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Tutte le biblioteche e collezioni

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Appenzell, Landesarchiv Appenzell Innerrhoden, E.10.00.07
Carta · VI + 247 pp. · 21 x 16.5 cm · intorno al 1700
Cronache della Riforma e della scissione

I 123 fogli cartacei del codice contengono le copie di sette cronache riguardanti la Riforma nel paese di Appenzello, così come la divisione del territorio nel XVI secolo. È stato compilato intorno al 1700 da uno sconosciuto copista. (geg)

Online dal: 22.06.2017

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Basel, Pharmazie-Historisches Museum der Universität Basel, Cod. H25
Carta · 86 [+ 6] pp. · 15 x 19 cm · 1726
Schoop Johann, «Recept-Büchlein, Allerhand kostbar Wasser zuo distilliern»

Questo libretto contiene una raccolta di ricette per la fabbricazione di farmaci, rimedi casalinghi e generi alimentari. La descrizione delle ricette va dal semplice elenco degli ingredienti fino a testi molto dettagliati, nei quali viene fornita la preparazione degli ingredienti. Il manoscritto non presenta un indice. Quale coperta venne utilizzato il foglio di un manoscritto, forse del XIV secolo. Il testo che si può leggere tratta della geometria del triangolo (De triangulo). Nella prima metà del XX secolo il libretto venne acquisito da Theo Baeschlin presso la libreria Helbing & Lichtenhahn e regalato all'Istituto di farmacia di Basilea. (wan)

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Basel, Pharmazie-Historisches Museum der Universität Basel, Cod. H37
Carta · 120 ff. · 16 x 23 cm · 1582
Johannes Drexell, Raccolta di trattati di medicina

La raccolta è contenuta in un manoscritto cartaceo di origine svizzera. In un secondo tempo venne rilegata con una coperta costituita da due assi di legno rivestiti di pelle di maiale con impressioni a secco. La raccolta contiene trattati e ricette che si basano sui Practica del Meister Bartholomäus. L'erboristeria sta nella tradizione di Macer. La raccolta contiene pure regole per i salassi, un trattato sulla peste, sulle mestruazioni. Vengono inoltre trattate diverse malattie come per es. quelle della testa o delle orecchie. In generale il testo raccoglie trattati sulla natura femminile, sui quattro elementi e sulle nature, e dà consigli di medicina veterinaria, tra gli altri basandosi sul libro di farmacopea dei cavalli di Meister Albrecht. In più vi si trovano diverse benedizioni (benedizioni contro ferite di freccia, e i vermi), formule di giuramento, formule per le partorienti e altro. (wan)

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Basel, Pharmazie-Historisches Museum der Universität Basel, Cod. H45
Carta · 140 [+ 3] ff. · 14 x 21 cm · 1449
Ars hermetis

Il manoscritto fu copiato o raccolto nel 1449 da Johannes von Fulda. Venne regalato al museo dal dr. S. Merian nel 1953 e appartenne a Jakob Burckhardt. Il testo tratta di alchimia medica. (wan)

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Basel, Pharmazie-Historisches Museum der Universität Basel, Cod. H52
Carta · 196 ff. · 11 x 16 cm · 1651
Ross: und für Andere Sachen Artzney Büchli

Carolus von Wattenwyl raccolse, nella sua raccolta medica per animali, ricette di farmaci contro i malanni dei cavalli (Ross). Queste vanno dalla mancanza di appetito fino a una poco equilibrata quantità di bile. Le cc. 95r-99v sono scritte da una mano diversa in francese. L'excursus spiega come pulire diversi tipi di macchie di grasso dai vestiti da cavaliere (titolo: «pour oster toutes sortes de tasches de graisse des habits»). In tutto il volume la mano del copista cambia altre due volte. (wan)

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Basel, Universitätsbibliothek, AN I 8
Pergamena e carta · 385 ff. · ca. 38 x 27 cm · XIII sec.
Elias Cretensis, Commentarius in S. Gregorii Nazianzeni orationes

Celebre per i ritratti iniziali di Gregorio di Nazianzio e di Elia di Creta, e per il ciclo, unico, di 19 miniature in onore di Gregorio (delle quali 5 sono andate perse), questo codice è notevole anche per il suo contenuto (19 commentari di Elia di Creta, tuttora inediti in greco) e per la storia della sua costituzione. I commentari furono copiati alla fine del XII o all'inizio del XIII secolo, nell'ambito di un progetto che non prevedeva l'inserimento di miniature nel frontespizio. Queste furono in seguito aggiunte, con un prologo, poco tempo dopo il lavoro di copia del testo. Il codice presenta ancora la legatura fatta a Costantinopoli, tra il 1435 ed il 1437, in occasione di un restauro fatto dal domenicano Jean Stojković di Ragusa, suo nuovo proprietario, che lo portò a Basilea nel 1437. (and)

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Basel, Universitätsbibliothek, B II 5
Pergamena · 233 ff. · 32.5 x 26 cm · S. Gallo (?) · X e XI sec.
Lettere di Paolo · Sedulio Scoto · Ultimi libri del Nuovo Testamento

Il manoscritto è costituito da tre parti in origine indipendenti, databili al X e XI secolo. Contiene delle Lettere di Paolo, le glosse di Sedulio Scoto alle lettere di Paolo e gli ultimi libri del Nuovo Testamento. Il libro è stato donato nel XV secolo dal basileese Heinrich Gügelin di Rheinfelden, cappellano e preposito del duomo ad un non meglio definito convento basileese. (stu)

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Basel, Universitätsbibliothek, F III 15a
Pergamena · 32 ff. · 25 x 19 cm · Fulda · VIII / IX sec.
Isidorus Hispalensis · Elenco dei libri del monastero di Fulda · Ricette · Benedizioni · Tavole astronomiche · Gerolamo

Uno dei codici di Isidoro dal monastero di Fulda che si è salvato perché nel XVI sec., ancora prima della distruzione della biblioteca durante la guerra dei trent'anni, giunse a Basilea. Qui servì probabilmente quale possibile modello per una progettata edizione delle opere di Isidoro. Allestito a Fulda alla fine del sec. IX, conserva ancora la legatura carolingia in una coperta di pergamena. Oltre alle opere di Isidoro contiene il più antico catalogo della biblioteca di Fulda, le cosiddette ricette basileesi in antico tedesco e un ciclo di immagini a carattere astronomico e computistico. (stu)

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Basel, Universitätsbibliothek, O I 10
Pergamena · 369 ff. · 29 x 21.5 cm · terzo quarto del XV sec.
Manoscritto composito (teologia)

Il manoscritto composito a carattere teologico proviene in origine dalla famiglia patrizia Gossembrot di Augusta (tardo XV sec.). Fu poi in possesso di Giovanni Oporino († 1568), di Eusebio Merz († 1616) e di Remigio Faesch († 1667), per poi giungere nel 1823 nella biblioteca universitaria di Basilea. A parte una incisione ancora presente, molte di queste e miniature che erano vi erano incollate sono state sottratte. (stu)

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Bulle, Musée gruérien, 382
Pergamena · 56 ff. · 20 x 14 cm · prima metà del XIII secolo
Collectarium cartusianum

Raccolta liturgica che contiene le preghiere del breviario dell'ordine certosino (1r Capitula, 18r Temporale, 35v Sanctorale, 49v Commune Sanctorum und 51v Usus communis). Questo piccolo libro di preghiere è stato verosimilmente composto nel XIII secolo in una certosa della Borgogna. Dal XIII al XV secolo il volume è stato certamente utilizzato in una certosa dell'attuale Svizzera occidentale, come la Valsainte, la Part-Dieu o La Lance. Scritto su pergamena, il testo è decorato con letterine blu e rosse. Annotazioni e disegni nei margini. (def)

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Bulle, Musée gruérien, 383
Pergamena · 17 ff. · 18.3 x 13.5 cm · Italia (Verona) · XV secolo
Ordo professionis et consecrationis sanctimonialium (Verona, monastero di San Michele di Campagna OSB, XV s.)

Piccolo libro liturgico, in uso nel monastero di S. Michele di Campagna a Verona nel XV secolo. L'opera contiene il rito della professione di fede e quello della consacrazione praticati in occasione della vestizione da parte di una monaca benedettina. Si tratta di una testimonianza preziosa di un rito destinato alle donne che pronunciavano i loro voti. (def)

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Bulle, Musée gruérien, 384
Pergamena · [1] + 62 + [1] ff. · 19.2 x 13.5 cm · XIII secolo
Tancredus Bononiensis, Ordo iudiciarius

L'Ordo iudiciarius è un'opera di diritto canonico composta all'inizio del XIII secolo da Tancredi da Bologna (ca. 1185-ca. 1236): f. 60r Explicit ordo iudiciaris magistri Tancreti. Tancredi fu arcidiacono e professore presso l'università di Bologna. (def)

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Bulle, Musée gruérien, 386
Carta · [15] + 238 + [27] pp. · 14 x 19 cm · 4.10.1675-10.11.1688
Rentier domestique de moy Joannes Castella bourgeois de Frybourg et Chastellain de la Ville de Gruyère

Le prime 14 pagine dell'urbario costituiscono delle annotazioni varie che ricordano dei giuramenti o dei contratti. La pagina 15 costituisce il frontespizio dell'urbario propriamente detto: «Ici commence mon rentier domestique, cet assavoir de moÿ Joannes Castella, bourgeois de Frÿbourg et chastellain de la ville de Gruÿere, le 3me janvier 1681». Questo quaderno riporta tutte le spese di Jean Castella (spese ordinarie come le cinghie della sella, pagamenti di salari per l'ostetrica, acquisti di legna ecc. così come spese meno ordinarie) e delle rendite e in particolare il dettaglio delle sue rendite fondiarie. Inoltre, l'autore registra i giudizi ai quali assiste nel ruolo di giurato o come garanzia di autorità. Egli menziona anche le strenne che dona o che riceve. Il registro riporta sia le spese che i ricavati legati alle funzioni ufficiali dell'autore, sia le spese che i ricavati legati alle sue attività private. Si tratta di un vero e proprio sunto di storia quotidiana di un notabile friburghese di Gruyère alla fine del XVII secolo. (def)

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Bulle, Musée gruérien, sans cote
Carta · 186 ff. · 31 x 21 cm · 1565-1566
Inventario di beni del priorato di Broc

Registro redatto dal notaio Michel d'Enney su richiesta di Pierre de Gruyère, priore di Broc, composto tra il 27 novembre 1565 e il 20 novembre 1566. Il registro comprende la ricognizione dei beni del priorato di Broc suddiviso per località. Il priorato di Broc dipendeva inzialmente da quello di Lutry, in seguito nel 1577 fu annesso al capitolo di S. Nicolao di Friburgo. (def)

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 708
Carta · 82 ff. · 21 x 31 cm · India del nord, intorno a Kedarnath · tra 1700 e 1800, probabilmente verso il 1800
Kedārakalpa

Si tratta di un manoscritto del sec. XVIII contenente il testo chiamato Kedārakalpa, e nel quale si dice che dovrebbe costituire una parte del Nandīpurāṇa. Il manoscritto descrive e rappresenta nelle sue 61 raffinate miniature un pellegrinaggio religioso effettuato da un gruppo di yogi nell'Himalaya, nella regione di Kedarnath. Si tratta di un testo dello shivasimo, il cui dio principale è Shiva, e il cui scopo principale è quello di incitare le persone a compiere questo pellegrinaggio sacro agli shivaiti. (ser)

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, B-24.1
Carta · 2 pp. · 23 x 19 cm · s.d. [Parigi, intorno a gennaio 1797]
Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, Pour Mr La Rochelle jouant Brid’oison. En cas de bruit à la fin, autografo firmato

Rappresentata per la prima volta il 27 aprile del 1784, la commedia La Folle Journée, ou Le Mariage de Figaro, viva satira della società dell'Ancien Régime e dei privilegi nobiliari, prefigurava lo scoppio della Rivoluzione francese, di cui senza dubbio partecipò all'avvenimento. Rappresentata su molte scene parigine dopo la caduta della monarchia nel 1792, essa vide tuttavia i suoi canti conclusivi modificati da Beaumarchais. Il finale completo del giudice balbuziente Don Gusman Brid’oison, che finiva nel 1784 con Tout fini-it par des chansons, si adattava alle difficoltà dell'epoca: Pour tromper sa maladie, / Il [il popolo] chantoit tout l’opera : / Dame ! il n’sait plus qu’ce p’tit air-là : / Ca ira, ça ira... Ma dopo la caduta di Robespierre e la reazione del termidoro, queste parole fecero nascere la gioventù moscardina, come le precedenti avevano fatto reagire i sanculotti. Essendo le rappresentazioni disturbate da questo pubblico turbolento, Beaumarchais affidò a La Rochelle, l'attore che rivestiva il ruolo di Brid'Oison, un finale alternativo, da recitare en cas de bruit. Questa variante, rimasta inedita fino alla sua recente pubblicazione, costituiva un elogio della libertà d'espressione e del sang froid de la raison contro gli stratagème delle cabbale ideologiche. (duc)

Online dal: 22.06.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, F-16.1
Carta · 4 pp. · 23 x 34.6 cm · 1851
Gustave Flaubert, Le Chant de la Courtisane, autografo

Nonostante le apparenti cancellature, si tratta della versione finale di questo testo senza titolo, costituito da sei paragrafi su due fogli, rilegati in marocchino rosso. É stato prodotto da Flaubert al più tardi in occasione del suo viaggio in Oriente con il suo amico Maxime du Camp (1849-1851), nonostante sembri più probabile datarlo al momento del suo ritorno in Francia, nel 1851, momento nel quale egli consacra la sua vita alla scrittura. Conosciuto in seguito sotto il nome di Le Chant de la Courtisane, questo poema in prosa dal tono umoristico non è stato pubblicato da parte di Flaubert. Ciò nondimeno condensa le sue sfide nella scrittura: l'opera testimonia del fascino dell'autore per la cultura ed i paesaggi orientali che egli vorrebbe descrivere con uno spirito di realismo. Un diario di viaggio che raccoglie le sue osservazioni e sensazioni, nutrendo direttamente la sua opera di fantasia. Il lessico utilizzato rivela una certa erudizione e una preoccupazione di esattezza, un modo di fare che preannuncia Salammbô. Martin Bodmer ha acquistato questo manoscritto, proveniente dalla collezione Paul Voute (che ne aveva pubblicato un facsimile nel 1928), presso la Libraire Blaizot. (exq)

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, F-16.3
Carta · 46 pp. · 22.5 x 35 cm · 1858
Gustave Flaubert, capitolo esplicativo di Salammbô , autografo

Annunciato da Flaubert nella sua corrispondenza come un capitolo esplicativo di Salammbô, questo manoscritto è costituito da 28 fogli, tutti numerati ad eccezione dell'ultimo, che contiene delle annotazioni sugli dei. É conservato in una cartella dove Flaubert ha apposto il titolo dell'opera e una data, 1857, che corrisponde all'inizio della redazione di Salammbô. Il capitolo, invece, è posteriore al 1857: in effetti è stato concepito dopo una importante fase di documentazione necessaria al suo progetto, e un viaggio a Cartagine. Al suo ritorno, nel 1858, lo scrittore lavora su di un capitolo che costituirebbe «la description topographique et pittoresque de la susdite ville avec exposition du peuple qui l’habitait, y compris le costume, le gouvernement, la religion, les finances et le commerce, etc.» (lettera a J. Duplan, datata primo luglio 1858). Nonostante un certo numero di correzioni e di aggiunte marginali, si tratta della versione matura del testo che alla fine fu scartato dal romanzo, nonostante le informazioni vennero utilizzate in maniera sparsa nell'economia dell'opera. Questo capitolo rivela il metodo di lavoro dell'autore. Si caratterizza per la sua erudizione enciclopedica e per una cura del dettaglio che mettono in luce gli scopi originari all'origine della genesi di Salammbô: quello di ricostituire la città di Cartagine, allora scomparsa. Martin Bodmer ha acquistato il manoscritto nel novembre 1949 presso il libraio Blaizot. (exq)

Online dal: 22.06.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, M-48.1
Carta · 1 f. · 13.5 x 10.5 cm · non datato
John Stuart Mill, Note on Freedom of Speech, autografo firmato

Seguendo i filosofi Illuministi, gli spiriti liberali - dei quali Mill fece parte - designano la libertà d'espressione come un diritto fondamentale dell'Uomo. In questo piccolo autografo, con un timbro a secco «JSM», composto di tre fogli destinati ad essere spediti, il filosofo ricopia un passaggio del suo celebre «On Liberty» del 1869, tolto dal capitolo II: «Of the Liberty of Thought and Discussion». Mill vi sottolinea che l'umanità non ha né il diritto di ridurre al silenzio un'opinione isolata né quello di far tacere l'umanità, se essa ne avesse il potere. Prima di entrare in possesso di Martin Bodmer, questo biglietto è stato acquistato nel 1923 dallo scrittore Stefan Zweig. (giv)

Online dal: 22.06.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, R-49.1
Carta · 1 f. · 18 x 12 cm · non datato [c. 1764]
Jean-Jacques Rousseau, Lettres écrites de la montagne (lettera VII), seconda minuta, autografo

Le Lettres écrites de la montagne costituiscono l'ultima opera di Rousseau pubblicata quando egli era ancora in vita. Per la prima volta, il filosofo interviene direttamente negli affari di Ginevra. Esse contengono, oltre alla proposta costituzionale sugli sviluppi sullo spirito della Riforma, una difesa del Contrat Social. La lettera VII, dalla quale è tratto questo foglio, sostiene il diritto di rappresentazione quando si tratti di correggere gli abusi del Piccolo Consiglio, e consiglia ai Borghesi riuniti nel Consiglio Generale di rifiutare ogni nuova elezione di magistrati se questi si intestardiscono ad oltrepassare i diritti loro attribuiti dalla Costituzione. Queste Lettres furono censurate sia a Ginevra che a Parigi. Il presente documento proviene dalla collezione Ch. Vellay (acquistato da Martin Bodmer nel 1926) e costituisce la minuta di due passaggi delle Lettres, il primo che figura nell'edizione originale (Amsterdam, M. M. Rey, 1764), il secondo nell'edizione delle Œuvres complètes della Bibliothèque de la Pléiade. (giv)

Online dal: 22.06.2017

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Cologny, Fondation Martin Bodmer, T-3.3
Carta · 1 p. · 6.8 x 19.1 cm · n.d. [Ferrara, 1576]
Torquato Tasso (1544-1595), strofa XVII, 42 della La Gerusalemme liberata, autografo

Questo «paperolle» proviene dal celebre «Codice Gonzaga» (conservato presso la Biblioteca Ariostea di Ferrara) e costituisce un manoscritto di lavoro, per un passaggio aggiunto al grande poema di Tasso, completato l'anno precedente. Dopo aver sottoposto il suo manoscritto originale a molti umanisti e letterari di alto livello, il poeta tenne conto di alcune di queste critiche o consigli, facendo una revisione dei versi nell'estate 1576. Alcune strofe furono profondamente ritoccate, o addirittura completamente riscritte. La strofa 42 fu una delle più rilavorate, a tal punto che il Tasso dovette incollare nel manoscritto questa piccola striscia di carta contenente la versione definitiva del testo. Il testo stesso descrive l'attitudine e i pensieri della principessa mussulmana Armida che si appresta ad arringare il califfo e le sue armate per incitarle a combattere fino alla morte i crociati e a vendicarsi in questo modo dell'eroe cristiano Rinaldo che l'ha abbandonata. (duc)

Online dal: 22.06.2017

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Frauenfeld, Kantonsbibliothek Thurgau, Y 96
Carta · 22 ff. · 32.5 x 21.5 cm · tra il 1614 e il 1638
Cronaca del monastero di Hauterive

Questa cronaca del monastero di Hauterive (FR), al contrario delle altre cronache di Murer, non è completamente di mano di Heinrich Murer (1588-1638, dal 1614 conventuale nella certosa di Ittingen), ma venne realizzata forse solo su incarico del monaco di Ittingen nel monastero stesso di Hauterive. Il manoscritto è costituito di due parti: la storia del monastero e un elenco degli avvenimenti religiosi. La prima inizia con l'abate Girard (1138-1157) e termina con l'abate Petrus (fine del XVI secolo); la seconda riguarda gli anni tra il 1500 e il 1510. (sol)

Online dal: 22.06.2017

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Frauenfeld, Kantonsbibliothek Thurgau, Y 97
Carta · 7 ff. · 30.5 x 20 cm · Certosa di Ittingen · tra il 1614 e il 1638
Cronaca del convento dei predicatori di Basilea e del convento delle domenicane di Maria Maddalena a Basilea

Cronaca del convento dei predicatori e del convento delle domenicane di Maria Maddalena a Basilea, di Heinrich Murer (1588-1638, dal 1614 conventuale nella certosa di Ittingen). Il manoscritto si suddivide nella cronaca del convento dei predicatori e nella cronaca del convento delle domenicane di Basilea. Nella prima parte Murer descrive l'edificazione del convento nel 1233 e lo sviluppo della diocesi di Basilea nel XIII fino al XV secolo. Nella seconda parte Murer si dedica all'origine del convento femminile nell'XI secolo e alla sua ricostruzione nel 1253, così come ad altri avvenimenti religiosi fino al 1465. (sol)

Online dal: 22.06.2017

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Frauenfeld, Kantonsbibliothek Thurgau, Y 98
Carta · 42 ff. · 31.5 x 21 cm · Certosa di Ittingen · tra il 1614 e il 1638
Cronaca della diocesi di Coira

Cronaca della diocesi di Coira di Heinrich Murer (1588-1638, dal 1614 conventuale nella certosa di Ittingen). Murer racconta l'origine della diocesi di Coira e menziona Asinio (451) quale primo vescovo, al quale fecero seguito 75 altri vescovi, fino a Giovanni IV (1418-1440). Oltre alla cronaca sono trascritte quattro copie moderne di documenti di donazione dell'imperatore Ottone I e del re Ludovico il Germanico, così come notizie annalistiche. (sol)

Online dal: 22.06.2017

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Frauenfeld, Kantonsbibliothek Thurgau, Y 99
Carta · 53 + 1 ff. · 32.5 x 20.5 cm · Certosa di Ittingen · dopo il 1629
Cronaca del monastero di Einsiedeln

Cronaca del monastero di Einsiedeln di Heinrich Murer (1588-1638, dal 1614 conventuale nella certosa di Ittingen). Prima della descrizione dei peridi di abbaziato da Eberhard (934-958) a Plazidus (1629-1670) è inserito un disegno a penna dei patroni della chiesa, e una pianta pieghevole del monastero di Einsiedeln. Nella cronaca trovano posto le trascrizioni di Murer dei documenti di donazione, e di conferma di donazione, che riguardano il monastero di Einsiedeln. (sol)

Online dal: 22.06.2017

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Frauenfeld, Kantonsbibliothek Thurgau, Y 100
Carta · 7 ff. · 30.5 x 20 cm · Certosa di Ittingen · tra il 1614 e il 1638
Cronaca della prepositura di Embrach

Cronaca della prepositura di Embrach di Heinrich Murer (1588-1638, dal 1614 conventuale nella certosa di Ittingen). In questa cronaca, incompleta sia per quanto riguarda il contenuto che la decorazione, Murer si limita a descrivere alcuni pochi abati e importanti avvenimenti della storia del monastero. (sol)

Online dal: 22.06.2017

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Frauenfeld, Kantonsbibliothek Thurgau, Y 101
Carta · 22 ff. · 32.3 x 20.2 cm · Certosa di Ittingen · dopo il 1631
Cronaca del monastero di Engelberg e del monastero femminile di S. Andrea

Cronaca del monastero di Engelberg e del monastero femminile di S. Andrea, di Heinrich Murer (1588-1638, dal 1614 conventuale nella certosa di Ittingen). La cronaca inizia con una descrizione della posizione geografica e della fondazione del monastero (1119). Segue la storia del monastero di Engelberg dall'abate Adelhelm (1124/26-1131) fino all'abate Plazidus Knüttel (1630-1658). Nella seconda parte, più breve, Murer illustra la fondazione (1199) e la storia del monastero di S. Andrea dal 1254 al 1455. (sol)

Online dal: 22.06.2017

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Frauenfeld, Kantonsbibliothek Thurgau, Y 107
Carta · 126 ff. · 31 x 20.5 cm · Certosa di Ittingen · tra il 1614 e il 1638
Cronaca della cattedrale di Costanza, della chiesa collegiata della diocesi, della città di Costanza e di Reichenau

Cronaca della cattedrale di Costanza, della chiesa collegiata della diocesi, della città di Co-stanza e di Reichenau, di Heinrich Murer (1588-1638, dal 1614 conventuale nella certosa di Ittingen). Mentre Murer, nell'Y 106 si è occupato solo della storia della diocesi di Costanza, in questo manoscritto si sofferma più dettagliatamente su Costanza e i suoi dintorni. Per le fonti si servì degli scritti di altri ecclesiastici, come la cronaca di Costanza di Jakob Rassler (1568-1617). (sol)

Online dal: 22.06.2017

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Frauenfeld, Kantonsbibliothek Thurgau, Y 114
Carta · 6 ff. · 30.5 x 20 cm · Certosa di Ittingen · tra il 1614 e il 1638
Cronaca del monastero di Selnau

Cronaca del monastero di Selnau, di Heinrich Murer (1588-1638, dal 1614 conventuale nella certosa di Ittingen). Questo manoscritto incompiuto si sarebbe dovuto occupare nella prima parte dei monasteri cistercensi in Svizzera e nella seconda, più dettagliatamente del monastero femminile di Selnau. Il manoscritto è rimasto frammentario. (sol)

Online dal: 22.06.2017

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Frauenfeld, Kantonsbibliothek Thurgau, Y 116
Carta · 26 ff. · 31 x 20 cm · Certosa di Ittingen · tra il 1614 e il 1638
Cronaca del Grossmünster di Zurigo

Cronaca del Grossmünster di Zurigo, di Heinrich Murer (1588-1638, dal 1614 conventuale nella certosa di Ittingen). In questa cronaca Heinrich Murer si è dapprima concentrato sulla storia della città di Zurigo e del Grossmünster, prima di iniziare con l'elenco e la descrizione dei singoli prevosti. (sol)

Online dal: 22.06.2017

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Frauenfeld, Kantonsbibliothek Thurgau, Y 118
Carta · 16 ff. · 31 x 20 cm · Certosa di Ittingen · tra il 1614 e il 1638
Cronaca dei monasteri e delle fondazioni minori della città di Zurigo

Cronaca dei monasteri e delle fondazioni minori della città di Zurigo, di Heinrich Murer (1588-1638, dal 1614 conventuale nella certosa di Ittingen). Questo volume contiene una raccolta di descrizioni, brevi e incomplete, della storia dei monasteri e delle fondazioni di Zurigo, introdotte da pagine iniziali con disegni a penna e colorati in blu. Vi sono descritti il convento degli agostiniani della mindere Stadt (piccola città) di Zurigo, la chiesa francescana degli scalzi della grosse Stadt (grande città) di Zurigo, il convento dei domenicani, la comunità di beghine di S. Verena e il convento femminile di S. Maria Maddalena a Oetenbach. (sol)

Online dal: 22.06.2017

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Fribourg/Freiburg, Bibliothèque cantonale et universitaire/Kantons- und Universitätsbibliothek, Ms. L 309
Carta · 139 ff. · 28.5 x 21 cm · sud-ovest della Germania · secondo terzo del XV secolo
Computistica et medicinalia (ted. e lat.)

Contiene una raccolta di testi a carattere computistico e astronomico, così come delle ricette di medicina, sia in tedesco (alemannico) che latino. Tra i testi identificati vi sono degli estratti dal Buch der Natur di Conradus de Megenberg. Gli spazi previsti per la decorazione e per eventuali disegni sono stati lasciati in bianco. (ber)

Online dal: 22.06.2017

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Genève, Bibliothèque de Genève, Comites Latentes 69
Pergamena e carta · 82 ff. · 15 x 11-11.7 cm · Vienna · 1756 e XVIII-XIX secolo
Haggadah di Pesach

La haggadah manoscritta Comites Latentes 69 è una creazione viennese del 1756, decorata con l'inchiostro nero e che imita magistralmente la incisione su cuoio. L'autore è il celebre copista-illustratore Zimmel ben Moïse di Polna (attivo tra il 1714 e il 1756) che ha realizzato una trentina di manoscritti datati e conservati, ma dei quali solo 17, tra i quali il CL 69, sono autografi. La sua opera artistica si inserisce tra gli esempi più eccezionali della decorazione manoscritta ebraica dell'Europa centrale del sec. XVIII. Alla fine, un testo del Cantico dei Cantici copiato da una mano posteriore conclude questo magnifico manoscritto. (iss)

Online dal: 22.06.2017

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Lausanne, Bibliothèque cantonale et universitaire de Lausanne, Ms 403
Pergamena · 113 ff. · 24 x 12.3 cm · Francia? · fine del XII secolo
P. Ovidii Nasonis, Metamorphoses

Il manoscritto, scritto in una gotica primitiva e datato alla fine del XII secolo, contiene una copia incompleta delle Metamorfosi di Ovidio (2,52 – 3,466; 3,651 – 14,43; 14,414 – 15,668). Presenta glosse marginali e interlineari così come delle varianti di mani diverse. (del)

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Mariastein, Benediktinerkloster, APN 2 Antiphonar, 2. Teil
Pergamena · 251 ff. · 45 x 32 cm · Colonia (?) · seconda metà del XIV secolo
Antifonario

L'antifonario, della seconda metà del XIV secolo, raccoglie i testi da Pentecoste alla fine dell'anno liturgico, e tra questi le corrispondenti feste per i santi e per il Commune sanctorum. L'origine del manoscritto è sconosciuta, ma la presenza delle feste di determinati santi rimanda ad un'origine nell'area di Colonia. Vergato in una scrittura unitaria, con notazione musicale su quattro linee, presenta poche aggiunte con note su cinque linee; segni di uso e indicazioni più tarde. Cinque iniziali grandi e altrettante piccole sono rivestite di oro in foglia; vi sono inoltre 36 iniziali semplici. Tutte le lettere iniziali sono in rosso e blu; le rubriche in rosso. Il manoscritto giunse nelle mani di un padre di Mariastein, attivo nel Collegio di Altdorf. Da lì, nel 1981 il manoscritto giunse a Mariastein. Inedito. (sck)

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Mariastein, Benediktinerkloster, ehem. zbs S 231
Carta · 287 ff. · 20.5 x 14 cm · sec. XV (ultimo quarto)
S. Bernardus Claraevallensis, Opuscula Selecta

Le manuscrit de la fin du XVe siècle, doté de quelques initiales, contient des oeuvres brèves choisies de Bernard de Clairvaux. Parmi celles-ci, figurent aussi quelques oeuvres attribuées à Bernard. Le copiste est le cistercien Johannes Fabri, profès du monastère de Heilbronn. Selon une ancienne annotation (XVIIe s. ?), le livre appartenait au monastère de Beinwil, qui fut transféré à Mariastein après 1648. (sck)

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Mariastein, Benediktinerkloster, ehem. zbs S 353
Carta · 282 ff. · 21 x 14.5 cm · XV sec. (1470-1480)
Scritti spirituali · Prediche e vite di santi

Testi in lingua tedesca, scritti intorno alla metà del XV secolo per uso del convento femminile di Maria Maddalena in den Steinen a Basilea. Il volume appartenne poi al convento di Olsberg. Vi si trovano scritti spirituali attribuiti a vari autori, tra i quali prediche per le domeniche e le feste, e leggende di santi. Il volume è stato acquisito dal convento di Mariastein intorno al 1820 nel corso di un'asta a Basilea. La predica per la festa della Assunzione di Maria (ff. 194r-198v) si trova stampata in ZSKG 4, 1910, pp. 205-212 rispettivamente 207-212, sulla base di una copia del p. Anselm Dietler (morto † 1864) di Mariastein. (sck)

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Müstair, Benediktinerinnenkloster St. Johann, I Nr. 1
Pergamena · 32 pp. · 12 x 17 cm · intorno al 1460
Historia de miraculosa hostia

Manoscritto pergamenaceo in ottavo piccolo prodotto intorno al 1460 e costituito da 14 fogli scritti. La parte centrale del manoscritto contiene la Storia del Santo Sangue, redatta in lingua latina intorno al 1460 da Hans Rabustan, cappellano di Santa Maria. La vicenda dovrebbe aver avuto luogo all'epoca della badessa Adelheid I (1211-1233). Secondo il racconto, importante per la storia della devozione, la monaca Agnes, figlia di un cavaliere di Sent nella Bassa Engadina, durante un giovedì santo, con una coscienza piena di dubbi ricevette l'ostia sacra, ma invece di assumerla la nascose nel suo velo e la conservò nel suo baule. In seguito l'ostia si trasformò in carne e sangue. Da qui ebbe origine il pellegrinaggio al Santo Sangue a Müstair. Oltre a questo racconto il manoscritto contiene regesti di documenti che riguardano il culto del Santo Sangue. (ack)

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Müstair, Benediktinerinnenkloster St. Johann, I Nr. 46
Carta · 8 ff. · 10.5 x 16.5 cm · 1491-1505
Ammonimenti spirituali

Libricino con proposte per una accoglienza devota della santa comunione. Queste sono permeate dallo spirito della mistica tedesca e come tale hanno quale obbiettivo l'unione con Dio. (ack)

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Müstair, Benediktinerinnenkloster St. Johann, I Nr. 48a
Carta · 12 ff. · 22 x 16.5 cm · 1509
Rituale monialium

Manoscritto cartaceo del 1509 in minuscola tardogotica con delle iniziali in rosso. Il rito per le professe è stato ripreso da un altro monastero di benedettine. Contiene elementi della cerimonia quali la formula di professione, le litanie dei santi e le orazioni. Le rubriche (indicazioni) sono in tedesco, mentre le preghiere in latino. (ack)

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Müstair, Benediktinerinnenkloster St. Johann, I Nr. 48b
Carta · 27 ff. · 10.6 x 16 cm · XV secolo
Rorate caeli

Libretto devozionale del XV secolo costituito da 27 fogli. Contiene i testi per la liturgia delle ore. A questi si aggiungono le litanie per tutti i santi, intitolate «Letania in der Vasten», nelle quali sono elencati quasi cento santi. Seguono inoltre intercessioni per i poveri, i prigionieri, i malati, i pellegrini, i morti. Alla fine si leggono lodi e preghiere di supplica, così come una preghiera per l'adorazione della Santa Croce. (ack)

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Porrentruy, Archives cantonales jurassiennes, 187 J 35e
Pergamena · 189 ff. · 24.5 x 17 cm · diocesi di Besançon · prima metà del XIV secolo
Breviario di Besançon

Il breviario, che contiene unicamente la parte invernale, è databile alla prima metà del XIV secolo. Proviene dalla diocesi di Besançon (alla quale era unita Porrentruy) come dimostrano alcuni santi che appaiono nelle litanie, come s. Ferreolo o s. Germano, i responsori delle domeniche dell'avvento e il triduo pasquale. (gle)

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Schaffhausen, Konzernarchiv Georg Fischer AG, GFA 1/144.32
Carta · [4] + 218 pp. · 18 x 10.5 cm · 1743-1820
Album di ricordi di Christoph Fischer - Gedenk und Stamm-Buch, worinnen gute Freunde und Gönner mich, Christoph Fischer, von Schaffhausen, mit ihren beliebigen inscriptionen, sinnreichen Anbildungen, curiosen Gemählden und andern denkwürdigen Sprüchen be-ehren wollen. Angefangen den 18ten Iulij 1743.

Questo album, rilegato in pelle, contiene circa 35 dediche e disegni di persone con le quali il ramaio e commerciante di vini sciaffusano Christoph Fischer (1691-1770) mantenne dei contatti nel corso della sua vita. Dalle annotazioni in latino, tedesco, francese e inglese, è possibile ricostruire due viaggi di Fischer a Londra, periodo al quale risalgono la maggior parte delle dediche: dal 1747 al 1750 via Ginevra, Lione, Parigi verso Londra e nel 1758 via Strasburgo, Francoforte, Amsterdam verso Londra. Alcune annotazioni risalgono a membri della famiglia sciaffusana Schalch, con la quale Fischer era imparentato, e tra queste vi è un acquerello non datato dell'artista Johann Jakob Schalch (1723-1789) (p. 122), che tra il 1754 e il 1773 visse a Londra e all'Aia. Dopo la morte di Fischer l'album fu continuato: annotazioni del 1773 (p. 65) e 1820 (p. 215). Nel manoscritto cartaceo sono rilegate numerose pagine di pergamena (pp. 1-2, 19-20, 47-48, 115-116, 181-182) e in un secondo momento sono stati incollati alcuni fogli di carta (pp. 39a-b, 55a-b, 147a-b), rispettivamente sovraincollate le pagine con le illustrazioni (p. 43, p. 125, p. 127). Le annotazioni non sono ordinate cronologicamente e si alternano a numerose pagine bianche. (egg)

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Schaffhausen, Konzernarchiv Georg Fischer AG, GFA 1/144.35
Carta · [2] + 178 pp. · 19.5 x 12 cm · 1791-1841
Album di ricordi di Johann Conrad Fischer

Questo manoscritto cartaceo rilegato in pelle con incisioni dorate (la data 1791 nei quattro gli angoli) costituisce l'album di ricordi di Johann Conrad Fischer (1773-1854), ramaio, metallurgo, imprenditore e politico di Sciaffusa. Dalla sua fabbrica di acciaio colato, fondata nel 1802, si sviluppò l'odierna Georg Fischer SA. L'album contiene dediche e disegni di circa 70 persone con le quali il Fischer mantenne dei contatti nel corso della sua vita, tra i quali il suo docente di matematica Melchior Hurter (1735-1811) (p. 1), il professore Johann Georg Müller (1759-1819) (p. 49), il medico zurighese Johann Balthasar Zwingli (1764-1817) (p. 164), lo scrittore Heinrich Zschokke (1771-1848) (p. 175), il prozio di Fischer Lorenz Spengler (1720-1807), capo della Camera Reale delle Arti danese a Copenhagen (p. 43), e il figlio di questi Johann Conrad Spengler (1767-1839) (p. 105). La maggior parte delle annotazioni in tedesco, francese, inglese e danese, risale al suo anno itinerante quale membro della compagnia dei ramaioli, quando egli viaggiò, via Francoforte, Chemnitz, Dresda, verso Copenhagen, e poi verso Londra. Seguono poi alcune sporadiche annotazioni fino al 1841. Le annotazioni non sono in ordine cronologico e si alternano a fogli incollati (p. 3a-b, 48a, 111a-d) e numerose pagine bianche. La paginazione risale all'epoca di origine dell'album. (egg)

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Schaffhausen, Stadtbibliothek, Ministerialbibliothek, Min. 2
Pergamena · 261 ff. · 36 x 25.5 cm · Sciaffusa · 1080-1096
Bibliorum sacrorum pars secunda

Parte della bibbia completa in quattro tomi elencata nell'inventario dei libri del monastero di Ognissanti del 1100 ca. (Min. 17, f. 306v), dei quali se ne sono conservati tre (Min. 2, Min. 3, Min. 4). Contiene Samuele, Libro dei Re, Cronache. Su due colonne, vergato da una mano, con numerose correzioni su rasura. L'iniziale I della pagina dell'incipit (f. 7v), corrispondente a 24 linee, la F della pagina iniziale (f. 10v) corrispondente a 22 linee e le iniziali con tralci all'inizio dei singoli libri e dei prologhi, sono realizzati a penna con l'inchiostro rosso; si stagliano su dei fondi di colore blu e verde pallido che si distinguono dai colori pastosi presenti nel Min. 3 e Min. 4. I segni di usura e di scoloramento dei ff. 1r e 261v lasciano supporre che il manoscritto rimase slegato fino al XV secolo, quando ricevette la legatura attuale. Quale copertura degli assi di legno venne usata una pelle di Cordova marrone nella quale sono impressi motivi di animali e di piante; gli stessi decorano anche la piattaforma traforata delle due borchie centrali di ottone. (spe)

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Schaffhausen, Stadtbibliothek, Ministerialbibliothek, Min. 3
Pergamena · 284 ff. · 36 x 26 cm · Sciaffusa · 1080-1096
Bibliorum sacrorum pars tertia

Parte della Bibbia completa in quattro tomi elencata nell'inventario dei libri del monastero di Ognissanti del 1100 ca. (Min. 17, f. 306v), dei quali se ne sono conservati tre (Min. 2, Min. 3, Min. 4). Contiene i libri poetici (Proverbi fino a Siracide), Tobia, Giuditta, Ester, Esra, Maccabei. Su due colonne, vergato da una mano, con molte correzioni contemporanee. Annotazioni marginali più tarde e glosse di varie mani rivelano un uso intensivo del manoscritto fino al sec. XIV. L'iniziale P corrispondente a 15 linee nella pagina di apertura decorata (f. 7v) e le iniziali con tralci all'inizio dei singoli libri e prologhi, sono realizzate a penna con inchiostro rosso. Analogamente al Min. 4, i fondi delle lettere presentano un verde e un blu pastoso che si distingue dai colori più pallidi del Min. 2. Legatura romanica del sec. XII, con linee decorative e due ganci di chiusura. (spe)

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Schaffhausen, Stadtbibliothek, Ministerialbibliothek, Min. 104
Pergamena · 149 ff. · 21.5 x 16.5 cm · Sciaffusa · 1080-1096
Hieronymus, Athanasius, Rufinus

Esemplare contenente sette testi agiografici, ai quali poco più tardi venne aggiunta una Vita Longini (f. 143v), a piena pagina, senza decorazione tranne poche iniziali con tralci, che figura nell'inventario dei manoscritti della biblioteca del monastero di Ognissanti del 1100 ca. (Min. 17, f. 306v). La colorazione giallastra dei ff. 1r e 145v lascia supporre che il manoscritto rimase slegato finché nella seconda metà del XV secolo, come numerosi altri, ricevette una legatura in pelle con borchie di metallo ed un gancio di chiusura. Quali carte di guardia (f. I, f. 146) furono utilizzati, così come in Min. 19, Min. 20, Min. 24, Min. 40, Min. 53 e Min. 55, frammenti di un obituario del monastero di Ognissanti del XIV secolo. (spe)

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Schaffhausen, Stadtbibliothek, Ministerialbibliothek, Min. 107
Pergamena · 151 ff. · 26 x 20 cm · Sciaffusa · 1080-1096
Vitas Patrum

Esemplare contenente estratti dai libri 3 fino a 6 delle Vitas Patrum (Palladio Helenopolitanus, Evagrio Pontico ecc.), trascritto da varie, per la maggior parte inesperte mani, su rozza pergamena con fori e riparazioni, che figura nell'inventario dei manoscritti della biblioteca del monastero di Ognissanti del 1100 ca. (Min. 17, f. 306v). Senza decorazione tranne due iniziali con tralci disegnate in rosso con fono di colore azzurro pallido e verde (f. 3r). Lo scolorimento dei ff. 1r e 148v lascia supporre che il manoscritto rimase slegato, finché nella seconda metà del XV secolo ricevette una legatura con pelle gialla e linee decorative. Quali controguardie vennero utilizzati due documenti del 1414 (davanti), rispettivamente 1413 (dietro); la filigrana delle carte di guardia (f. I, 149) è databile al 1455. (spe)

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St. Gallen, Stiftsarchiv (Abtei Pfäfers), Cod. Fab. XXIV
Carta · 190 ff. · 33.5 x 20 cm · fine del XVI-inizio del XVII secolo
Hans Ardüser

Le registrazioni di Ardüser iniziano nell'anno 1572 e finiscono nel 1614. La cronaca costituisce una importante fonte per la vita politica e sociale nell'allora «Alt Fry Rätien». La «Rätische Chronik» di Hans Ardüser venne scoperta solo negli anni '70 dell'Ottocento dall'allora responsabile del liceo cantonale grigionese J. Bott e dato alle stampe. Una gran parte della Cronaca è composta da relazioni riguardanti gli avvenimenti politici della fine del XVI secolo e dell'inizio del XVII secolo. Nella sua opera Ardüser ricorda anche i delitti, l'esecuzione di streghe e riferisce inoltre su degli eventi meteorologici eccezionali e i conseguenti cattivi raccolti. Dalle sue annotazioni autobiografiche, parimenti riportate nella «Rätische Chronik», risulta che Ardüser era un lettore dotato. Si può dedurre che le sue conoscenze su tutti questi svariati temi gli venissero da fonti scritte quali registri parrocchiali, notiziari che circolavano, scritti ufficiali e contatti personali con funzionari, mercenari di ritorno o commercianti di passaggio. (jan)

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St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 768
Pergamena · 112 (113) pp. · 22–22.5 x 17.5–18.5 cm · S. Gallo (?) · X / XI sec.
Planctus beati Galli; commento a Boezio, Opuscula sacra; Boezio, Opuscula sacra; pseudo Beda, De septem miraculis mundi

Il codice contiene alle pp. 59111 gli Opuscula sacra di Boezio, e cioé I. De trinitate (pp. 5970), II. De divinitate (Utrum pater et filius et spiritus sanctus; pp. 7072), III. De hebdomadibus (Quomodo substantiae; pp. 7277), IV. De fide catholica (pp. 7784), V. Contra Eutychen et Nestorium (pp. 84111), in parte con glosse. Probabilmente alcune parti furono aggiunte nell'XI/XII secolo. Alle pp. 46, prima del commento agli Opuscula sacra I-III e V attribuiti a Johannes Scoto Aurigena o a Remigio di Auxerre, probabilmente di una mano del XIII secolo, il Planctus beati Galli, inc. Quis dabit cineres, un lamento sul furto del tesoro della chiesa di S. Gallo da parte del vescovo di Costanza. A p. 112 il De septem miraculis mundi dello pseudo Beda il Venerabile. Il manoscritto, per la gran parte senza decorazione, contiene a p. 26 una decorazione ittiomorfa e a p. 59 una iniziale I che si estende su 8 linee di testo. (sno)

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