Uno dei frammenti (nr. 5‬‬‬‬‬‬‬‬) contiene una parte delle litanie dei santi. (ber)

Online dal: 23.06.2016

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Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 51690.3
Pergamena · 1 f. · 16 x 12.2 cm · Francia · seconda metà del XV secolo
Frammento da un Libro d'Ore

Uno di sei fogli in pergamena provenienti da un Libro d'Ore, scritto in bastarda e databile alla seconda metà del XV secolo. Presenta delle iniziali miniate in oro su campo blu o rosa alternato, da cui si diparte nel margine un racemo a penna con fogliette trilobate. Uno dei frammenti (nr. 5‬‬‬‬‬) contiene una parte delle litanie dei santi. (ber)

Online dal: 23.06.2016

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Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 51690.4
Pergamena · 1 f. · 16.4 x 11.7 cm · Francia · seconda metà del XV secolo
Frammento da un Libro d'Ore

Uno di sei fogli in pergamena provenienti da un Libro d'Ore, scritto in bastarda e databile alla seconda metà del XV secolo. Presenta delle iniziali miniate in oro su campo blu o rosa alternato, da cui si diparte nel margine un racemo a penna con fogliette trilobate. Uno dei frammenti (nr. 5‬‬‬‬) contiene una parte delle litanie dei santi. (ber)

Online dal: 23.06.2016

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