
| Paese | Luogo, Biblioteca | Manoscritti |
|---|---|---|
| Germania | Überlingen, Leopold-Sophien-Bibliothek | 1 |
| Austria | St. Paul in Kärnten, Stiftsbibliothek St. Paul im Lavanttal | 1 |
| Paese | Luogo, Biblioteca | Manoscritti |
|---|---|---|
| Francia | Paris, Bibliothèque nationale de France | 1 |
| Stati Uniti | Cleveland, The Cleveland Museum of Art | 1 |
| Russia | St. Petersburg, National Library of Russia | 1 |
Numero di manoscritti: 101, mostrati: 21 – 40
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 48
Carta · II + 247 + VI ff. · 28.7 x 19.5 cm · Inghilterra · terzo quarto del sec. XV
I racconti di Canterbury, scritti verso il 1388-1400 dal «padre della poesia inglese», Geoffrey Chaucer, sono conservati in 82 manoscritti medievali e quattro incunaboli. Il CB 48, trascritto da un solo copista del XV secolo, ha mantenuto la sua eccezionale legatura originaria in pelle di daino scamosciata tesa su delle tavole di legno.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 49
Pergamena · 150 ff. · 28.0 x 20.0 cm · Francia · verso il 1460
Commissionato verso l’anno 1460 dal grande bibliofilo Antonio di Borgogna, il CB 49 contiene il testo dell’Epître d’Othea, scritto dalla prima donna che visse unicamente grazie alla sua professione di scrittrice, Cristina di Pisan. È ornato da un centinaio di magnifici disegni (il ciclo completo), tra cui la miniatura di dedica dove si vedono quattro personaggi che sono stati identificati con Filippo il Buono, Carlo il Temerario e Davide e Antonio di Borgogna.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 52
Pergamena · II + 166 ff. · 19.9 x 14.7 cm · probabilmente Francia · inizio del sec. XII
Oggi Cicerone è visto essenzialmente come filosofo e politico; nel Medioevo era invece conosciuto soprattutto come maestro di retorica. Lo testimonia il contenuto di questo manoscritto, trascritto senza alcun dubbio in Francia agli inizi del XII secolo e comprendente due trattati sull'”arte del saper ben parlare”: il De inventione e la Rhetorica ad Herennium, a lungo attribuita all'autore latino.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 53
Pergamena · 168 ff. · 40 x 29 cm · Borgogna · ca. 1470-1475
La traduzione francese delle Storie di Alessandro Magno, destinata al futuro Carlo il Temerario, è stata commissionata a Vasco da Lucena, « Portugalois », addetto al servizio dell’Infanta Isabella, moglie di Filippo il Buono. Il ricorso a Quinto Curzio, completato dai testi di Plutarco, Valerio Massimo, Aulo Gellio o Giustino, permette all’autore di liberare il conquistatore macedone dalle leggende ereditate dalla tradizione medievale. Miroir des princes inteso a veicolare l’eroe antico come un modello, si incrive nel movimento umanistico che si sviluppa attorno ai duchi di Borgogna alla fine del medioevo. Il CB 53 è stato copiato per l’appunto in Borgogna, solo qualche anno dopo la composizione del testo; è ornato di miniature realizzate nella cerchia del maestro di Margherita di York (ca. 1470-1475).
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 55
Carta · I + 163 + I ff. · 28.0 x 20.5 cm · Italia · prima metà del sec. XIV
Manoscritto cartaceo, il “Codex Guarneri” è stato allestito meno di due decenni dopo la morte di Dante. La disposizione grafica del testo, con la lettera iniziale di ogni terzina messa in rilievo dall'inchiostro rosso, riflette la terza rima, la forma metrica inventata dal poeta italiano. Privo – senza dubbio dalle origini – del Paradiso, il manoscritto è corredato di glosse latine.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 56
Carta · 218 ff. · 32.3 x 22.0 cm · fine del sec. XIV
Il «Codice Ricasoli Firidolfi», trascritto su carta alla fine del XIV secolo, è una testimonianza importante per lo stabilimento del testo della Divina commedia di Dante Alighieri. L’iniziale del verso liminare dell’Inferno mostra il celebre profilo dell’autore contornato da decorazioni vegetali.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 57
Pergamena · 82 ff. · 33.4 x 22.3 cm · Italia · 1378
Copiato nel 1378 da Francesco di maestro Tura da Cesena, che appone data e nome alla fine del suo volume, il Codice Severoli inaugura ciascuno dei tre canti della Commedia con una iniziale istoriata. Qualche glossa interlineare spiega i versi del Paradiso.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 58
Pergamena · I+264 ff. · 36.4 x 23.5 cm · Italia (Napoli ?) · sec. XIV
Questo manoscritto del sec. XV raggruppa quattro trattati di medicina. La scrittura in gotica arrotondata è di varie mani e gli incipit principali sono in capitali gotiche ornate da fini filigrane a penna. Alla fine del manoscritto si scoprono varie ricette mediche.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 59
Carta · 194 + I ff. · 20.2 x 14.7 cm · Costanza e Ravensburg · fine del sec. XV
Il CB 59 riunisce con una rilegatura contemporanea tre manoscritti copiati indipendentemente. Caratterizzati tutti e tre dall’uso del dialetto alemannico, e realizzati alla fine del sec. XV, offorno una scelta di sermoni scritti da Maestro Eckhart o nell’ambiente del maestro di mistica renano. La prima parte potrebbe essere stata realizzata in un atelier di Costanza o di Ravensburg ed è appartenuta alla certosa di Buxheim. Si fanno notare i fili cuciti nei fogli di carta che fungono da segnalibro.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 61
Pergamena · I + 108 Bll. + I ff. · 24.5 x 16.5 cm · Paesi Bassi · verso il 1400-1405
Il Sachsenspiegel di Eike von Repgow è uno dei più antichi libri di diritto composti in tedesco. Il CB 61, manoscritto trascritto su pergamena nei primi anni del XV secolo, tratta dunque di diritto privato, diritto penale, diritto della procedura e diritto pubblico.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 62
Carta · I + 51 Bll. + I ff. · 21.1 x 15.1 cm · Sud-est della Germania · seconda metà del sec. XIV
Il Gregorius di Hartmann von Aue è contornato, nel CB 62, manoscritto cartaceo della seconda metà del XIV secolo, da poemi di devozione, dal Marienleich di Frauenlob e dal Rossarzneibuch del Maestro Albrant.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 64
Carta · 2 + 71 + 2 ff. · 21 x 14.3 cm · fine del sec. XV
Dopo Eschilo (I sette contro Tebe) e Sofocle (Edipo re), Euripide a sua volta tentò di riscrivere il mito tebaico. I fogli iniziali di questo manoscritto, copiato alla fine del sec. XV su carta, espongono l’argomento dell’opera teatrale, rievocano l’oracolo di Edipo e l’enigma della Sfinge, poi presentano la lista dei personaggi. Alla trascrizione dell’opera fa seguito un foglio sul quale è trascritto l’argomento dell’(Edipo re), di Sofocle, mettendo così in luce i legami tra i due capolavori del teatro antico.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 67
Pergamena · I + 83 + II ff. · 27.7 x 22.0 cm · seconda metà del sec. XIII
Includendo il Gui de Warewic, lungo romanzo dinastico anglo-normanno, il Brut di Wace, ove si ripercorre la storia del discendente di Enea che conquistò la Gran Bretagna, e la traduzione di Elia delle Profezie di Merlino, il CB 67 presenta un ampio panorama della storia leggendaria bretone. Completa il corpus tràdito in questo manoscritto del XIII secolo il testo di Fiorenzo di Roma, a metà tra chanson de geste e romanzo di avventura.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 68
Pergamena · 155 ff. · 25.5 x 21.9 cm · Germania · prima metà del sec. IX
La riforma carolingia aveva risposto alla volontà di uniformità in campo religioso proponendo una regola unica per i monaci, la Concordia regularum di Benedetto d’Aniane. Su questa scia, verso la fine del sec. VIII e nel sec. IX si cerca di operare una distinzione tra lo stato monastico e quello canonicale. Ludovico il Pio fa così pubblicare, nell’816, i risultati del concilio di Aquisgrana; le Istituzioni canoniche presentano nella prima parte i precetti dei Padri e i concili anteriori, nella seconda vengono esposte le decisioni del concilio. La redazione di quest’opera è stata a lungo attribuita ad Amalerio di Metz, allievo di Alcuino e consigliere di Carlo Magno ; bisogna comunque cercate un altro autore per questa opera in 118 capitoli, talvolta laboriosi, cui avrebbe contribuito Benedetto d’Aniane. Copiato in una bella scrittura carolina appena pochi anni dopo la pubblicazione del testo (prima metà del sec. IX), il manoscritto della Fondazione Bodmer è appartenuto all’abbazia benedettina di S. Giacomo di Magonza. Nel sec. XII o XIII alla fine del volume è stato aggiunto un disegno a piena pagina raffigurante la Crocifissione.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 72
Pergamena · 333 ff. · 34.5 x 25 cm · Boemia (nord-ovest), Alta Franconia, Vogtland meridionale · primo quarto del sec. XIV
Riunendo più di duecento testi allestiti tra la fine del XII e l’inizio del XIV secolo, il “Codex di Kalocsa” è una straordinaria testimonianza della poesia medievale tedesca. Questo manoscritto, affine ad un volume conservato all’Universitätsbibliothek di Heidelberg (Cod. Pal. Germ. 341), che ricopia parzialmente, ci trasmette, in circa 330 fogli di pergamena copiati da una sola mano, delle opere di Walther von der Vogelweide, Konrad von Würzburg, Hartmann von Aue, Reinmar von Zweter o ancora dello Stricker o della tradizione del Roman de Renart. Tramanda pure una quantità di testi anonimi.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 74
Pergamena · 128 ff. · 31.2 x 19.6 cm · Roma · 1071
Questo graduale, trascritto nel 1071 dall’arciprete Giovanni della chiesa Santa Cecilia in Trastevere, contiene la notazione musicale di diversi canti per la messa. La versione melodica di questi testi fa sì che questo manoscritto sia la più antica testimonianza del “vecchio canto romano”.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 75
Pergamena · 282 ff. · 46.3 x 29.2 cm · Bologna · sec. XIII-XIV o inizio del XIV
Manoscritto giuridico del XIII o dell’inizio del XIV secolo, il CB 75 testimonia del grande valore accordato, dal Medioevo in poi, al Decretum di Graziano, vera chiave di volta del diritto canonico moderno. La glossa di Giovanni il Teutonico, nella prima revisione di Bartolomeo da Brescia (anteriore al 1245), inquadra qui il testo di Graziano, messo per giunta in risalto da numerose iniziali istoriate.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 77
Pergamena · 112 ff. · 14.0 x 9.0 cm · Italia centrale · sec. XII
Questo manoscritto dell’Italia centrale del XII secolo contiene delle opere musicologiche di tre autori latini tra cui certi estratti sono da raffrontare con diversi passaggi della Institutio musica di Boezio. Uno d’essi non è altro che Guido d’Arezzo (Guido Aretinus), monaco toscano della fine del X secolo, al quale si attribuisce, senza dubbio con qualche esagerazione, l’invenzione dell’armonia, la “solmisazione”.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 78
Pergamena · 88 ff. · 32.5 x 23.0 cm · Italia, Venezia · sec. XIV (verso il 1370?)
Il CB 78, manoscritto su pergamena del XIV secolo, ci trasmette la Histoire de la destruction de Troie di Guido delle Colonne. È ornato da centottantasette miniature eseguite da Giustino da Forli, le quali rappresentano, nel quadro architetturale della Venezia gotica, i principali avvenimenti della guerra di Troia. Fatto raro: della tracce della collaborazione tra il copista e il miniatore si leggono nei margini, dove il primo descrive, in dialetto veneziano, il programma iconografico scrupolosamente seguito dal secondo.
Cologny, Fondation Martin Bodmer, Cod. Bodmer 79
Pergamena · IV + 137 + III ff. · 26.3 x 17.6 cm · 1308
Guillaume de Lorris e Jean de Meung sono gli autori del Roman de la Rose uno dei capolavori della letteratura cortese del medioevo. In un quadro onirico e allegorico l’amante tenta di penetrare in un giardino chiuso che nasconde una rosa, immagine della sua amata. La seconda parte, opera di Jean de Meung, offre una lettura più filosofica e moralizzante. Questo manoscritto, copiato su pergamena nel sec. XIII, contiene numerose miniature in riquadri dorati e con lumeggiature in oro, così come delle iniziali con prolungamenti blu e rossi.