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Tutte le biblioteche e collezioni

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Aarau, Aargauer Kantonsbibliothek, MsWett 4
Pergamena · 112 ff. · 16 x 11.5 cm · seconda metà del XIII sec.
Richardus de Sancto Victore; Hugo de Sancto Victore; Augustinus; De canone mystici libaminis; Ps.-Bernardus Claraevallensis

Questo manoscritto composito, scritto in minuscola gotica precoce nella seconda metà del XIII sec., è composto di cinque parti. Contiene l'altro il Beniamin minor (La preparazione dell'anima alla contemplazione) di Riccardo di S. Vittore, vari scritti di Ugo da S. Vittore, il De sermone domini in monte secundum Matthaeum di Agostino e il De cognitione humanae conditionis di Bernardo di Clairvaux. Sull'ultima carta sono riportate delle ricette e delle benedizioni. (red)

Online dal: 17.12.2015

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Aarau, Aargauer Kantonsbibliothek, MsWettF 13
Pergamena · 104 ff. · 26.5 x 19 cm · seconda metà del XII secolo; XVII sec.
Epistolare OCist

Questo libro liturgico (Epistolare Cisterciense) può essere datato abbastanza precisamente agli anni intorno al 1173 sulla base della scrittura che della successione delle feste che contiene. Il volume di epistole è il secondo più antico manoscritto tra i codici di Wettingen; con tutta probabilità fu consegnato al monastero di Wettingen nel 1227 in occasione della nuova fondazione, quale regalo dal monastero di Salem, di cui costituisce una filiazione. (mul)

Online dal: 17.12.2015

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Aarau, Aargauer Kantonsbibliothek, MsWettFm 2
Pergamena · 187 ff. · 61 x 41 cm · Colonia · 1330-1335
Graduale oesa, Proprium de tempore, pars aestivalis

Secondo dei tre volumi del cosiddetto Graduale di Wettingen, realizzato a Colonia per un convento di Eremiti Agostiniani e giunto da Zurigo nel monastero cistercense di Wettingen dopo la Riforma. Le iniziali del secondo volume sono opera del Maestro del Graduale il Giovane. (sau)

Online dal: 17.12.2015

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Appenzell, Landesarchiv Appenzell Innerrhoden, E.10.02.01.01
Pergamena · 86 + 7 + 2 ff. · 28 x 21 cm · 1585
Silbernes Landbuch

Il Silbernes Landbuch (Codice del 1585), costituito da 86 fogli pergamenacei, contiene gli ordinamenti dell’intero territorio di Appenzello. Si tratta di un riassunto dei più antichi testi di diritto chee venne integrato in epoca più recente con nuovi ordinamenti. A seguito della divisione del territorio di Appenzello, avvenuta nel 1597, il libro degli ordinamenti passò in proprietà del cantone di Appenzello Interno e rivestì validità fino al sec. XIX. La ricca decorazione, costituita da miniature ed iniziali, indica il grande valore attribuito al volume. (fre)

Online dal: 17.12.2015

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Appenzell, Landesarchiv Appenzell Innerrhoden, M.03.02/PfAA A 2.1
Pergamena · 158 ff. · 32 x 22 cm · intorno al 1160
Il messale di Appenzello

Questo messale rappresenta il più antico documento finora conservatosi del cantone di Appenzello Interno e si trova in possesso della parrocchia di S. Maurizio di Appenzello. E’ probabilmente stato realizzato per una chiesa situata nella diocesi di Costanza ma la sua origine rimane sconosciuta. L’importanza del messale per la storia del territorio di Appenzello è data anche dal fatto che contiene l’unica trascrizione conosciuta del documento di fondazione della parrocchia di Appenzello del 1071. Il volume contiene delle parti separate (calendario, graduale, sequenziario, sacramentario, lezionario). Il calendario è particolarmente ricco di feste di santi, delle quali però nessuna è rubricata come festa di patronato. (fre)

Online dal: 17.12.2015

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Appenzell, Landesarchiv Appenzell Innerrhoden, M.03.02/PfAA A 2.3
Carta · 265 ff. · 30 x 22 cm · 1466
Sermones de tempore et de sanctis

Il volume Sermones de tempore et de Sanctis riunisce delle prediche per le domeniche ed i giorni festivi che sono stati trascritti fino al 1466 dal primissarius Michael Kuhn a Hundwil, secondo quanto si deduce dall’annotazione sull’ultima pagina. Il volume si trova oggi in possesso della parrocchia di S. Maurizio di Appenzello. (fre)

Online dal: 17.12.2015

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Appenzell, Landesarchiv Appenzell Innerrhoden, M.03.02/PfAA B 6.1.01.01f
Pergamena · 80 ff. · 42 x 33 cm · 1566
Martirologio

Il martirologio della parrocchia di S. Maurizio di Appenzello è stato iniziato dopo il grande incendio del villaggio del 1560 e sostituisce un esemplare più antico bruciato. Nel prologo, sotto forma di poesia, vengono ricordate l’epoca di redazione, il copista e il committente dell’opera. Le indicazioni delle fondazioni annuali, stabilite prima dell’incendio, vennero ricostruite sulla base della memoria; le successive vennero aggiunte fino al 1650. (fre)

Online dal: 17.12.2015

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Bern, Burgerbibliothek, Cod. 165
Pergamena · 219 ff. · 32.5 x 24.5 cm · Francia: Tours, abbazia benedettina di S. Martino · secondo quarto del IX sec.
Vergilius: Bucolica, Georgica, Aeneis / Scholia Turonensia

Magnifica edizione completa delle opere di Virgilio (Bucolica, Georgica, Eneide) che venne donata dal levita Berno al monastero benedettino di S. Martino di Tours (annotazione e invettiva contro i furti a c. 1v). Il testo virgiliano è mescolato con numerosi commenti (scoli) tardoantichi di Servio e di Donato, che sono tramandati in questa forma quasi esclusivamente nei manoscritti bongarsiani. Tuttavia il Cod. 165 non offre i veri Scholia Bernensia come i Cod. 167 e Cod. 172 ma una raccolta di vari scoliasti evidentemente confezionata a Tours, da cui il nome Scholia Turonensia. (mit)

Online dal: 17.12.2015

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Bern, Burgerbibliothek, Cod. 167
Pergamena · 214 ff. · 32 x 23-23.5 cm · Francia: Auxerre o Bretagna · seconda metà del IX secolo
Vergilius: Bucolica, Georgica, Aeneis / Scholia Bernensia

Edizione completa delle opere di Virgilio (Bucolica, Georgica, Eneide) in connessione con Auxerre. Il manoscritto contiene all’inizio numerosi testi paratestuali a Virgilio quali le vite, Argumenta ecc.; da c. 6v la colonna interna è riservata rispettivamente al testo, quella esterna agli scoli. Il testo di Virgilio è mescolato con numerosi commenti (scoli) tardoantichi di Servio e di Donato, che sono tramandati in questa forma quasi esclusivamente nei manoscritti bongarsiani. Il Cod. 167 contiene i veri Scholia Bernensia, tuttavia solo la colonna di sinistra, e non quella di destra, del Cod. 172; rimane controverso se sia stato copiato da quest’ultimo. (mit)

Online dal: 17.12.2015

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Bern, Burgerbibliothek, Cod. 172
Pergamena · 151 ff. · 31-31.5 x 27.5-28 cm · Francia: Fleury. cerchia di Parigi (Saint-Denis?) (Bischoff) · secondo terzo del sec. IX
Vergilius: Bucolica, Georgica, Aeneis / Scholia Bernensia

Edizione completa delle opere di Virgilio da Fleury. Il manoscritto contiene solo le Bucoliche e le Georgiche, così come i primi cinque libri dell’Eneide; la seconda parte, con i libri VI fino a XII, si trova oggi a Parigi (Bibliothèque Nationale, lat. 7929). Il manoscritto presenta all’inizio la cosiddetta Vita Donatiana e vari altri testi poco più tardivi. E’ realizzato calligraficamente in modo molto accurato e la colonna centrale è contornata a destra e a sinistra da una colonna di scoli. Il Cod. 172 è il testimone principale degli scoli (commenti) di Servio e di Donato, che in questa forma sono tramandati quasi unicamente nei manoscritti bongarsiani. (mit)

Online dal: 17.12.2015

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Bern, Burgerbibliothek, Cod. 756.72
Pergamena · 1 f. · 13 x 31 cm · 1580-1590
Documento notarile in francese (maculatura dalla legatura del Cod. 172)

Questo frammento è stato staccato dalla predecente legatura del Cod. 172‬‬; proviene probabilmente dallo studio legale di Pierre Daniel a Orléans, come attesterebbe il suo nome presente nel documento. (mit)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 12
Pergamena · I + 319 ff. · 33.5 x 25 cm · Italia (Firenze?) · inizio del XV sec.
Agostino, Città di Dio, volgarizzamento attribuito a Jacopo Passavanti

Del De civitate Dei di Agostino, imponente opera apologetica in ventidue libri, esiste un’unica traduzione medievale in italiano, composta tra la fine del XIV e i primi anni del XV secolo. Il volgarizzamento dell’opera viene convenzionalmente attribuito al domenicano fiorentino Jacopo Passavanti (ca. 1302-1357), ma questa attribuzione è priva di fondamento. Il frontespizio del codice è riccamente illustrato con racemi fogliacei sui quattro lati e iniziali vegetali all’inizio di ogni libro nel quale è suddivisa l’opera. (ber)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 36
Carta · I + 107 + I ff. · 29.1 x 21 cm · Rheinfranken · primo quarto del XV secolo
Salterio in lingua alto-tedesca protomoderna con cantica

Scritto su due colonne in bastarda, con iniziali filigranate del primo quarto del XV secolo (Wetzel), preceduto tavole astrologiche aggiunte ancora nel XV secolo (Wetzel) sulle due carte di guardia anteriori (f. 1r). Il testo del salterio, nel dialetto della regione Rheinfranken (Hessen?) è strettamente imparentato con il salterio Göttingen, Niedersächsische Staats- und Universitätsbibliothek, Cod. Ms. theol. 214 dell’inizio del XV secolo. Wetzel presuppone che vi sia almeno un modello comune. Con ciò questa traduzione appartiene allo Schöndorfs 9. Gruppe, Untergruppe c) costituito intorno al München, Bayerische Staatsbibliothek, Cgm 182 rispettivamente al salterio Walters 18.  (kun)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 66
Carta · 24 pp. · 16.2 x 9.7 cm · metà del XVIII secolo
Doktor Fausts Dreifacher Höllenzwang

All’inizio del XVII secolo venne pubblicato un libro di magia nera, attribuito al mitico Faust, conosciuto sotto il nome di Höllenzwang. La biblioteca di Weimar possedeva un manoscritto di quest’opera, noto a Goethe. Nel 1949 Martin Bodmer poté acquistare un manoscritto di questo tipo. Questo documento, difficilmente databile, è scritto con dei segni cabalistici che si ritenga, per quanto si deduce dalla glossa scritta in tedesco, contengano una serie di formule magiche ad uso degli esorcisti, per evocare, segnatamente, i setti spiriti del male. (red)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 106
Pergamena · 2 ff. · 16.2 x 24.4-25 cm; 16 x 13.5 cm · probabilmente Costantinopoli · s. XI
Frammenti di un lezionario del Nuovo Testamento

Due frammenti contigui di uno stesso foglio, appartenenti un tempo ad un lussuoso lezionario del Nuovo Testamento, copiato nell’XI secolo probabilmente a Costantinopoli. Questi due pezzi hanno anche servito più tardi da supporto per numerosi goffi disegni, graffiti ed esercizi di calcolo. (and)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 149
Pergamena · III + 64 + II ff. · 31.3 x 20.5 cm · Francia · XVI sec.
Diego de San Pedro, Carcel de amor

Il manoscritto contiene la traduzione francese dell'opera di Diego de San Pedro (1437-1498) Carcel de amor, di François Dassy, che a sua volta si basa sulla traduzione italiana di Lelio Manfredi, ultimata nel 1513. Diego de San Pedro è un poeta e narratore spagnolo del prerinascimento, forse di origini ebraiche e convertitosi al cristianesimo. Il Carcel de amor, una delle sue due novelle conosciute, è un racconto sentimentale incentrato sul tema del superamento delle passioni amorose attraverso la ragione; venne stampato per la prima volta a Siviglia nel 1492 e tradotto in varie lingue. E' illustrato da 19 vignette per la maggior parte inquadrate da una cornice architettonica, e nelle quali i personaggi sono raffigurati in costumi dell'epoca. Il codice è forse stato eseguito per Carlo III di Borbone-Montpensier (Charles de Bourbon) – il cui stemma è dipinto a c. 1v - tra il 1521 ed il 1527. Prima di entrare a far parte della collezione di Martin Bodmer appartenne alla famiglia Demidow, al conte Alexis de Golowkin e a Sir Thomas Phillipps. (ber)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 165
Pergamena · 54 ff. · 25.8 x 16.4 cm · Francia · XII sec.
Vergilius, Aeneis (I-VI)

Il manoscritto, di origine francese e databile al XII secolo, contiene i libri I-VI dell’Eneide di Virgilio con gli Argumenta attribuiti allo Pseudo Ovidio. Tra gli illustri precedenti possessori di questo codice figurano Charles de Montesquieu (1689-1755), che ha lasciato il suo ex-libris a c. 1r, e sir Thomas Phillipps. Da quest’ultimo lo acquistò Martin Bodmer per la sua collezione. (ber)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 172
Pergamena · 194 ff. · 20 x 13 cm · Napoli · verso il 1490
Anthologia latina

Manoscritto umanistico italiano tardorinascimentale, contenente estratti da opere di vari autori latini e greci tra i quali Plinio, Cicerone, Silio Italico, Plauto, Livio, Orazio, Cicerone, Sallustio, Plutarco, Seneca e altri. La Pellegrin riprende da Tammaro de Marinis l'attribuzione della scrittura al lavoro di copia di Gian Marco Cinico, attivo per i re di Napoli tra il 1458 ed il 1494. Le varie parti sono introdotte da iniziali in oro con bianchi girari, in parte solo disegnati (cc. 1v, 4v, 20r, 22r, 50r, 186v). Alcuni girari sono risparmiati, su fondo blu, rosso, verde o nero, altri colorati in rosa, verde o blu su fondo nero o dorato. I girari sono abitati da putti e animali quali conigli, cervi, farfalle, uccelli. In vari riquadri i putti sono raffigurati mentre sono impegnati nella caccia o in varie attività ludiche (per es. cc. 55r, 79r, 139r, 169r). (ber)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 182
Pergamena · 81 ff. · 29 x 21.5 cm · Germania (Tegernsee?) · XI-XII sec.
Adnotationes super Lucanum

Contiene il testo delle Adnotationes super Lucanum preceduto dalla Vita Lucani attribuita a Vacca, antico commentatore che alcuni collocano nel VI secolo. Forse proveniente dalla biblioteca dell’abbazia benedettina di Tegernsee in Baviera, il codice appartenne in seguito alla biblioteca dei principi Oettingen-Wallerstein e costituisce uno dei cinque testimoni - il codice Wallersteinensis I.2 - su cui si fonda l’edizione del testo, ancora oggi considerata di riferimento, pubblicata nel 1909 da Iohannes Endt. (ber)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 184
Pergamena · (1) + 54 + (2) ff. · 19.5 x 11.5 cm · Firenze · s. XV, ca. 1482-1485
Massimo Planudo, Vita Aesopi

Esemplare di lusso della Vita di Esopo, a metà storica, a metà leggendaria, composta da Massimo Planudo intorno al 1300. Questi fogli costituivano un tempo la prima parte di un manoscritto contenente le Favole di Esopo oggi conservato per la maggior parte a New York. Scritto a Firenze tra il 1482 ed il 1485 per Piero, giovane figlio di Lorenzo il Magnifico che all’epoca aveva dieci-dodici anni, da Démétrios Damilas, il copista più importante della corte dei Medici. Nello splendido frontespizio si sono riconosciuti i ritratti di Planudo e di Piero. (and)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 187
Pergamena · 597 ff. · 18.3 x 15 cm · Francia · metà/seconda metà del XIII secolo
La bibbia Rotschild

Esemplare della cosiddetta Bibbia parigina, nella quale l’intero testo è copiato in un volume unico di dimensioni modeste, su due colonne, in caratteri ridotti. Questo codice venne prodotto nel centro o nell’est della Francia, intorno alla metà o alla seconda metà del XIII secolo. Lo rendono speciale, e di un certo lusso, la presenza di 82 iniziali istoriate e di 66 iniziali ornate. Particolare il fatto che il testo biblico riveli tracce di un’accurata correttura e che i salmi siano divisi in sezioni più piccole, secondo uno schema che esclude la committenza monastica ma rimanda piuttosto a quella di un laico o di un ecclesiastico secolare. Da una iscrizione erasa si rileva che nel 1338 apparteneva al monastero dei celestini di Notre-Dame di Ternes (Limoges), forse offertagli dal suo fondatore, Roger le Fort, figlio del signore di Ternes e in seguito arcivescovo di Bourges nel 1343. Prima di giungere nella collezione Bodmer fece parte della collezione del barone Edmond de Rotschild (1845-1934) da cui il nome di "Bibbia Rotschild". (ber)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, E-4.1
Carta · 12 ff. · 33 x 21 cm · 1920
Albert Einstein, L’etere e la teoria della relatività, autografo

In occasione dell’inizio del suo incarico di insegnamento di varie settimane presso la Reichs-Universität di Leida, il 5 maggio 1920 Albert Einstein tenne una lezione dal titolo “Aether und Relativitätstheorie”. Lo scritto, di proprio pugno, contiene molte correzioni e cancellazioni. Questa lezione venne pubblicata ancora nello stesso anno. Einstein tornò più volte in seguito a riflettere sui concetti esposti in questa lezione. (fri)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, G-72.1
Carta · 66 ff. · 22 x 18 cm · [1810]
Jacob e Wilhelm Grimm, fascicolo contenente 45 fiabe ed una saga (autografo, senza firma)

Il 25 ottobre ed il 15 dicembre del 1820 Jacob Grimm spediva questo manoscritto a Clemens Brentano. Si tratta della più antica versione manoscritta delle Kinder- und Hausmärchen, poiché i fratelli Grimm avevano coerentemente distrutto gli scritti preparatorii per le loro edizioni di favole, probabilmente per impedire un confronto tra le versioni manoscritte e la successiva versione a stampa, molto ritoccata e ridotta in veste letteraria (prima edizione 1812). Secondo l’analisi di Heinz Rölleke (Rölleke Heinz (Hg.), Die älteste Märchensammlung der Brüder Grimm. Synopse der handschriftlichen Urfassung von 1810 und der Erstdrucke von 1812, Cologny-Genève 1975) 25 favole furono scritte da Jacob Grimm, 14 da Wilhelm Grimm (in parte con aggiunte da parte del fratello) ed altre sette sono da attribuire ad quattro altri autori. Martin Bodmer ha acquisito questo manoscritto nel 1953 da Mary A. Benjamin a New York. (fri)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, H-51.4
Carta · 1 f. · 32.5 x 21 cm · 1843 / (20.01.1756)
Friedrich Hölderlin, Der Frühling, manoscritto autografo

Friedrich Hölderlin (1770-1843) apposa, au terme de ce poème autographe en deux strophes de quatre vers, intitulé Der Frühling, la signature “Mit Unterthänigkeit Scardanelli” ainsi que la date du 20 janvier 1756. Hölderlin, malade psychiquement depuis env. 1802, signait ses oeuvres avec des noms fantaisistes, parmi lesquels Scardanelli, et y ajoutait des dates inventées. Dans ce poème, la date fut corrigée par une autre main en 1843, attestant ainsi qu’il fut écrit peu avant la mort d’Hölderlin. (fri)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, H-51.5
Carta · 1 f. · 32.3 x 20.5 cm · 12.6.1842 / (15.11.1759)
Friedrich Hölderlin, Der Herbst, manoscritto autografo

Friedrich Hölderlin (1770-1843) appose al termine di questo racconto autografo in tre strofe da quattro versi dal titolo Der Herbst la data 15 novembre 1759. Hölderlin, che dal 1802 ca. era malato di mente, firmò le sue opere in parte con dei nomi di fantasia e vi appose delle date fantasiose. All'inizio del foglio si legge, di altra mano, " Autographie v Hölderlin " e la rettifica " Tübingen d 12 Juli 1842". (fri)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, H-51.6
Carta · 1 f. · 32.5 x 20.5 cm · 7.11.1842 / (24.4.1849)
Friedrich Hölderlin, Der Winter, manoscritto autografo

Friedrich Hölderlin (1770-1843) appose al termine di questo racconto autografo in due strofe con quattro versi dal titolo Der Winter la firma “Mit Unterthänigkeit Scardanelli” e la data 24 aprile 1849. Hölderlin, che dal 1802 ca. era malato di mente, firmò le sue opere in parte con dei nomi di fantasia, tra i quali quello di Scardanelli e vi appose delle date fantasiose. In questa poesia la data venne corretta da un'altra mano in 7 novembre 1842. (fri)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, H-71.3
Carta · 3 ff. · 21 x 30 cm · [Bruxelles ?] · 11.10.1869
Victor Hugo, [Impératrice] « Si j’étais femme (Hélas ! que je vous plains, ô mères !... ) », autografo

Questo racconto di Victor Hugo, senza firma, inizia con la frase “Si j’étais femme (Hélas ! que je vous plains, ô mères ! ...)“ e rimase inedito fino al 2009. Il titolo originale “Impératrice“ venne forse cancellato da Hugo stesso a causa della sua evidenza. Il testo è indirizzato infatti alla moglie di Napoleone III, Eugenia de Montijo, alla quale Hugo rimprovera la sua “bigoterie” (3r) e il suo “signe de croix grotesque à l’espagnole“ (1r). In questo modo egli allarga alla moglie la critica da lui già espressa a Napoleone III nei Châtiments. La datazione all’11 ottobre 1869, autografa, lascia supporre che il racconto sia stato scritto a Bruxelles, città nella quale Hugo soggiornò in esilio dal colpo di stato del 2 dicembre 1851. (fri)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, L-5.2
Carta · 30 pp. · 18.9 x 11.9 cm · ca. 1824-1826 e ca. 1851
Alphonse de Lamartine, Les Visions (canto II), manoscritto autografo

Negli anni intorno al 1820 Lamartine si lanciò in un ambizioso progetto poetico: Les Visions. Nonostante alcuni frammenti venissero pubblicati in Jocely (1836) o in La Chute d’un ange (1838), la maggior parte di questi versi rimasero inediti per trent’anni, ripresi, modificati e corretti instancabilmente dal poeta, fino alla pubblicazione definitiva avvenuta nel 1851. Questo manoscritto autografo del canto II contiene un passaggio di dieci versi rimasto per finire inedito (dei punti di sospensione segnano la collocazione nell’edizione originale). (duc)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, M-23.3
Carta · 23 pp. · 19.6 x 29.8 cm · senza data [maggio-giugno 1887]
Guy de Maupassant, Le rosier de Madame Husson, manoscritto autografo

Con i suoi sei romanzi e le sue celebri raccolte comprendenti più di 300 novelle, Guy de Maupassant (1850-1893) si è ritagliato un posto importante tra i principali autori francesi della fine del XIX secolo. Egli fornì spesso un sobrio ritratto della società sia provinciale che parigina del suo tempo, come in questa novella, la sola che abbia avuto una edizione originale separata, precedente alla sua pubblicazione nella raccolta eponima. Questo manoscritto fu utilizzato per la prima stampa del testo, apparso la prima volta in La Nouvelle Revue del 15 giugno 1887. Presenta numerose correzioni e cancellature (testimoni del lavoro di genesi della novella), così come delle leggere varianti rispetto alla versione pubblicata in volume il 28 marzo 1888. (duc)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, M-45.1
Carta · 1 p. · 21.5 x 28.7 cm · senza data [1541]
Michelangelo, Sonetto e lettera alla poetessa Vittoria Colonna, manoscritto autografo

Michelangelo indirizzò questo sonetto ed il suo testo di dedica ad una delle sue più care amiche, la poetessa Vittoria Colonna (1492-1547), marchesa di Pescara. Il pittore, solitamente economo nell’uso della carta, utilizzò per apporre queste poche frasi un grande pezzo di carta in-folio, piegato in due e incollato (per creare uno spessore maggiore). Adottando una scrittura umanistica vicino alla calligrafia, egli si prese una cura particolare nella impaginazione, inserendo dei salti e dei rientri di riga che sottolineano l'architettura solita del sonetto. Il tono è tra i più rispettosi: Michelangelo saluta sì un'amica ma anche una grande signora che gli ha appena fatto un grande regalo. Questo dono, che avrebbe dovuto portare il suo destinatario "in paradiso", era senza dubbio il manoscritto dei Sonetti spirituali della poetessa (che in generale si mostrava molto discreta e restìa nel mostrare i suoi versi). (duc)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, N-4.1
Carta · 3 pp. · 20.5 x 31 cm · 1818
Napoleone, César, manoscritto autografo

Durante il suo esilio a S. Elena Napoleone (1769-1821) ebbe a disposizione una biblioteca di 3'000 volumi, povero sollievo contro la noia. L'imperatore rovesciato si accontentava pertanto di leggere ed annotare i classici antichi o moderni. Grande amatore di teatro, lesse a più riprese alle persone a lui più vicine La Mort de César di Voltaire. Egli decise di scrivere un pezzo di teatro sul medesimo soggetto e questo manoscritto autografo mostra un rapido schizzo delle due prime scene. A pagina 3, stanco del soggetto, il conquistatore copre la pagina di calcoli strategici e militari, incrociando le fregate con i regimenti ed i pezzi di artiglieria. (duc)

Online dal: 17.12.2015

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, V-7.2
Carta · 114 pp. · 15.9 x 21.5 cm · 1 febbraio 1611
Felix Lope de Vega y Carpi, Barlaán y Josafat, manoscritto autografo

Autore di numerose comedias de santos, Felix Lope de Vega y Carpio (1562-1635) finì questa Historia de Barlán y Josafat, comedia in tre atti e in versi, nella sua casa "En Madrid a primero de febrero de 1611". Completo, questo manoscritto autografo presenta ancora numerose correzioni e ritocchi dell'autore. Più che di un'autentica leggenda cristiana (allora attribuita a s. Giovanni Damasceno), questa storia di una conversione è soprattutto un racconto cristianizzato. In questo principe, che dapprima abbandona il suo palazzo per scoprire le piaghe del mondo, poi il suo trono per abbracciare una vita meditativa di asceta, si riconosce bene la figura del Budda. L'edificante storia cristiana, peraltro collocata sulle rive del Gange, non è altro che la trasposizione della Via del bodhisattva, testo in sanscrito del II-IV secolo, tradotto ed adattato nel corso dei secoli, dapprima dai manichei, poi dagli arabi, dai georgiani, dai bizantini, prima di toccare infine i popoli del lontano Occidente: l'opera di Lope de Vega si inserì dunque (senza che l'autore ne avesse coscienza), in una delle più impressionanti catene di trasmissione intellettuale della storia. (duc)

Online dal: 17.12.2015

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Einsiedeln, Stiftsbibliothek, Codex 362(440)
Pergamena · 57 ff. · 28.9 x 23.5 cm · Germania occidentale · X secolo
Terentius Comoediae, Hymnus

Il manoscritto contiene frammenti delle commedie di Terenzio appartenenti a due manoscritti perduti databili al decimo secolo (ff. 3r-26v e ff. 28r-55v, indicati nelle edizioni con la sigla ε e η), più alcuni frammenti di un terzo manoscritto (ff. 56r-57v) con parti del Phormio terenziano e un inno a San Nicola. I frammenti hanno dimensione, leggibilità, e stato di preservazione diversi. Alcuni fogli mancanti del secondo codice (η) sono contenuti nella raccolta di frammenti della Stiftsbibliothek di S. Gallo, Cod. Sang. 1394 (pp. 115-120). (pez)

Online dal: 17.12.2015

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Engelberg, Stiftsbibliothek, Cod. 43
Pergamena · 32 ff. · 29 x 19 cm · Engelberg · 1143-1197
Liber evangeliorum pro festis solemnioribus

Sottile evangelistario contenente 27 pericopi, costituito da soli 32 fogli di pergamena. Il codice, eseguito in modo particolarmente accurato e rilegato solo con una coperta in pelle, è decorato con artistiche iniziali a penna rosse e nere. Nonostante non sia datato, può essere attribuito, sulla base della scrittura e della decorazione, all’epoca degli abati Frowin (1143-1178) e Berchtold (1178-1197). (grd)

Online dal: 17.12.2015

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Fribourg/Freiburg, Archives de l'État de Fribourg/Staatsarchiv Freiburg, RN 9/1
Carta · 3 + 123 + 3 ff. · 29.5 x 22 cm · Friburgo · 1356-1359
Registrum Lombardorum

Il RN 9/1 è il più antico registro notarile conservato presso l’Archivio di Stato di Friburgo ed è stato allestito nello studio notarile di Pierre Nonans. Il registro è composto di due parti distinte. I primi 110 fogli costituiscono una parte “normale”, in cui sono stati registrati gli affari compresi tra il primo febbraio (s. mod.) 1356 e il 21 marzo 1359 (s. mod.) La seconda parte inizia al contrario sul f. 123 e continua fino al f. 110, di modo che i due testi si ricongiungono uno a rovescio dell’altro al f. 110r. Questa seconda parte costituisce un registro speciale (ff. 110-123) nel quale sono registrati i prestiti sottoscritti tra il 1 marzo 1356 (s. mod.) ed il 20 marzo 1359 (s. mod.) presso i lombardi di Friburgo, prestatori di soldi di origine lombarda stabilitisi a Friburgo dalla fine del sec. XIII, e che porta il nome di Registrum Lombardorum. E’ sotto questa denominazione che l’insieme del registro è stato designato nella storiografia. (drt)

Online dal: 17.12.2015

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Krakow, Jagiellonian Library, Depositum (Ms. Berol. Theol. Lat. Qu. 1)
Pergamena · 252 ff. · 24.5 x 18.5 cm · S. Gallo · intorno al 1022-1036
Epistolario

Sono in totale otto i manoscritti realizzati a S. Gallo nel periodo compreso tra il 1022 ed il 1036, scritti e miniati per Sigebert, vescovo di Minden (1022-1036). Si tratta di un gruppo completo di manoscritti liturgici comprendente un sacramentario, un epistolario, un evangelistario, un graduale, un tropario-sequenziario, un graduale-innario, un innario e l’Ordo missae. Questo lezionario mostra in tutte le sue parti delle grandi somiglianze con il Cod. 40(481)‬‬ di Einsiedeln (databile prima del 950). E’ purtroppo andata perduta la preziosa rilegatura con oro, pietre preziose e una tavola di avorio, ancora descritta nel XV secolo. Il manoscritto giunse nel 1683 nella biblioteca del principe elettore Friedrich Wilhelm von Brandenburg e da lì nella Staatsbibliothek. Nel corso della seconda guerra mondiale venne messo al sicuro con altri manoscritti (tra i quali il tropario-sequenziario) e oggi viene conservato a Cracovia quale deposito. (flu)

Online dal: 17.12.2015

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Krakow, Jagiellonian Library, Depositum (Ms. Berol. Theol. Lat. Qu. 11)
Pergamena · 266 ff. · 21 x 13.5 cm · S. Gallo · intorno al 1024-1027
Tropario-sequenziario

Sono in totale otto i manoscritti realizzati a S. Gallo nel periodo compreso tra il 1022 ed il 1036, scritti e miniati per Sigebert, vescovo di Minden (1022-1036). Si tratta di un gruppo completo di manoscritti liturgici comprendente un sacramentario, un epistolario, un evangelistario, un graduale, un tropario-sequenziario, un graduale-innario, un innario e l’Ordo missae. Questo tropario-sequenziario contiene, nella parte del sequenziario a c. 144r, un ritratto dell’autore Notker Balbulus (ca. 840-912). Questi viene raffigurato quale copista della sua sequenza di Pentecoste Sancti Spiritus Assit nobis gratia e rappresentato con l’aureola dei santi. Il manoscritto giunse nel 1683 nella biblioteca del principe elettore Friedrich Wilhelm von Brandenburg e da lì nella Staatsbibliothek. Nel corso della seconda guerra mondiale venne messo al sicuro con altri manoscritti (tra i quali l'epistolario) e oggi viene conservato a Cracovia quale deposito. (flu)

Online dal: 17.12.2015

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Montreux, Bibliotheca Sefarad, Ms. J 4
Pergamena · 1 f. · 31 x 58 cm · Saragoza · 1478
Privilegio (copia)

Copia del privilegio di modifica di certi tributi pagati dalla comunità degli ebrei di Tudela e di aumento di certe rendite attribuite a diversi cavalieri e servitori del re tra i quali anche a Juan Sanz de Berrozpe, redatto per il re Juan II e datato Saragozza il 17 dicembre 1475. Scritto dal protonotario Juan Ortiz e confermato dalla principessa donna Leonor, collazionato da Juan de Ara, notario della corte, il 23 febbraio del 1478.   (lop)

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Montreux, Bibliotheca Sefarad, Ms. J 11
Pergamena e carta · 212 ff. · 29 x 22 cm · Spagna · seconda metà del XV secolo
Alonso de Oropesa, 'Lumen ad revelationem gentium et gloriam plebis Dei Israel' - De unitate fidei et de concordi et pacifica equalitate fidelium

L'opera del frate Alonso de Oropesa OSH († 1469) si colloca nel contesto dei sempre più numerosi attacchi discriminatori perpetrati a partire dalla metà del XV secolo contro gli ebrei convertiti - i cosiddetti conversos - in Spagna e soprattutto a Toledo. Quale generale dell'ordine dei gerolamini (dal 1457), ma anche quale stretto confidente e consigliere del re Enrico IV di Castiglia (1454-1474), Alonso tenne un atteggiamento tollerante. Nel 1450 iniziò a scrivere il 'Lumen ad revelationem gentium et gloria plebis Dei Israel' - De unitate fidei et de concordia et pacifica equalitate fidelium (f. 1-203; Indice 204-207) e nel 1465 dedicò il libro completo in 52 capitoli all'arcivescovo Alfonso Carrillo di Toledo (1410-1485). Il trattato viene considerato come il più importante trattato teologico sui conversos nel XV secolo. Nel 1979 Luis A. Diaz y Diaz ne compilò una traduzione in spagnolo (!) sulla base dei tre manoscritti fino ad allora conosciuti. Questo codice non è stato finora preso in considerazione dalla ricerca e costituisce quindi il quarto manoscritto finora conosciuto. Venne sicuramente scritto ancora nel XV secolo ed è composto di fogli di pergamena e carta. Nonostante la sua importanza, quest'opera principale di frate Alonso non è ancora stata edita. (flu)

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Neuchâtel, Bibliothèque publique et universitaire de Neuchâtel, AF A2, Vol. 1
Pergamena · 181 ff. · 30.3 x 20.4 cm · sec. XIII
Lectiones evangeliorum, cum orationibus, hymnis et homeliis beati Gregorii papae

Manoscritto acefalo. Titolo aggiunto in un secondo momento (XVIII sec.?). La pergamena utilizzata è di qualità molto variata. Alla fine del medioevo, probabilmente verso la fine del XV secolo, è stato realizzato un restauro molto approfondito, che ha comportato la riscrittura di varie parti di testo. Si tratta di un libro di coro in vari volumi, destinato all’ufficio quotidiano di una comunità di chierici. Diverse aggiunte dei secc. XIV e XV attestano che venne usato presso la collegiata Nostra Signora di Neuchâtel. Sono conservati due volumi (su quattro?). Per deduzione si nota che seguono il calendario in uso a Besançon, presso il capitolo cattedrale di S. Giovanni. Il volume I comprende il santorale dal 6 maggio al 30 novembre. E’ stato donato dal Consiglio di Stato alla biblioteca di Neuchâtel nel 1813. (beg)

Online dal: 17.12.2015

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Neuchâtel, Bibliothèque publique et universitaire de Neuchâtel, AF A2, Vol. 2
Pergamena · 147 ff. · 30.8 x 21 cm · XIII sec.
Lectiones evangeliorum, cum orationibus, hymnis et homeliis beati Gregorii papae

Manoscritto acefalo. Titolo aggiunto in un secono momento (XVIII sec.?). La pergamena utilizzata è di qualità molto variata. Alla fine del medioevo, probabilmente verso la fine del XV secolo, è stato realizzato un restauro molto approfondito, che ha comportato la riscrittura di varie parti di testo. Si tratta di un libro di coro in vari volumi, destinato all’ufficio quotidiano di una comunità di chierici. Diverse aggiunte dei secc. XIV e XV attestano che venne usato presso la collegiata Nostra Signora di Neuchâtel. Sono conservati due volumi (su quattro?). Per deduzione si nota che seguono il calendario in uso a Besançon, presso il capitolo cattedrale di S. Giovanni. Il volume II comprende il temporale dal sabato santo fino all’ultima domenica dopo la Pentecoste e il santorale dal 14 aprile al 3 maggio. E’ stato donato dal Consiglio di Stato alla biblioteca di Neuchâtel nel 1813. (beg)

Online dal: 17.12.2015

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Neuchâtel, Bibliothèque publique et universitaire de Neuchâtel, Ms. R 17
Carta · 182 + 48 pp. · 25 x 20 cm · 1764-1767
Jean-Jacques Rousseau, Confessioni

Manoscritto dei tre primi libri delle Confessions e di una parte del quarto. Rispetto alle altre copie conosciute, questa contiene numerose correzioni e varianti. Mezza legatura in pergamena (dorso e angoli), con la segnatura n. 23 scritta a mano sul piatto, ricoperta di una fodera di protezione in carta permanente. Nella versione a stampa il testo introduttivo è stato soppresso. (beg)

Online dal: 17.12.2015

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Neuchâtel, Bibliothèque publique et universitaire de Neuchâtel, Ms. R 79
Carta · 25 + 33 ff. · 15.5 x 10.3 cm · 1777-1778
Jean-Jacques Rousseau, Minuta delle “Promenades”

Piccolo quaderno con legatura del sec. XVIII in cartone ricoperta di pergamena. Doppia numerazione realizzata da Théophile Dufour. Inchiostro e matita. Il manoscritto, molto corretto, contiene la minuta delle passeggiate da otto a dieci delle Rêveries du Promeneur solitaire, così come dei passaggi relativi ai Dialogues. Si riferisce anche alla botanica. (beg)

Online dal: 17.12.2015

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Neuchâtel, Bibliothèque publique et universitaire de Neuchâtel, Ms. R 79bis
Carta · 1 f. · 7.8 x 23 cm · [1776-1778?]
Jean-Jacques Rousseau, Annotazioni a matita annesse alla minuta delle Rêveries

Annotazioni a matita nel margine di una pagina a stampa, trovate nella copertina della minuta delle Rêveries (Passeggiate 8 a 10). (beg)

Online dal: 17.12.2015

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Saint-Imier, Mémoires d'Ici, FER 1
Carta · IV + 330 + IV pp. · 33.5 x 21 cm · Diesse (Berna) · XVII sec.
Raccolta di processi e confessioni per fatti di stregoneria

Testimone eccezionale della vasta caccia alle streghe abbattutasi sull'Europa del XVII sec., questo volume contiene i fascicoli di 67 processi di stregoneria intentati e giudicati sulla Montagne de Diesse, nel Giura bernese, tra il 1611 e il 1667. Le confessioni di 56 donne e 11 uomini, trascritte in forma definitiva da parte di cancellieri di giustizia, venivano rilette all'accusato al momento del giudizio affinché questi confessasse pubblicamente. (mai)

Online dal: 17.12.2015

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St. Gallen, Kantonsbibliothek, Vadianische Sammlung, VadSlg Ms. 1000
Pergamena · 1 f. · 646 x 44.5 cm · seconda metà del XIV sec.
Iohannes de Utino, Compilatio nova super tota biblia

Questo rotolo di pergamena, lungo 6,5 m, raffigura la storia universale da Adamo ed Eva fino a Cristo come “Heilsgeschichte”, illustrando gli avvenimenti più importanti con dei disegni a penna colorati. Per quanto concerne le epoche successive, fino alla metà del XIV secolo, vi sono raffigurati sotto forma di tabella i papi fino a Innocenzo IV (eletto nel 1352), e i re e gli imperatori fino a Carlo IV. (gam)

Online dal: 17.12.2015

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 1343
Carta · 316 pp. · 19.3 x 15.5 cm · monastero cistercense femminile di Günterstal · inizio del XVI sec.?
Raccolta di istruzioni liturgiche dal convento femminile cistercense di Günterstal nei pressi di Friburgo in Brisgovia

Il manoscritto fu acquistato nel 1779 dal monaco sangallese Gall Metzler (1743-1820), parroco a Ebringen nei pressi di Friburgo, parrocchia appartenente a S. Gallo. Contiene delle istruzioni liturgiche per l'anno liturgico, divise in due parti (de tempore and de sanctis). Scritto in tedesco, il suo scopo è quello di evitare l'ignoranza (‘vnwißenheit’) in materia liturgica. Le informazioni riguardanti le collette sono state tralasciate sia per mancanza di spazio sia per il fatto che solo i preti abbisognavano di queste informazioni. Ciò può far pensare che il manoscritto era stato scritto per delle monache (nonostante venga mantenuta la forma al maschile). Rimane da appurare a quale fonte si rifaccia il testo menzionato nel prologo 'Index'. (war)

Online dal: 17.12.2015

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 1344
Carta · 936 pp. · 19.8 x 15 cm · monastero femminile cistercense di Günterstal · inizio del XVI sec.?
Manoscritto contenente dei testi normativi in latino e tedesco dal monastero cistercense femminile di Günterstal nei pressi di Friburgo in Brisgovia

Il manoscritto contiene un certo numero di testi normativi dal monastero cistercense femminile di Günterstal, scritti in parte in tedesco e in parte in latino. Inizia con un trattato sulla simonia, in latino e tedesco, scritto dal ‘brůder Johannes’ e dedicato a ‘der erwurdigen frowen von Mulhein’, presumibilmente Veronica von Mülheim, badessa del monastero dal dicembre 1504 alla sua morte nel maggio 1508. Johannes potrebbe essere stato un monaco di Tennenbach, il monastero cistercense che aveva la responsabilità della cura animarum delle monache. Il resto del manoscritto contiene un certo numero di traduzioni di testi normativi per l'ordine cistercense, tra cui il Liber definitionum e l'Ecclesiastica Officia. La traduzione in tedesco e l'inserimento unicamente dei capitoli più rilevanti evidenzia l'utilizzo da parte delle monache. Molti di questi testi sono attestati anche nel monastero femminile cistercense di Lichtenthal nei pressi di Baden Baden. Nonostante il monastero non sia mai stato formalmente riformato, il manoscritto indica degli impulsi riformatori nella prima parte del XVI secolo. Il manoscritto fu acquistato nel 1782 dal monaco sangallese Gall Metzler (1743-1820), parroco a Ebringen nei pressi di Friburgo, parrocchia appartenente a S. Gallo. (war)

Online dal: 17.12.2015

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 1345
Carta · 710 pp. · 20.8 x 14 cm · monastero femminile cistercense di Günterstal · 1583
Traduzione tedesca degli statuti dell'ordine cistercense per il monastero femminile di Günterstal nei pressi di Friburgo in Brisgovia

Il manoscritto è stato scritto da Jodocus Lorichius (1540-1612), professore di teologia presso l'università di Friburgo, per le monache cistercensi di Günterstal. Venne dedicato alla badessa del monastero, Maria Störin von Störenberg. Dopo il prologo di Lorichius riguardante l'utilità delle cerimonie liturgiche, l'autore fornisce alle monache la traduzione tedesca di due dei testi fondamentali dell'ordine cistercense del XII sec.: l'Exordium Cistercii, la narrazione dei primi avvenimenti dell'ordine, e l'Ecclesiastica Officia, una raccolta di regole per la vita liturgica e monastica. Egli conclude con una breve giustificazione sui motivi per i quali i cistercensi recitino i Sette salmi penitenziali al venerdì. Fa seguito una raccolta di statuti (l'Usus Conversorum) per i fratelli laici, tradotta in tedesco. Lorichius dedicò quatto libri a stampa alle monache di Günterstal tra il 1581 ed il 1598, tutti in tedesco, e questo manoscritto deve essere visto come parte di questa ampia relazione. (war)

Online dal: 17.12.2015

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Wädenswil, Dokumentationsstelle Oberer Zürichsee, LC 11
Carta · 638 pp. · 40.5 x 25 cm · Wädenswil · 1797-1855
Cronaca della Società di lettura di Wädenswil, volume 1

La Società di lettura di Wädenswil, fondata nel 1790, tenne dal 1797 una cronaca manoscritta nella quale sono raccolti tutti gli avvenimenti di interesse locale di ogni anno. Ogni volta veniva designato un membro della società quale cronista. Il suo compito consisteva nel descrivere alla fine dell’anno tutti gli avvenimenti che dal suo punto di vista rivestivano una certa importanza. Contiene anche degli esaustivi necrologi di singole persone. Quasi per ogni anno sono inoltre state aggiunte delle annotazioni relative al clima, una statistica sulla popolazione ed una visione generale dei prezzi dei generi alimentari. Accanto ad avvenimenti a carattere locale si accenna anche a temi di interesse cantonale e federale (tra questi la guerra di Bocken, il memoriale di Uster, la guerra del Sonderbund), La cronaca venne scritta manualmente fino al 1886. La parte manoscritta comprende due volumi in-folio. Quelli successivi sono costituiti da estratti di giornale incollati (1890 fino 1945) e da pagine scritte a macchina, rilegate in annate (1948-1974). I due volumi che comprendono l’epoca dal 1797 al 1886 costituiscono una delle fonti più preziose per la storia di Wädenswil nel XIX secolo. (scr)

Online dal: 17.12.2015

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